Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Poi si critica l’antipolitica

2 Febbraio 2012

I politici sono abili a mascherare la verità. Mi verrebbe da dire che oggi sono buoni a fare solo quello. E nemmeno poi sono tanto bravi, se è vero che sono stati recentemente scoperti quando hanno sbandierato che si sono ridotti lo stipendio di 1.300 euro, ed invece era solo un bluff, come la stampa ha riportato convincentemente.

Oggi su tutti i giornali è concentrata l’attenzione sulle ruberie che hanno fatto e fanno capo ai politici e ai partiti.
Una lunga serie di cui quella che coinvolge il senatore Lusi del Pd, tesoriere della ex Margherita, è solo la punta di un iceberg dalle dimensioni colossali.
Viene in mente Craxi quando in parlamento intimò che si alzasse chi non aveva usufruito del finanziamento illecito ai partiti, e tutti rimasero seduti.

Nulla è cambiato. Anzi, forse la facilità con cui si può rubare, ha incoraggiato molti a trarne profitti personali, sapendo anche di contare su connivenze e collusioni.
Molti si interrogano oggi, come sia stato possibile ad un tesoriere sottrarre un sacco di milioni di euro senza che nessuno nel partito si rendesse conto di ciò che stava accadendo, e in particolare non se ne rendessero conto né i revisori, né i massimi dirigenti del partito.

Scrissi tempo fa che la nemesi sta in agguato e non perdona. Così, ad esempio, accade per l’ex partito di Francesco Rutelli che si scopre non così trasparente come a prima vista poteva sembrare.
Rutelli, come chiedono vari giornalisti di ogni tendenza, dovrà chiarire del perché questa ruberia gli sia sfuggita, e dovrà anche ammettere, aggiungo io, che chi non si accorge di ciò che accade in casa propria, difficilmente può ambire a occupare posti di responsabilità nel Paese.
Non v’è dubbio che la vicenda lo segna, e lo segna in negativo. Poi toccherà alla politica, quella vera se esiste ancora, di decidere il suo futuro. E toccherà anche, ovviamente, a chi detiene la sovranità della nostra democrazia, ossia il popolo.

Oggi Vittorio Feltri scrive un fondo in cui invoca il ritorno al proporzionale, sia pure per un periodo transitorio. Lo intitola: “Adesso torniamo al proporzionale”.
È il segno di uno smarrimento provocato dal caos perfino istituzionale che invade il nostro Paese. Invocare il ritorno, sia pure per un breve momento, ad un sistema che ha alimentato inciuci e corruzione nella prima Repubblica la dice lunga sulla confusione che ci sta appestando.

Ancora. Antonio Polito riflette, prendendo lo spunto dal caso di Ottaviano Del Turco, se non sia il caso di tornare sul tema della responsabilità civile del giudice che sbaglia, oggi sostenuta anche da Luciano Violante. Dunque, ci si riferisce ad una magistratura affetta da quel morbo tragico della incapacità ad analizzare e giudicare i presunti reati, nonché ad applicare i principi costituzionali secondo i quali un cittadino deve considerarsi innocente fino a condanna intervenuta con sentenza definitiva. E qui viene in mente la fretta con cui il Tribunale di Milano, pur senza prove concrete – secondo gli avvocati della difesa – si accinge a condannare Silvio Berlusconi.

Marco Travaglio indice una sottoscrizione pubblica (che io ho sottoscritto) per fare una legge che disciplini il finanziamento ai partiti, prevedendo per gli inadempienti pene severe. Un po’ alla tedesca. Dunque, i partiti sono giudicati corrotti, ossia incapaci di un’autodisciplina.

Ad un cittadino come me resta difficile immaginare il futuro dell’Italia.
Molte delle buone cose che in questi giorni sono nelle intenzioni di chi vorrebbe migliorare il nostro Paese, resteranno lettera morta. La politica resisterà sempre più rinchiudendosi nel suo fortilizio e non cederà i suoi privilegi, non solo economici, ma anche di potere; vale a dire di scorrazzare in lungo e in largo senza essere obbligata a rendere conto a nessuno.

È vero, c’è il momento elettorale che potrebbe   fare un po’ di giustizia. Ma ci riuscirebbe, se gli abili politici cantassero con la voce suadente delle sirene omeriche?
Il popolo dovrebbe reagire duramente, invece. I tempi richiedono che, come fece Ulisse, ci si tappino le orecchie e si voti facendoci assistere dalla sola memoria di ciò che costoro ci hanno saputo combinare, impoverendo noi ed arricchendosi loro.
Ricordare: questo è il punto. Ci riusciremo?

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Anche le toghe pagheranno: passa la responsabilità civile. L’Anm: “È un’intimidazione” di Clarissa Gigante. Qui.

“Anime morte il veleno della politica” di Federico Geremicca. Qui.

“Caso Lusi, aria di insabbiamento a sinistra” di Stefano Filippi. Qui.

“Margherita dello scandalo: Lusi accusa Cicciobello” Qui.

“Dubbi e spese assurde nei bilanci Margherita” di Tommaso Labate. Qui.

“La fragile difesa di Cicciobello Rutelli” di Giampaolo Pansa. Qui.

“Rutelli, i conti e l’indignazione” di Aldo Grasso. Qui. Da cui estraggo.

“Certamente, nessuno mette in discussione l’onestà personale di Rutelli. Ma dal punto di vista comunicativo, la sua apparizione televisiva ci ha detto questo: Rutelli sarà anche un leader onesto ma è uno sprovveduto, capo di un ex gruppo politico onesto ma sprovveduto, anzi sprovvedutissimo. Se invece di mostrare l’estratto del suo conto in banca (che non interessa a nessuno) avesse dato un’occhiata ai conti della Margherita, l’ex sindaco di Roma avrebbe evitato di chiudere la stalla quando ecc ecc.”

“Con Lusi ho sempre litigato; gestiva i soldi solo per Rutelli” intervista a Parisi di Giovanna Casadio. Qui.

“Rutelli. Favola di Cicciobello ha le gambe corte, ma dalla Cricca a Lusi sbaglia sempre amici” di Fausto Carioti. Qui.

“I costi occulti della politica” di Angelo Panebianco. Qui.

“Fiducia nei partiti scesa all’8%” di Renato Mannheimer. Qui.


Letto 1059 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart