Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Libia e Nord Africa

28 Marzo 2011

Sul Corriere della Sera Pier Luigi Battista (che l’altro giorno in pratica lasciava intendere di auspicare che a Berlusconi accadesse ciò che ha biasimato per Craxi), oggi fa dell’ironia a spese dei giornali di centrodestra i quali (salvo Il Tempo di Mario Sechi – Battista lo cita esplicitamente come “interventista della primissima ora”) da una contrarietà alla guerra stanno passando praticamente dalla parte degli interventisti, anche se con toni più soft.

Sta di fatto che un’indagine condotta da Renato Mannheimer e che appare sul Corriere della Sera di stamani, ci fa sapere che la maggioranza degli italiani (53%) è contraria a questa guerra.
Ciò significa – come ormai succede sempre più spesso – che è il centrodestra a rappresentare meglio la volontà della maggioranza degli italiani. Addirittura alte percentuali di contrarietà alla guerra sono espresse anche nell’area di centrosinistra.

La ragione è molto semplice. Questa guerra è stata fomentata dalla Francia e dalla Gran Bretagna ed è in odore di essere stata promossa per interessi che nulla hanno a che vedere con le ragioni umanitarie.
Un tempo si accusava, soprattutto da parte della sinistra, la Cia di fomentare guerre a destra e a manca secondo i propri interessi. Gli Usa si difendevano adducendo la necessità di liberare quei popoli dal tiranno. La sinistra bruciava in piazza le bandiere americane.

In Libia è accaduto quanto la sinistra criticava nel passato contro gli Usa. E tuttavia questa volta non sono state bruciate in piazza le bandiere dell’odiata superpotenza. Anzi, abbiamo addirittura il capo dello Stato che sponsorizza la guerra.
Capirete che qualcosa non torna. O si è rovesciato il mondo, o sotto c’è odore di bruciato.

Il tempo dirà che cosa sta realmente dietro alle rivolte in contemporanea nell’aria sud del mediterraneo. Stento a credere che si tratti di una riscossa democratica. Anche perché abbiamo visto, ad esempio in Libia, che a capo dei rivoluzionari stanno uomini che un minuto prima facevano parte del governo. Che questi ex ministri abbiano avuto una folgorazione democratica sulla strada di Damasco, come accadde a San Paolo, è, a mio avviso, poco probabile. Anzi. È più facile invece che siano passati al soldo di qualche movimento che essi hanno giudicato più forte e sicuro vincitore.

Quale sia questo movimento è ancora un mistero. Ma il fatto che una volta detronizzato Mubarak in Egitto, le navi da guerra iraniane possono tranquillamente passare il canale di Suez, prima ad esse vietato, lascia supporre che qualcosa di ancora peggiore della situazione che si vuole rimuovere si stia preparando a danno dell’Europa, e in primo luogo dell’Italia, la più esposta, insieme con la Spagna.


Letto 1589 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart