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Marina Berlusconi, grande donna e grande figlia

6 Ottobre 2011

Non è la prima volta che rivelo la mia ammirazione per questa donna e questa figlia esemplari.

Mentre la matrigna Veronica Lario ha dato il via ad una campagna mediatica che ha intossicato il Paese, mettendo al centro della nostra attenzione nient’altro che la camera da letto di Silvio Berlusconi, Marina ha sempre difeso la privacy del padre e mai si è permessa una critica pubblica, ben sapendo che tutto il gossip sollevatosi intorno alla figura del padre, aveva, come ancora ha, un solo obiettivo: quello di cacciare il premier dalla scena politica.

Sono convinto che, in privato, al padre abbia fatto notare i suoi eccessi, ma mai ha rilasciato una dichiarazione che aiutasse i suoi nemici. Anzi, si è posta come scudo della privacy del padre, al contrario, ad esempio, della figlia di Veronica Lario, Barbara, che, se non ricordo male, una volta si lasciò scappare qualche critica sul suo conto, aiutando con ciò la stampa sinistroide a calcare la mano.
Marina no: conosce bene i guastatori della politica; evita di alimentarli ed incoraggiarli.

 In questi giorni in cui un po’ tutti cominciano ad insinuare che Berlusconi forse farà il famoso passo indietro, è Marina a rispondere e a troncare ogni velleità dei suoi nemici e finti amici. Il padre non mollerà. E ne spiega le ragioni.
Il padre – dice – combatte per la propria dignità ferita dal fango che gli è stato gettato addosso impunemente, ma combatte anche per tutti noi.

È così.
Ne sono sempre stato convinto. Nessun uomo può patire ciò che ha patito Berlusconi se non è pervaso da un forte e sincero amore per l’Italia. Qualsiasi altro avrebbe fatto le valigie e avrebbe lasciato noi italiani a fare i conti con uno Stato raffazzonato e perdente.

Dalle parole di Marina, deduco che Berlusconi, seppure stanco, ha ancora intatta la sua grinta e la sua voglia di combattere per cambiare in meglio questo Paese.
Me ne rallegro, giacché, come ho scritto altre volte, se Berlusconi uscirà sconfitto da questa battaglia che l’opposizione conduce senza esclusione di colpi, e di colpi disperati e folli, l’Italia dovrà rinunciare per molti anni, forse molti decenni, a darsi una struttura moderna, efficiente, e rispettata nel mondo.

Ieri è arrivato in aula il disegno di legge sulle intercettazioni. Spero che non ci siano tentennamenti. Quel disegno deve rappresentare il preludio alla attesa profonda riforma della giustizia, vero scandalo nel mondo. E bene ha fatto il Pdl a prevedere sanzioni anche nel caso che siano pubblicate intercettazioni giudicate nella udienza filtro irrilevanti. Le dimissioni della Bongiorno sono del tutto fuori luogo, giacché è assai opportuno, visto che in Italia si riesce a manipolare alla grande, che nessun articolo, sia pure sintetico e riassuntivo, esca sulla stampa prima delle decisioni assunte nella suddetta udienza filtro. In gioco, infatti, c’è la reputazione del cittadino intercettato, e non si scherza con queste cose.
Si vada avanti, dunque, senza tergiversare. Berlusconi non perderà i suoi elettori se mostrerà di non aver smarrito il coraggio e la voglia di combattere. Ci aspettiamo presto anche la riforma dello Stato.

Sono sicuro che a spronarlo, piuttosto che taluni suoi consiglieri infidi, ci sarà lei, questa donna e questa figlia che sono l’autentico suo capolavoro.

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“Mondadori, un esposto non è un’intimidazione” di Giancarlo Perna. Qui.


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Bart