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Partiti alla deriva e tecnici senza consenso

21 Maggio 2012

di Francesco Perfetti
(da ‚ÄúIl Tempo‚ÄĚ, 21 maggio 2012)

Quando, alcuni mesi or sono, venne inse ¬≠diato il governo tecnico guidato da Ma ¬≠rio Monti si disse che quella soluzione sanciva l’eclissi della politica e, al tem ¬≠po stesso, comportava un periodo di tacita ¬ęso ¬≠spensione della democrazia ¬Ľ riducendo il ruolo del Parlamento e annullando le differenze pro ¬≠grammatiche e ideologiche tra i partiti.

Quel governo, indiscutibilmente, era, ed √®, fi ¬≠glio di uno stato di necessit√†, ma non √® riuscito a capitalizzare quel pizzico di credibilit√† che avrebbe dovuto venirgli dal fatto di essere com ¬≠posto, non tanto di tecnici, quanto piuttosto di uomini nuovi rispetto ai politici di professione. Si pu√≤ dire di pi√Ļ: la sua immagine √® andata, dopo una brevissima luna di miele con gli italia ¬≠ni, deteriorandosi sempre di pi√Ļ e ha finito per assumere la fisionomia di un Molo ch burocrati ¬≠co o, se si preferisce, di uno sceriffo di Nottin ¬≠gham impegnato, notte e giorno, a inventare ga ¬≠belle, a battere cassa e a derubare i cittadini. Il suo indice di gradimento scende di giorno in giorno. Ed √® comprensibile che sia cos√¨. Il ricorso al fisco √® la strada pi√Ļ facile per ricavare dena ¬≠ro contante, ma √® anche la strada che porta, di ¬≠rettamente, al disastro del Paese perch√© depri ¬≠me gli investimenti, impoverisce i cittadini, crea un clima di pericolosa tensione sociale. Ne costi ¬≠tuisce una eloquente dimostrazione quello che sta accadendo. E che, pure, le cronache registra ¬≠no rubricando come segnali pericolosi: dal lan ¬≠cio di ordigni esplosivi contro le sedi di Equitalia fino alla ripresa di attentati contro persone e istituzioni.

Il governo tecnico, in sostanza, sta dimostran ¬≠do di non essere in grado di affrontare in manie ¬≠ra seria la gravit√† della situazione. Le sue ricette hanno il sapore amaro dell’olio di ricino senza averne le qualit√† curative. E certe proposte quando non sono risibili e irritanti (√® il caso, per esempio, della balzana idea di una imposta sui cani e sui gatti) sono poco pi√Ļ che dei placebo che servono a illudere – si pensi alla cosiddetta spending review – i poveri cittadini.

I guai del governo tecnico sono per√≤ ben poca cosa rispetto al disastro, morale e politico, del quale i partiti stanno dando dimostrazione. Dal ¬≠la eclissi della politica stiamo andando verso il tramonto della politica. Senza che, all’orizzon ¬≠te, appaia nulla di nuovo, se non la prospettiva di una vera e propria dittatura tecnocratica. O, quella, non meno catastrofica, del caos istituzio ¬≠nalizzato. Il terremoto elettorale delle ammini ¬≠strative √® pi√Ļ che eloquente. Il livello di astensio ¬≠nismo, il crollo dei partiti, il successo dei movi ¬≠menti protestatari ed estremisti dicono molto, anche se la classe politica mostra di non aver capito poco o nulla di quello che sta accadendo. √ą davvero incredibile il fatto che, mentre tutto crolla e le macerie si accumulano, i partiti e i professionisti della politica continuino a ragio ¬≠nare secondo gli schemi vetusti di un passato morto e sepolto e continuino, al tempo stesso, a disegnare strategie, a cercare alleanze e propor ¬≠re cambiamenti di look senza intaccare la so ¬≠stanza, senza ripensare davvero se stessi e il pro ¬≠prio ruolo. √ą davvero incredibile che essi si illu ¬≠dano di affrontare il futuro come nel passato. E come se un futuro, rebus sic stantibus, sia davve ¬≠ro ipotizzabile. Certi nodi – il finanziamento dei partiti e le riforme, l’eliminazione dei privilegi e delle rendite di posizione, la riduzione degli sprechi e via dicendo – sono ancora l√¨, inestrica ¬≠bili, intoccabili e oggetto, solo, di logorroiche disquisizioni fini a se stesse. √ą deprimente regi ¬≠strare l’assenteismo dei parlamentari quando in aula si affronta la riduzione del finanziamen ¬≠to pubblico oppure quando si assiste a continui rinvii tattici per bloccare o allontanare nel tem ¬≠po l’approvazione di provvedimenti sgraditi. La nostra classe politica d√† l’impressione di parte ¬≠cipare a una festa danzante nei saloni di un Tita ¬≠nic prossimo allo scontro fatale con un iceberg che emerge dalle nebbie di uno sconvolgimento epocale. Il governo tecnico √® diventato, per es ¬≠sa, un alibi che serve a coprirne la pochezza e l’inconsistenza e che – essa si illude – dovrebbe garantirle il tempo necessario per prepararsi a riprendere in mano la barra del timone. Ma √® una illusione. E intanto il Grillo parla e salta.

 


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Bart