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Mangiano tutti

2 Giugno 2010

A meno che l’architetto Zampolini non sia un nuovo Spatuzza o un nuovo Ciancimino jr, il quadro che sta emergendo dalla sua deposizione conferma i dubbi che, immagino, già avevano molti italiani.

Quando certa stampa attaccava sullo scandalo del G8 il centrodestra, non erano pochi coloro che pensavano che si erano accelerati i tempi in vista delle elezioni regionali con lo scopo di danneggiare la maggioranza al governo, che poi quelle elezioni, beffando gli auspici dell’opposizione, ha vinte. Ma che bastava attendere e se ne sarebbero viste delle belle.

Gli italiani conoscono la loro classe dirigente, e sanno che rappresenta la vera calamità del Paese. Ce ne fosse uno tra di loro, salve rare eccezioni, che pensi che la politica debba essere un servizio reso ai cittadini. Invece si va in politica per arraffare.

Se si salvano le eccezioni, i nostri parlamentari sono personaggi avidi e senza regole. L’arricchimento personale è la loro stella polare.

Ora che elezioni regionali sono passate, ecco che le bocche si scuciono, la lingua si scioglie e si viene ad apprendere che anche il centrosinistra ha fatto la sua parte nella corruzione dilagante, sia nel caso del G8 che in altri. Non se l’è sentito di stare alla finestra a guardare e condannare, dando lezioni di moralità al centrodestra e, arraffa tu che arraffo anch’io, si è spartito il ricco bottino.

Si fanno anche i nomi: Prodi, Veltroni, Rutelli e – udite udite – Di Pietro. Sì, Antonio, proprio lui. Il quale subito smentisce, ovviamente. Ma nella zavorra dei nomi c’è finito pure lui, ed ora staremo a vedere quanto la deposizione di Zampolini sia veritiera.

Non ci sono santi in Italia se non quelli che si vedono sugli altari. I nostri uomini politici hanno ormai un prezzo esposto all’occhiello della giacca, e chi vuole se li può comprare.

Non so a chi tocchi moralizzare il Paese. Non so a quale figura istituzionale si debba ricorrere. Penso a Napolitano, ma poi mi domando se sia all’altezza. Come ho chiesto a Berlusconi di fare un discorso alla Nazione per denunciare gli ostacoli che vengono artatamente posti all’azione del suo governo, facendo anche nomi e cognomi dei responsabili, così chiedo a Napolitano di indirizzare un messaggio al Parlamento, al centro del quale sia ribadito il principio inviolabile che la politica è posta unicamente al servizio dei cittadini e che ogni degenerazione deve essere severamente condannata.

Riforma dello Stato e moralizzazione della politica sono i due assi portanti su cui l’Italia dovrà poggiarsi da subito se vorrà uscire da questi anni bui e maledetti.

Un’annotazione anche oggi. Giovanni Sartori non si fa mai mancare l’occasione di criticare Berlusconi. Sul Corriere della Sera, pur di metterlo da parte, suggerisce senza alcun pudore (non è il primo, né il solo) di adottare alcune specie di governissimi. Dovrebbe vergognarsi di suggerirci lacerti deprecabili da prima Repubblica. Ne abbiamo fatti tanti di governissimi, e nessuno ha mai fatto bene al Paese. Dobbiamo, al contrario, appropriarci di una mentalità diversa, che a Sartori manco sfiora la mente. Essa esige che chi è stato chiamato a governare mostri gli attributi quando si presentano delle difficoltà. Se sono enormi, come accade oggi, non si devono fare ammucchiate, ma sta alla opposizione dare un suo contributo costruttivo.

Questo è ciò che si richiede ad una sana democrazia. Ciascuno svolga il ruolo che gli elettori gli hanno assegnato. La maggioranza governi e l’opposizione faccia le pulci, ma stia attenta a non lavorare per lo sfascio del Paese. Nessuno, nemmeno i suoi elettori, potranno giustificarla.

Sapete qual è la motivazione che il geniale Sartori adduce per giustificare il governissimo? Questa: “Se tutti i governanti impongono decisioni impopolari, e anzi le stesse misure impopolari, l’elettorato non sa più chi punire. O il castigo popolare si distribuisce più o meno a caso, oppure si attenua: se la stessa stangata viene appioppata da tutti, può darsi che sia davvero inevitabile.”

Che mentalità da prima Repubblica! Deprimente. Si cerca di deresponsabilizzare in realtà chi governa, suggerendogli di nascondersi nel mucchio. No, mi dispiace Sartori, un governo deve dimostrare di saper mantenere la rotta, di avvertire tutta intera la responsabilità affidatagli dal corpo elettorale. Ad un governo non è concesso che gli tremino le gambe.

Chi ha scelto nel passato la via delle ammucchiate è stato un quaquaraqua.


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Bart