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Magistratura. Scoperchiato il vaso di Pandora

7 Agosto 2013

La mitologia greca si attaglia perfettamente a ciò che sta accadendo nella magistratura. L’euforia per uno strapotere che non ha avuto precedenti nella storia d’Italia ha fatto scoperchiare il vaso di Pandora, in cui stavano ben nascosti e tutelati i mali e i vizi peggiori che hanno inquinato la nostra democrazia. Quelle che ormai sono state riconosciute come menzogne uscite dalla bocca del magistrato di cassazione Antonio Esposito hanno avuto presso l’opinione pubblica l’effetto di far aprire gli occhi a molti che li tenevano forzatamente chiusi e di scoperchiare il vaso allo stesso modo in cui lo fece la mitologica Pandora.

Il Pd e i giornaloni che hanno esultato quando Antonio Esposito ha letto qualche giorno fa la sentenza di condanna a carico di Silvio Berlusconi, stanno cercando di mettere di nuovo al suo posto il coperchio senza rendersi conto che ormai il male contenuto nel vaso è uscito dalla sua prigione ed ora sta martellando e inquietando molte coscienze.

Non solo, dunque, abbiamo i giudici che si sono abituati a condannare i cittadini – così come avveniva ai tempi dell’Inquisizione – senza uno straccio di prova, ma è dimostrato che si permettono sfacciatamente, grazie alla loro impunità, di usare la legge ad libitum, così che a Carlo De Benedetti, colpevole di un reato analogo a quello per cui Silvio Berlusconi è stato condannato al carcere, sarà molto probabilmente comminata una semplice sanzione pecuniaria (non dimentichiamo che è il tesserato n. 1 del Pd). Ne scrive Alessandro Sallusti qui.

È accettabile in una sana democrazia una interpretazione così discordante della legge al punto che un magistrato commina per lo stesso reato una sanzione pecuniaria e un altro magistrato punisce con la pesante condanna di quattro anni di carcere e da 1 a 3 anni (ancora da definire) di interdizione dai pubblici uffici?
Non è accettabile, anzi è una vergogna.

È accettabile che un giudice, senza alcuna perizia autorevole, commini un risarcimento, nella causa per il lodo Mondadori,  di oltre 700 milioni, e che in secondo grado una tale valutazione sia considerata eccessiva e ridotta di circa ben 200 milioni? A quali criteri i magistrati si ispirano per arrivare a differenze così eclatanti? E vi pare saggia la decisione di obbligare il pagamento immediato di una tale somma, quando ancora manca il terzo ed ultimo grado di giudizio? E se Carlo De Benedetti non fosse più in grado di restituire la somma (in passato non sempre ha saputo ben amministrare le proprie aziende), chi provvederebbe a risarcire la Fininvest? Tutto passererebbe in cavalleria, e non ne rispondererebbe – come spesso avviene – nessuno?
Non è accettabile, anzi è una vergogna.

È accettabile che una magistrato non si ritiri dal collegio giudicante in una causa in cui l’imputato è un cittadino di cui ha pubblicamente sparlato?
È accettabile che lo stesso magistrato, dopo aver letto il dispositivo   della sentenza, si permetta di anticipare alla stampa le motivazioni non ancora pubblicate?
È accettabile che sempre lo stesso magistrato neghi reiteratamente di aver rilasciato certe dichiarazioni e minacci querele, quando la registrazione della sua intervista conferma quanto scritto dal quotidiano? È accettabile che un magistrato mentisca?
Non è accettabile, anzi è una vergogna.

Si può aver fiducia in una magistratura così combinata, tanto ai minimi che ai massimi livelli?
Non si può e non si deve aver fiducia. Saremmo gli scemi del villaggio.
Eppure c’è chi ancora considera le sentenze della magistratura, non solo non criticabili, ma fonte della verità assoluta.

Qualche folle va proclamando che la nostra è la costituzione più bella del mondo, e guai a modificarla (e non si è accorto che la costituzione è stata modificata più volte), ma è mai possibile che sia ancora oggi la più bella quando l’ordine giudiziario si permette di fare il bello e il cattivo tempo a seconda che gli aggrada, e un cittadino si ritrova dietro le sbarre senza colpa, così come ai tempi dell’inquisizione una donna veniva bruciata come strega per il semplice fatto che un magistrato dell’Inquisizione la riteneva tale?

Gli antiberlusconiani hanno, per ciò che sta accadendo, una grossa responsabilità. Non hanno mai accettato il confronto democratico con un avversario capace di sconfiggerli; lo hanno combattuto apostrofandolo con i peggiori insulti, deformandogli il nome in molte varianti tutte irriguardose e spregevoli (dopo la sentenza lo chiamano “delinquente”); hanno contrastato ogni tentativo di riforma per il solo fatto che portasse la sua firma.

Ho scritto altre volte che chi commette azioni riprovevoli, prima o poi è destinato a subirle.
I cittadini stanno aprendo gli occhi, perché la misura dell’ipocrisia, della falsità, e del doppiopesismo è colma, e come dice l’antico proverbio Il troppo stroppia.

Torno ad invitare Berlusconi a non coprire queste vergogne del regime accettando che Edmondo Bruti Liberati lo dispensi dal carcere. La verità è che il regime ha paura di mandarlo in carcere, e finge di mostrare misericordia per un uomo che ha superato i 70 anni. Se Berlusconi va in carcere, fisicamente, il regime implode e si sfascia.

Berlusconi ha la vittoria in tasca, ha l’occasione per sferrare il pugno del ko proprio dall’angolo in cui l’avversario lo aveva rinchiuso, convinto di metterlo al tappeto.


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Bart