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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Nessun dorma

16 Febbraio 2010

Non sono un grande amante della lirica. E sì che a Lucca, la mia città, abbiamo avuto nientemeno che Giacomo Puccini. A me quel rimescolamento di parole e musica, quelle grida tenorili che manco si capisce che dicono, danno un certo fastidio, lo confesso.
Qualcuno si indignerà, me ne dispiace. Credo che non sia colpa mia, che pure sono stonato, e avrei voluto avere invece la voce di un usignolo.

Ma altra storia sono le romanze. Quelle mi affascinano, mi trasportano lontano dal mondo.
Ce ne sono due che vorrei essere in grado di cantare anch’io. Le ascolto quasi sempre dalla voce dell’indimenticabile Pavarotti. La prima è “Una furtiva lacrima” da “L’elisir d’amore” di Donizetti; la seconda è “Nessun dorma” dalla “Turandot” di Puccini.

È a quest’ultima che ho pensato in questi giorni. Qualche tempo fa scrivevo qui, che forse la magistratura stava cambiando rotta, visto che un bel numero di amministrazioni di sinistra erano messe sotto tiro e emergevano scandali che nulla hanno da invidiare a quelli della destra.

Ma oggi mi attraversa la mente un’altra ipotesi. Che da qualche parte (all’interno della magistratura? Fuori della magistratura ad opera di chi vi ha una qualche influenza?) sia partito un ordine perentorio: Nessun dorma, proprio come nella romanza da me tanto amata.

Come uno squillo, la nuova parola d’ordine deve aver scosso i sonnolenti che, con ancora indosso la camicia da notte e la papalina, si sono precipitati subito a rovistare nei propri cassetti per rispondere: Obbedisco.

Così in Italia si è scatenato il putiferio. Come ho già scritto, pare di assistere alla cavalcata devastante di una mandria di bufali atterriti. O all’ encierro, la folle corsa dei tori che si tiene a Pamplona nel corso della Festa di San Firmino. Come a Pamplona, anche in questa sfrenata corsa della magistratura si raccoglieranno probabilmente morti e feriti, ossia vite in qualche modo civilmente distrutte.

A Pamplona i tori corrono di luglio. Ma il mese ha poca importanza qui da noi. Il San Firmino italiano si celebra da ora sino alla fine di Marzo, e precisamente sino al 28 e al 29.

E allora ecco l’ordine: Nessun dorma!

Dietro ai giudici già saliti alla ribalta, tra i quali sono in primo piano, Spataro e Ingroia, ora si aggiunge Giuseppe Quattrocchi, che non a caso proviene dalla procura di Lucca, e della romanza di Puccini deve conoscere a menadito tutte le note, e si aggiungono pure i tanti pm destati dal loro lungo sonno.

E’ un’offensiva senza precedenti, mi pare. Berlusconi grida, insieme con Fini finalmente, che non è una nuova Tangentopoli, e ha ragione, ma chi l’ascolta nella confusione generale?

Perché l’obiettivo più importante è un altro, questa volta. Non è più solo l’abbattimento del nemico pubblico n. 1, il diavolo nero, ossia Silvio Berlusconi. Non è più sufficiente questo obiettivo. Può soddisfare Eugenio Scalfari che non più tardi di stamani scrive un articolo patetico per rimediare, arrampicandosi sugli specchi, a qualche insufficienza di analisi riscontrata nell’articolo di ieri, ma solo dopo aver avuto l’imboccata e la bacchettata da Napolitano. Ma non soddisfa la magistratura.

Se fate attenzione, in queste settimane la politica, quella vera, quella del dibattito in vista delle elezioni regionali, è pressoché assente. I cittadini lo percepiscono e percepiscono sempre di più una corruzione generale della politica che la magistratura evidenzia in tutte le direzioni, sia a destra che a sinistra. Non si salva nessuno. C’è un can can generale in cui tutto viene sommerso.

Se vi è qualcuno che cerca di mettere al riparo la sinistra, manco vi riesce; sembra paradossale, ma è così. Giacché la disciplina ferrea che reggeva Tangentopoli non è più necessaria. È mutato l’obiettivo.

Ora l’obiettivo è un altro. Mostrare a tutti: politici, Istituzioni e cittadini, che se si tocca il molosso magistratura, questo è il risultato: lo sfascio generale del Paese.

Solo se si riconoscerà il primato della magistratura, solo se, come Napoleone, consentiremo alla stessa di incoronarsi da sola imperatrice d’Italia, solo se ci genufletteremo a Sua Maestà, la mandria di tori infuriati sarà riportata nei recinti e potremo goderci la pace sotto il controllo compiacente e paternalistico di una magistratura sovrana.

Bersani non se ne accorge, o fa il finto tonto, ma egli in realtà (consapevole o meno) è stato il primo ad essersi sottomesso a questo disegno, nel momento in cui ha consegnato a Di Pietro il timone dell’opposizione. Di Pietro sarà per Bersani e per la parte dell’opposizione disciplinata e remissiva l’avvocato e il mallevadore presso quello che sarà diventato nel frattempo l’indiscusso e temibile sovrano.

Ai restanti non rimarrà che cantare l’altra romanza, quella di Donizetti: “Una furtiva lacrima”.

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7 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 16 Febbraio 2010 @ 11:57

    Intanto rifatti l’orecchio con questa versione di un vero grande tenore.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 16 Febbraio 2010 @ 12:21

    Dovremo essere noi a non dormire !

    Ecco l’impudenza di D’Ambrosio, se non ci sveglieremo dopo questa avremo il Governo che ci meritiamo.

    L’EX CAPO DEL POOL DI MILANO, D’AMBROSIO
    «Non ci sarà una nuova Tangentopoli
    Manca l’indignazione popolare »
    «Non ci sarà una nuova Mani pulite: questa volta manca l’indi –
    gnazione della gente ». A dirlo è l’ex capo della Procura di Milano
    ai tempi di Tangentopoli e attuale senatore del Pd, Gerardo
    D’Ambrosio, che ha commentato al quotidiano online “Affari –
    taliani.it”, l’arresto del consigliere comunale del Pdl Mirko Pennisi.
    «La corruzione è diffusa », ha detto D’Ambrosio sottolineando le
    differenze con l’inizio degli anni Novanta, «ma non si ricreerà un
    fenomeno simile a quello di Mani Pulite. Allora ci fu una reazione
    popolare così forte da indurre il potere politico a non delegittimare
    l’opera della magistratura nè a farsi delle leggi per cautelarsi
    dalle indagini dei pm ». «Ora è diverso: ci troviamo in un
    momento in cui la gente è indifferente e manca l’indignazione
    che c’era una volta ». Inoltre, ha concluso l’ex magistrato «il potere
    politico è ben determinato a cercare di limitare i poteri della
    magistratura e delegittimarla in ogni occasione », per esempio,
    ha aggiunto, «con la legge sulle intercettazioni: impedirle quando
    non c’è una prova di colpevolezza è un assurdo ».

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 16 Febbraio 2010 @ 13:02

    Che dono, Ambra! Mi sono ascoltato anche, di Del Monaco, “E lucean le stelle” dalla Tosca.

    Che al tempo di Mani Pulite D’Ambrosio facesse politica lo dimostra la scelta che ha fatto di mettere all’incasso la riconoscenza del Pd, che infatti lo ha eletto senatore.
    Costoro stanno conducendo una  specie di  jehad, che mira allo sfascio generale del Paese.

    Dalle intercettazioni telefoniche, anziché prove, esce solo feccia da vomito.

  4. Commento by Ambra Biagioni — 16 Febbraio 2010 @ 15:02

    Da leggere i…commenti sul Legno

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 16 Febbraio 2010 @ 15:38

    Grazie, Ambra. Ho dato una breve risposta a gianniguelfi.

  6. Commento by Ambra Biagioni — 16 Febbraio 2010 @ 16:48

    Allora vai a vedere cosa ti ha risposto.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 16 Febbraio 2010 @ 17:50

    Ho fatto una breve replica, ma già gli altri hanno risposto opportunamente.

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