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MESTRE: 3 marzo: a cura di Bruni, De Michieli, Toscano: “Letteralmente: viaggiare”

29 Febbraio 2012

Sabato 3 marzo 2012, alle ore 17.30, alla Libreria del Centro (Viale Garibaldi 1b, Mestre) sarà presentato il volume “Letteralmente: viaggiare”, a cura di Annalisa Bruni, Lucia De Michieli, Anna Toscano (Terraferma editore). Saranno presenti le curatrici e alcuni autori.

Il volume raccoglie i racconti scritti dai partecipanti al corso di narrazione “Cucina di storie” della quinta edizione (2010-2011). Sedici gli autori: Antonella Bergamasco, Marco Boscarato, Giuseppe (Beppe) Bovo, Marina Burighel, Daniela Costantini, Marcella Farina, Mariella Favaretto, Ilaria Fidone, Mariuccia Lizza, Maddalena Lotter, Valeria Ongaro, Paolo Umberto Pasquon, Giovanni Tonellato, Nicola Tonelli, Antonella Turra, Antonio Varchetta.

Tutti viaggiamo, con gli occhi, col corpo, con la mente. Si viaggia da soli, in gruppo, con lei, con lui, con la famiglia. Dentro e fuori di noi. E non sempre quello che si scopre dentro ci piace. Ma viaggiare ci fa crescere, sempre e comunque, sempre un po’. Dall’Odissea in avanti, la letteratura è costellata di capolavori che nel viaggio hanno trovato la metafora più efficace per esprimere e rappresentare l’avventura umana. Questo è il filo che rilega quest’antologia, l’ultima tappa del Corso di narrazione “Cucina di storie” che, alla la sua quinta edizione, aveva scelto questo titolo: “Letteralmente: viaggiare. Percorso di scrittura”. Il gruppo degli autori è quanto mai eterogeneo: narratori esordienti come Ilaria Fidone, Mariuccia Lizza e Maddalena Lotter sono accanto ad altri che hanno già vissuto l’esperienza della pubblicazione, sia autonomamente che all’interno di “Cucina di storie” (Antonella Bergamasco, Marco Boscarato, Giuseppe Bovo, Marina Burighel, Daniela Costantini, Mariella Favaretto, Valeria Ongaro, Paolo Umberto Pasquon, Antonella Turra e ), sia a seguito di concorsi in cui hanno dato prova delle loro capacità (Marcella Farina, Nicola Tonelli, Giovanni Tonellato e Antonio Varchetta).

Vario è l’approccio al tema che i diversi autori hanno sviluppato nei loro racconti.

Passo oltre di Marco Boscarato è il diario di un viaggio interiore che ha la sua ragione d’essere nel cammino sulla via Francigena; Maddalena Lotter nel suo 5 metri in linea d’aria indaga con stile inventivo le nostre percezioni: il suo è un viaggio nel mondo che si compie nello spazio di 5 metri. Quello, finemente umoristico, di Ilaria Fidone (Non si parla agli sconosciuti) è un viaggio in treno Treviso-Mestre. Riduttivo? Nient’affatto, a chi sa viaggiare bastano pochi chilometri per aprire la mente. Del delicato racconto di Marcella Farina (Il viaggio dell’eroe) è preferibile non anticipare nulla, soprattutto sul personaggio/voce narrante: l’autrice si è impegnata, infatti, con successo in un finale a sorpresa. Il titolo del racconto di Giovani Tonellato (Manhattan), attenzione, può ingannare: New York c’è, sì, ma è l’occasione per parlare di un uomo e della sua particolare avventura in uno stile asciutto e incisivo. Fuori e dentro, di Nicola Tonelli, non è una parabola ma quasi, che ricorda a tratti la Genesi del grande Guccini. Non solo si sorride, spesso e volentieri, ma si riesce anche a riflettere. Nel racconto Palmaria last minute di Antonella Bergamasco, un uomo, durante un viaggio attraverso l’Italia verso le agognate vacanze, scopre di non aver capito nulla di sua moglie. Antonio Varchetta nel suo Stalli, ci conduce in un viaggio a ritroso lungo una giornata senza storia: un impietoso, calibratissimo conto alla rovescia. Daniela Costantini (Un battito di palpebre) ci restituisce un Giappone filtrato dagli occhi di un’occidentale, alla ricerca (vana?) di un punto d’incontro tra Occidente e Oriente. “Tululù” (titolo di un romanzo di Stelio Mattioni) nel dialetto triestino significa “ingenua, stupidina”: a questo spunto si ispira Marina Burighel per Nuit ouverte, un racconto fatto di sfumature, in uno stile ricco di allusioni letterarie. Viaggiare oh oh, di Mariuccia Lizza è il primo racconto di una poetessa che ha voluto cimentarsi nella prosa, senza venir meno alla sua naturale vocazione. Oltre il bush di Valeria Ongaro: il bush è la vegetazione tipica dell’Australia, ma significa anche ambiente naturale e incontaminato, contrapposto allo spazio urbano e civilizzato; questo il soggetto del suo racconto intenso, ma privo di retorica. Giuseppe (Beppe) Bovo nel suo In montagna ci rende partecipi del sottile piacere della progettazione di un viaggio, ben diverso da quello ipotizzato dal protagonista del racconto di Paolo Umberto Pasquon, che, al termine di una storia futuribile e cruda, decide di andare Da qualche parte. Ovunque, ma non lì. I racconti di Antonella Turra (Il confine) e Mariella Favaretto (Una borsa troppo stretta) in qualche modo si bilanciano. Entrambi hanno come protagonista una donna che si trova di fronte a una scelta importante: rinunciare a migliorare la propria condizione (nel primo) o ai propri sogni e interessi (nel secondo) per rimanere accanto alla famiglia e ai figli, oppure no? Ognuna di loro darà la propria risposta a questo interrogativo.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart