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Luttwak praticamente dà dell’asino a Monti

30 Gennaio 2013

Sto scrivendo in tarda nottata e non nascondo che mi piacerà vedere quale giornale riporterà le parole che il politologo ed economista americano Edward Luttwak ha pronunciato ieri sera a Ballarò a proposito della politica di Monti.

Da una prima scorsa dei titoli dei quotidiani maggiori presenti sul web, ho visto che tutti tacciono, eppure Luttwak ha detto ciò che molti italiani pensano, ossia che Monti ha sbagliato tutto. Ma il bello è che Luttwak non ha nascosto la sua meraviglia nel constatare che sia stato proprio il tecnocrate Monti a fare tutto l’inverso di ciò che ha scritto e insegnato alla Bocconi.

Qualcosa ho trovato qui, che riporta una cronologia sintetica della trasmissione:

“22.08 Luttwack attacca Monti: “Lui questo lo ha insegnato per trenta anni. Per ridurre il deficit serve un tecnocrate che non si ricandida, che non vuole diventare capo politico“.

22.07 Parola al politologo Luttwack: “Chi ha ridotto il deficit aumentando le tasse ha strangolato l’economia“.”

Ho caricato l’intervento di Luttwak su Youtube, visto che nessun quotidiano vi ha fatto cenno (che Italia!). Fra l’altro, come sentirete, Luttwak ci rivela che il Fondo monetario ha riprodotto una tabella, in cui appare l’Italia in forte discesa, e si domanda per quale motivo in Europa questa tabella non sia circolata. Ci è stata nascosta? Chi può avere avuto tanta influenza? I soliti poteri forti?

La meraviglia di Luttwak sugli errori di Monti è lapalissiana, giacché non si è mai visto qualcuno rilanciare l’economia strangolando i consumatori.
Luttwak è stato anche chiaro circa il lassismo dimostrata dalla governance di Monti, il quale, messo lì per intervenire sul bubbone italico, ossia l’enormità della spesa pubblica, ha ceduto ai partiti, mentre avrebbe dovuto, proprio perché tecnocrate, minacciare le dimissioni se i provvedimenti della spending rewiew non fossero stati approvati.

Praticamente Luttwak ha dato dell’incoerente e dell’asino al nostro presidente del consiglio, il quale sicuramente o ignorerà il professore americano o risponderà a modo suo, ossia sprezzantemente. Chi ha visto la trasmissione ha potuto constatare il nervosismo di Casini, che si è difeso e ha difeso Monti con il trito e ritrito (e falso) slogan che per colpa di Berlusconi non c’erano più i soldi per pagare i dipendenti pubblici, da cui la necessità e l’urgenza di aumentare le tasse, e quando Luttwak è intervenuto una seconda volta, ha fatto di tutto per non farlo parlare, e così è stato, giacché ha sempre sovrapposto la sua voce a quella dell’interlocutore.

Noi italiani sappiamo che Luttwak ha ragioni da vendere. Lo sappiamo perché nelle nostre strade abbiamo visto di giorno in giorno accrescersi il numero delle saracinesche abbassate per sempre. Abbiamo visto le fabbriche chiuse (magari trasferiti in Paesi fiscalmente meno oppressivi), abbiamo visto la massa dei licenziamenti che hanno ridotto alla povertà e alla disperazione molte famiglie. Abbiamo visto salire la percentuali dei giovani che non riescono a trovare lavoro ad una percentuale da rabbrividire, oltre il 37%.
Monti queste cose non le vede, dall’alto della sue superbia e della sua spocchiosa presunzione di far parte di una élite superiore, a cui non giungono i lamenti della povera gente. O addirittura lo infastidiscono.

Spero che molti italiani abbiano ascoltato le parole di Luttwak e riflettano se davvero l’uomo scelto da Napolitano ha fatto il bene del Paese o il bene delle banche, consentendo ad esse, come ha fatto rilevare sempre Luttwak, di prendere il denaro dalla Bce di Draghi all’1% e anziché finanziare con esso le imprese, come avrebbero dovuto fare,  hanno comprato titoli di Stato al 5%, lucrando sulla differenza.

Così le imprese sono state strangolate dal livello della tassazione, giunto al 56%, il più alto del mondo, e dalle banche a cui il governo ha lasciato scegliere se finanziare le imprese o speculare sui soldi ricevuti dalla Bc. Tutte hanno scelto questa seconda opzione, la più facile e la più tranquilla, come ha criticato Luttwak.
Monti è stato così liquidato, a meno che gli elettori non vogliano persistere e arrivare a sfasciarsi la testa contro il muro.

Ma anche sul versante bersaniano non si deve dimenticare quanto il Pd sia compromesso nella vicenda scandalosa del Mps che Grillo, non a torto, considera più grave dei crac del Banco Ambrosiano e di Parmalat messi insieme.

Ci resta il versante del centrodestra, e anche qui son dolori. Non vi sono personalità di rilievo, e l’unica in grado di attrarre consensi è sempre la stessa: Berlusconi. Ma, pur giustificando alcuni dei suoi più clamorosi fallimenti (le riforme della giustizia e dello Stato) per le resistenze incontrate con gli alleati, prima Casini, poi Fini, ho il convincimento che l’occasione sia ormai andata perduta per sempre.

Ci rimane la promessa di abolire l’Imu sulla prima casa. L’abolirebbe alla prima riunione del consiglio dei ministri. La tassazione della prima casa è una autentica vergogna in un Paese in cui avere un tetto per la propria vecchiaia è stato il sogno di ogni italiano, disposto pur di realizzarlo ai più duri sacrifici. Che uno Stato dissipatore e corrotto, ripieno di malfattori e di ladri, e di insaziabili sanguisughe, venga a derubarlo della casa finalmente costruita o acquistata a forza di rinunce e sacrifici, per poter sanare i propri sprechi, è una azione che grida vendetta.

P. S. Il Pd reagisce allo scandalo Mps mettendo sotto accusa Berlusconi per i rapporti d’affari avuti con la banca senese. E fa un elenco dei finanziamenti ricevuti e dei bonifici che sono partiti dalla banca in favore di caio e sempronio ed in particolare di Marcello Dell’Utri.
Mi pare che il Pd sia proprio alla frutta, giacché questo stupido j’accuse (Berlusconi era uno dei tanti imprenditori clienti del Mps, che poteva contrattare legittimamente affari con la banca, non certamente illeciti) non esonera il Pd dalle proprie responsabilità anche nelle operazioni riguardanti Berlusconi, visto che le medesime sono sempre state approvate dai consigli di amministrazione targati Pd, o quanto me dagli organi da essi controllati e autrorizzati.
Di nuovo Bersani, che ha evidentemente perso la testa, si dà la zappa sui piedi.


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Bart