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Non si può difendere Giannino

20 Febbraio 2013

Luca Telese su twitter scrive: “Difendo Giannino e spero che resti in pista”.
Il caso Giannino, a mio avviso, è grave (e forse di più) del caso Monte dei Paschi di Siena.
Se ho letto bene ciò che è apparso nelle cronache di questi giorni, si tratta di un personaggio che ha spacciato titoli accademici (in giurisprudenza e in economia) che non ha mai avuto, e soltanto grazie alla denuncia del prof. Luigi Zingales i cittadini ne sono venuti a conoscenza.

Il fatto di per sé non è nuovo alle cronache. Quanti medici, quanti dentisti, quanti insegnanti sono stati scoperti in difetto dei titoli necessari a svolgere la loro professione. E a distanza di anni. Giannino ha praticato, se non sbaglio, solo il giornalismo, e quindi non ha rubato niente a nessuno, visto che si può essere giornalisti solo se se ne hanno le capacità, a prescindere dal titolo di studio. Perciò, suppongo che nessuno possa incolparlo di un qualche reato, a meno che per esercitare la sua attività di giornalista esperto di economia, non sia stata determinante la denuncia di un titolo di studio che poi è risultato non esserci.
Sarà la giustizia a fare gli approfondimenti necessari, ove qualcuno dovesse sentirsi ingannato e danneggiato.

Ma la questione diventa straordinaria quando si esamina l’accaduto nei riguardi di un cittadino che si è presentato agli elettori vantando un curriculum professionale e accademico che non aveva e, in sovrappiù, come leader di un movimento, “Fermare il declino”, che ha l’ambizione di combattere i vizi della politica italiana, tra i quali: la poca o nulla trasparenza, la disonestà intellettuale, l’ipocrisia, il ladrocinio, il prevalere degli egoismi personali sul bene comune.

Se si pensi che Oscar Giannino (non ricordo se nelle apparizioni pubbliche venisse chiamato “professore”) si è presentato come autorevole testimonial di un tale ambizioso progetto, pur sapendo di avere già in partenza i suoi bravi scheletri nell’armadio, tutto ciò la dice lunga sul degrado e sull’abisso in cui è caduta la nostra politica.

Ci si meraviglia del successo di Beppe Grillo, che riempie le piazze di tutta Italia, riscuotendo consensi e incoraggiamenti da tanti cittadini delusi e fortemente arrabbiati. Ma se perfino un Giannino, che si presentava come un volto nuovo e pulito tra i tanti mostri che occupano la scena di questa campagna elettorale, ci ha nascosto la verità, è evidente che il popolo ha ormai il desiderio di imboccare la strada di una rivoluzione che faccia piazza pulita dell’intero sistema, ormai infettato, inguaribile e marcio.

La volontà di distruggere oggi è al primo posto, ormai, e a niente vale avvertire che i movimenti di protesta non hanno alcuna proposta costruttiva. Il popolo è inferocito, e quello della distruzione è un passaggio che appare sempre più inevitabile.

Se poi ci si mette anche Prodi ad infrangere il codice di comportamento dell’Onu, in realzione al suo incarico internazionale…
Chi dobbiamo ringraziare?

Qui altri video su Giannino.


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Bart