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Non interessa alla Marcecaglia?

16 Settembre 2010

Ho stima per la Marcegaglia, ma anche lei, come i maschi, qualche volta la fa fuori dal vaso.
È il caso della accusa che rivolge a certa stampa di interessarsi di beghe che non importano a nessuno.
Dice:

“l’Italia vive un momento di politica brutta che per mesi ha parlato solo di amanti, di cognati e di appartamenti. Non è questo che ci interessa”.

Quando afferma: “Non è questo che ci interessa” a chi si riferisce? Chi rappresenta? Spero non i cittadini, ai quali interessa sapere, eccome, se la terza carica dello Stato, il santone della legalità, della morale e della trasparenza, ha ingannato e mentito al Paese, nascondendo le sue responsabilità in uno scandalo che è in odore di truffa. E che pare usi anche i suoi uffici a Montecitorio per raccomandazioni ed intrallazzi di tipo personale.

Alla Marcegaglia va bene così? Si arrangi, ma non pretenda di dettare lei di che cosa debbono interessarsi i cittadini.

Probabilmente l’ambiente che frequenta è abituato a scandali di questo tipo. Non a caso vi si trovano spesso coinvolti grossi imprenditori, che magari hanno dato il loro voto alla lady di ferro della Confindustria, ma noi italiani abbiamo il diritto di sapere se il nostro presidente della Camera è un uomo integro o un uomo corrotto.

Se le dispiace arrivare alla verità, significa che anche lei vorrebbe – se non l’ha già fatto –   nascondere la testa nella sabbia, come lo struzzo, e far finta di niente. Imitare il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, il Fatto Quotidiano, e via di questo passo, che vedono soltanto ciò che vogliono vedere, e nascondono ai propri lettori gli scandali che investono, non semplici parlamentari, ma addirittura i vertici delle Istituzioni.

La Marcegaglia si limiti a parlare dell’industria, dei successi e degli insuccessi che, a riguardo, possono attribuirsi a questo governo, ma non metta bocca sul lavoro di indagine di taluni quotidiani che non fanno che il loro dovere. Un’inchiesta capillare di questo tipo era da anni che non si vedeva. Ed era da anni che non traspariva così lucidamente l’ipocrisia che regge il nostro Paese. Il doppiopesismo sfrontato e ottuso.

Dalle prove sin qui emerse dall’inchiesta, il presidente della Camera avrebbe già dovuto dare al Paese più di un chiarimento. Ma non lo fa, sicuro di avere attorno a sé una cintura di sicurezza composta da certa magistratura, da certa stampa e anche da certo mondo industriale.

Costoro hanno tutto l’interesse di bloccare il governo del fare per riproporre una politica clientelare e immobilista, vuota e infruttuosa che ci ha portato ad avere il terzo debito pubblico più pesante del mondo.

La Marcegaglia pare essersene dimenticata. Neppure si avvede che discorsi e ammonimenti di questo tipo diventano conniventi con un modo di fare politica che non dovrebbe affatto piacerle, a meno che non abbia, pure lei, due facce come Giano bifronte.

Non voglio credere che si sia lasciata influenzare dai troppi e colpevoli silenzi (tra i quali quello di Napolitano), e perciò mi permetto di invitarla, la prossima volta, a non collaborare a mettere alcun bavaglio a quei giornali che, invece di coltivare il pettegolezzo e la calunnia come fanno gli altri, denunciano veri e propri scandali che toccano i vertici dello Stato.

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Bart