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Monti. Dopo di me il diluvio

19 Novembre 2012

Mi domando come si può essere inciosponi e vanitosi più di così.
Oggi Monti ha provveduto a correggersi, ma ieri era in pompa magna. Secondo il nostro Superman, che da quando Re Giorgio lo ha nominato cavaliere della Tavola Rotonda deve aver perso la testa, egli è l’Unto del Signore, chiamato da un Paese ridotto allo stremo per risanarlo e farne un nuovo Eden sulla Terra. Che cosa può impedire di darsi questo ambizioso progetto ad uno che non si accorge, pur essendo vistosi, dei danni che sta provocando nel Paese? Uno che probabilmente, dove sta il segno meno negli indicatori economici, per una qualche miopia sa leggere solo il segno più.

Le lodi interessate dei poteri forti al cui servizio è stato posto dal nostro capo di Stato, lo stanno forse convincendo che un qualche complotto stia alterando i risultati del suo governo per farli apparire nefasti, mentre egli ha scritto una specie di vangelo nel quale è documentato tutto il contrario.

Istat, Ocse, e tanti altri che hanno posato gli occhi sul nostro Paese, sono degli incompetenti e degli arruffapopolo. Avete letto la sua relazione? Lì, e non altrove, sta la verità. Tutta positiva. Del resto la stessa cosa va dicendo Napolitano, e dunque?  Quale prova migliore.
Napolitano non è forse l’uomo che lodò l’invasione sovietica dell’Ungheria? Non è forse stato lungimirante?
Perciò gli italiani stiano tranquilli. Grazie a Napolitano e a lui, il cavaliere senza macchia e senza paura, l’Italia uscirà presto dal tunnel. Già si vede la luce.
Si domandò qualche giorno fa Belpietro: Ma dove vive quest’uomo?

Non vive certo con i suoi concittadini, che probabilmente guarda dall’alto in basso. Che cosa ha a che fare con questa plebaglia? Lui, abituato ai salotti dove si decidono le sorti del mondo.

Se qualcuno ancora dubitava sulla bontà del governo Monti ora ha la prova ulteriore che l’uomo è lontano da noi. Vive altrove, e chi sa che non ci disprezzi pure, noi che ormai, anche nei giorni di festa, siamo tornati a mangiare pasta e fagioli e broccoli per secondo, ridotti allo stremo.

Si è permesso, con un’IMU devastante, di costringere in qualche modo gli italiani a vendersi la casa che si sono costruiti con tanta fatica, o la seconda casa costruita per il proprio figlio, al solo scopo (ce lo dicono i dati economici in continuo e rilevante peggioramento) di mantenere lo sfarzo in cui vivono gli uomini del potere, a cominciare da Napolitano, la cui istituzione ci costa 4 o 5 volte quella della regina d’Inghilterra.
Chi sarà capace di compiere una rivoluzione pacifica, dovrà cominciare dal quirinale, tanto pletorico da indignare i cittadini. Basteranno poche stanze e una decina di consiglieri, per svolgere adeguatamente l’incarico. Così per le altre istituzioni dello scandalo.

A dicembre ci sarà la batosta IMU, dopo la batosta IRPEF a novembre, e se il cittadino ha consumato il suo risparmio, che cosa deve fare? Impiccarsi? Vendere la proprietà? E con quale diritto lo Stato lo pretenderebbe? Per il debito pubblico che il cittadino non ha mai contratto? Chi è vissuto sopra le sue possibilità? Il ceto medio? Il sottoscritto? Ma siamo seri. Sono i politici che hanno dilapidato a destra e a manca e a diritto verso il proprio portafoglio. Solo l’apparato pletorico dello Stato nella sua organizzazione e nella sua dirigenza deve risarcire il danno. Ospedali, autostrade, e tante altre opere pubbliche interrotte per ragioni di previsioni sbagliate, ci sono costati fior di miliardi. Sono forse io il colpevole? Siamo noi cittadini del ceto medio?

Io non voglio vendere la mia proprietà, dopo essere stato rapinato dei miei risparmi dal governo Monti, per pagare un debito che non ho fatto. Vengano a mettermi in galera, ma ciò che ho costruito con il sacrifico e il sudore della fronte è mio, unicamente mio.


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Bart