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Napolitano e le palle d’acciaio del suo governo

8 Novembre 2013

Dovrebbe esserne contento. Manca infatti un precedente. Nessun presidente del consiglio nella nostra storia repubblicana ha mai avuto il privilegio di possederne e di dichiararlo al mondo, anche se Letta tenta una smentita stile Berlusconi.
Prima di lui avevamo avuto alla guida dell’esecutivo un incallito donnaiolo, che aveva fatto dire a Putin che l’Italia avrebbe dovuto vantarsene, e invece da noi gli abbiamo dato la caccia per rinchiuderlo nel lazzaretto come fosse un lebbroso.

Ora scopriamo che Napolitano, dopo aver sbagliato con Monti, questa volta l’ha azzeccata, e la fortuna (stento a dire lungimiranza) gli ha messo sotto il naso il signor Palle d’acciaio, il quale, immagino, può assicurare alla Merkel che nessun calcio negli zebedei potrĂ  mai avere conseguenze.

Governo stabile, dunque, perchĂ© dotato, non di un particolare acume o di una particolare voglia di fare, ma perchĂ© ha gli attributi forgiati con l’acciaio.
Una vera fortuna.
Così Palle d’acciaio ha potuto infischiarsene dei colpi bassi menati dai suoi oppositori e far finta di nulla.

Quando accadde il rivoltante caso Ablyazov, Letta se la sbrigò con questa dichiarazione:

“L’espulsione della moglie di Ablyazov, e della sua figlioletta è per noi motivo di imbarazzo e discredito ». I vertici del governo, e quindi anche Angelino Alfano, non sapevano e non sono stati coinvolti nella vicenda Ablyazov, lo ribadisce il premier Enrico Letta parlando al Senato e sottolineando che la linea è quella della «totale trasparenza ».”

In quella circostanza, eravamo a luglio, a cavarsela grazie alle palle d’acciaio di Letta fu Angelino Alfano, ministro dell’interno, il quale si nascose dietro una ridicola giustificazione, ossia che non era stato informato che la moglie dell’esiliato politico, Alma Shalabayeva, e sua figlia fossero stati consegnati al governo turco, che le aveva reclamate per sbatterle in galera.

Qualche mugugno del Pd, con un intervento del solito Zanda, ma poi tutto si risolse a tarallucci e vino. Ovviamente, ad Alfano resta il debito di riconoscenza verso l’uomo dalle palle d’acciaio, e da qualche settimana tutti possono vedere che lo sta onorando.

Ma Palle d’acciaio ha retto la botta anche nel caso Cancellieri. Qui addirittura abbiamo avuto un ministro che si è permesso di criticare come “non giusto”, un arresto, quello della chiacchierata famiglia Ligresti di cui era amica, ordinato dalla magistratura, promettendo un suo intervento “umanitario”.
I soliti mugugni, i soliti mal di pancia, ma infine una grande abbuffata con pacche sulle spalle e oggi la signora Annamaria Cancellieri può dare seguito al cortese invito di Zanda di continuare nel suo incarico, non avendo compiuto alcunché di riprovevole (suggerisco di ascoltare qui Marco Travaglio).

Così ci troviamo ad avere un governo in cui due importanti ministri, quello degli interni e quello della giustizia, sono fortemente ammaccati nel prestigio e nella credibilitĂ  (visto che la stragrande maggioranza dei cittadini è convinta che abbiano agito colpevolmente), e tuttavia Letta se ne fa vanto e ci racconta che in Europa gli hanno dato una medaglia al valore, e così lui può d’ora in avanti andarsene in giro portandola al petto. Come è fatta, questa medaglia? Nulla di speciale. Uno spillo e due piccole palle d’acciaio. E in mezzo? In mezzo, ovviamente, nulla.


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1 commento

  1. Commento by Giuseppe — 8 Novembre 2013 @ 18:01

    Se le avesse davvero, le palle, anche non di acciaio (basterebbero quelle della Merkel) avrebbe – ad esempio – giĂ  riportato a casa i nostri due marò e si sarebbe fatto riconsegnare dal Brasile quel gentiluomo (si fa per dire) di Cesare Battisti.

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