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Lo strano caso del presidente Fini

9 Ottobre 2011

C’è un libro famoso che nel titolo comincia proprio allo stesso modo. Lo conoscete tutti: “Lo strano caso del dottor Jekill e di Mr Hyde”. Lo scrisse uno straordinario narratore, Robert Louis Stevenson (1850-1894, che è autore anche di altri celebri romanzi: “La Freccia Nera”, interpretata da Aldo Reggiani e Loretta Goggi, “L’isola del tesoro” e “Il signore di Ballantrae”, tutti trasformati in film o sceneggiati, per la loro interessante trama, di sicuro effetto.

Ho pensato a Stevenson quando l’altro giorno a Piazzapulita, un talk show condotto da Corrado Formigli, della famiglia santoriana, ho ascoltato l’intervista che questi ha fatta al nostro presidente della Camera. Al netto delle solite bordate che vanno di moda contro Berlusconi, non sono rimasto affatto sorpreso di sentirgli dire talune inesattezze.

Vediamo.

La prima. Continua a dichiarare di essere stato cacciato dal Pdl, mentre la verità, come si sa, è un’altra. Il gentile istruttore subacqueo (giuro che non lo sapevo) fece di tutto per farsi cacciare, sparlando ripetutamente di Berlusconi e dell’azione del suo governo. Non si viola un bel niente, e tanto più la democrazia, quando si invita (non fu un’espulsione) chi diffama il partito di cui fa parte, a desistere.
Fini non ha ancora compreso la differenza ed ha rimosso dalla memoria le stoccate che aveva indirizzato al Pdl e a Berlusconi prima di quel 29 luglio 2010.

A questa prima inesattezza, ho scosso il capo per disperazione.

La seconda. Quando Formigli gli ha domandato se non ritenesse incompatibile con la sua carica istituzionale l’impegno diretto in politica, il nostro se n’è uscito rispondendo che nessuno ha mai posto il problema quando a presiedere l’aula di Montecitorio salgono, in sua assenza, la Bindi o altri vicepresidenti.
Questa sparata è grossolana e scoraggiante.
La Bindi e gli altri, quando lo sostituiscono sulla scranna di Montecitorio, per questo solo fatto non diventano la terza carica dello Stato.
La terza carica dello Stato è una sola ed è attualmente rappresentata da Gianfranco Fini, anche quando si assenta per andare alla buvette.

A questa seconda inesattezza, mi sono cascate le braccia.

La terza. Formigli gli ha anche domandato perché non si  sia dimesso, come aveva promesso in tv, quando è stato accertato che la casa di Montecarlo è di proprietà del cognato Giancarlo Tulliani.
Ecco la sua risposta.
Il documento del governo di Santa Lucia ha una autenticità dubbia.
E ha citato Valter Lavitola, colui, cioè, che rese noto il documento, facendo notare i guai in cui attualmente si trova, quale latitante ricercato dalla magistratura.

Come si sa, quel noto documento non è il solo a certificare la proprietà di Giancarlo Tulliani. Comunque l’affermazione di Fini può basarsi unicamente su queste due ipotesi:

1 – Lavitola ha falsificato il tutto. Ma allora sarebbe dovuta arrivare una smentita da parte del governo di Santa Lucia. E questa smentita non c’è mai stata. E non c’è mai stata proprio perché quel documento è autentico.

2 – Se quel documento è autentico, allora l’ipotesi alternativa che si ricava dalla affermazione di Fini circa la sua dubbia autenticità, è quella che il governo di Santa Lucia abbia raccolto un invito di Lavitola a redigere un documento falso che compromettesse Fini.
Può permettersi la terza carica dello Stato di fare un’accusa simile al governo di un altro Paese? Non credo, e spero che qualcuno glielo faccia notare, magari rimbrottandolo.

A udire questa terza inesattezza, mi sono venute, ovviamente, le vertigini.

Non vi è dubbio: a Fini è stata concessa l’opportunità di recuperare il consenso perduto in seguito alle note vicende in cui è stato coinvolto, mettendogli a disposizione un intervistatore compiacente e politicamente interessato.
Un altro conduttore gli avrebbe fatto vedere i sorci verdi.

P.S. Cicchitto apre ai condoni, sia edilizio che fiscale? Non sono d’accordo. Sarebbe un errore. Gli illeciti non si premiano, ma si devono combattere comminando pene durissime. È un dovere nei confronti di chi rispetta le leggi.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Quando Fini per sua moglie invocava l’uso della censura” di Massimo Malpica. Qui.

“Se Silvio farà il Silvio l’Italia potrà rialzarsi” di Giuliano Ferrara. Qui.

“C’è un post da preparare con Silvio” di Mario Sechi. Qui.

“Per la procura di Bari Lavitola non merita il carcere” di Antonio Massari. Qui.

“Alfano: «Accantonare Berlusconi? Una soluzione impraticabile »”. Qui.


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Bart