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Marina risponde da par suo a Grosso

8 Ottobre 2011

Carlo Federico Grosso avrebbe dovuto chiedere al Padreterno di fargli venire un grosso mal di denti il giorno in cui gli era presa la fregola di scrivere l’articolo che criticava l’esposto della Fininvest circa le gravi manchevolezze che hanno contraddistinto la sentenza di condanna della Finivest a sborsare ben 564 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti.  

È una riprova che l’istinto qualche volta prevale sulla ragione, facendoci fare una figuretta. È infatti quella che, a mio avviso, ha fatto l’eminente penalista che, proprio perché difende alcune aziende di De Benedetti, avrebbe dovuto, per conflitto d’interessi, rimanere in silenzio.

Se non sbaglio, è uno dei pochi che ha voluto mettere il dito nella piaga di questa sentenza, cercando di sanare l’insanabile.
Altri eminenti giuristi, anche antiberlusconiani, se ne sono chiamati fuori. E non potevano agire diversamente, giacché in questa vicenda parlano i fatti. E la domanda è semplice semplice: È vero che i giudici della Corte di Appello di Perugia, nel richiamare la sentenza della Cassazione, hanno omesso di citare i punti che davano ragione alla tesi della difesa?

Sì, è vero e provato. Dunque, il   fatto è accaduto e chi ha sborsato un cifra così gigantesca ed esosa ha ben il diritto di denunciare l’accaduto.
Non capisco come il penalista abbia potuto criticare e giudicare intimidatoria l’azione della Fininvest a difesa dei propri interessi così palesemente violati.
Che avrebbe fatto lui al posto di Marina Berlusconi?
Avrebbe fatto la stessa cosa.

I fatti, se saranno confermati dalle gerarchie superiori, sarebbero di una tale gravità da meritare, a mio avviso, l’espulsione dalla magistratura.
Si tratterebbe di una smaccata parzialità che l’odio verso Berlusconi non è riuscito a fermare.

Dunque, la grintosa Marina ha fatto una cosa che dimostra ancora una volta il suo carattere forte e battagliero. Ha rintuzzato in poche righe il maldestro difensore di De Benedetti facendogli notare che in fatto di conflitti di interesse, lui, Grosso, non può dare lezioni a nessuno. E avrebbe fatto meglio, molto meglio, a tacere.


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