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Ma perché Capezzone ha firmato il ritorno dell’Imu?

8 Ottobre 2013

Sarina Biraghi se lo domanda sul Il Tempo. Scrive:

“l’emendamento al decreto che propone di esentare dalla prima rata dell’imposta solo le case con una rendita catastale inferiore a 750 euro dapprima dichiarato inammissibile “per estraneità di materia” dalle commissioni Bilancio e Finanze alla Camera, è stato poi riammesso. La proposta di modifica al decreto è stata infatti riammessa dai presidenti delle due commissioni, Francesco Boccia (Pd) e Daniele Capezzone (Pdl)”.

Si dirà: Ciò non vuol dire che Capezzone accetterà che sia approvata la proposta che viene dal Pd, il quale considera ricchi coloro le cui abitazioni hanno una rendita catastale superiore a 750 euro. Capezzone ha solo consentito che la proposta del Pd sia riammessa alla discussione. Non ci vedo chiaro, però.

Onde far dispetto alla moglie, quel tizio si evirò, così si può dire di Capezzone. Riaprendo alla discussione la proposta del Pd, Capezzone intende forse mettere alla prova Alfano e verificare se è capace di tenere ferma la posizione contraria del Pdl, oppure, per non sacrificare le larghe intese e scontentare Letta, è pronto a mollare?

Se la politica è arrivata a costruire tranelli di questo tipo, suggeriti solo da strategie di potere, e lontani mille miglia dagli interessi dei cittadini, dobbiamo ammettere che ormai in Italia ogni giorno è peggiore del precedente.

Vediamo di chiarire che cosa succederebbe se la proposta del Pd fosse sventuratamente accolta e diventasse poi legge dello Stato. Significherebbe che il 90% delle abitazioni prima casa classificate A/2 e il 100% delle villette prima casa classificate A/7 rientrerebbero nella tassazione Imu.

Per dare un’idea di che modifica si sta parlando, si deve ricordare che finora le case signorili, ossia dei ricchi, erano considerate quelle rientranti nelle categorie A/1; A/8 e A/9. Ora invece il Pd, in un momento in cui tutti ci stiamo impoverendo, considera ricchi anche i proprietari di abitazioni semplicemente dignitose. Tali abitazioni appartengono nella stragrande maggioranza al cosiddetto ceto medio. La domanda è: Come può uno spudorato Pd considerare ricco il ceto medio attuale? E qui cascò l’asino. Infatti, non dobbiamo dimenticare che il Pd ha nel suo dna una concezione della casa molto vicina a quella della vecchia Urss: case di pochi metri quadrati, soffocanti, inserite in casermoni gonfi di esseri umani, ammassati come bestie,   con nelle stanze siparietti di lenzuola e fili per i panni da asciugare.

Nell’Occidente queste abitazioni non esistono più nemmeno per gli operai. Chi appartiene al ceto medio ha tentato qualcosa di più, aiutandosi, pure lui, con il mutuo bancario: ha acquisito abitazioni con uno spazio maggiore (intorno ai 100 mq), di categoria A/2 appunto, oppure, ha comprato o costruito villette di superficie analoga, ma corredate di un piccolo giardino, categoria A/7.

Ora costoro vengono presi di mira dal Pd, e all’improvviso, mentre faticano a pagare il mutuo, o hanno perso il lavoro, sono stati classificati nominalmente ricchi. Vanno sempre più vestiti con le toppe, faticano ad arrivare alla fine del mese, ma il Pd li ha fatti cavalieri con la spada, e li ha nominati ricchi.

Così non va il mondo, ma così va l’Italia.


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Bart