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Proviamo anche noi a fare delle ipotesi

28 Novembre 2010

Che cosa succederà il 14 dicembre e dintorni?
Molti sono in attesa del ciclone Wikileaks, che potrebbe scombussolare la politica di mezzo mondo, e l’opposizione in particolare spera che ne possa uscire qualche indiscrezione che contribuisca all’affondamento di Berlusconi (pare che si citino anche i famosi festini).
Già si fanno trapelare giri oscuri e affaristici tra il nostro premier e Putin e Gheddafi.

Un tempo, qualsiasi operazione avesse avuto come attrice la ex Unione Sovietica, sarebbe stata esaltata e difesa dall’opposizione. L’URSS era il meglio che potesse esistere sulla Terra. Ora invece, da quando Berlusconi è amico di Putin, la democrazia italiana è a rischio.
E sembra che anche l’America abbia mosso le sue pedine per contrastare una tale amicizia.

Pensate. Il Pd e gli Stati Uniti sono concordi nel giudicare Berlusconi un uomo pericoloso. E perché? Perché è amico di Putin. Se lo avessimo potuto solo immaginare non più tardi di cinquant’anni fa, ci avrebbero dato del matto.

La realtà è che tanto i rapporti con Putin quanto quelli con Gheddafi hanno consentito al nostro governo di intraprendere buone e vantaggiose relazioni industriali che, in una situazione di emergenza economica come l’attuale, non sono da buttar via.

E questo ha irritato i Paesi le cui industrie si sono viste sottrarre dall’Italia commesse a cui erano ormai abituate. Da qui l’ambiguità dei nuovi rapporti, anche con gli States.

Occorre dunque depurare le notizie che ci vengono dall’estero da questo rilevante fattore. Berlusconi è un concorrente pericoloso nei grandi affari internazionali. Del resto Berlusconi è un imprenditore e fa affari laddove li fiuta.
Comunque attendiamo gli eventi.

Ma intanto non possiamo esonerarci dal tentare qualche ipotesi, rebus sic stantibus, su ciò che accadrà dopo il voto in parlamento del 14 dicembre.

Premessa. Affinché il governo non si dimetta occorrerà essere sicuri di avere in entrambe le Camere una maggioranza solida, ossia una maggioranza che faccia a meno dei finiani. Questi ultimi, infatti, anche se lo promettessero davanti al Padreterno, avrebbero ancora l’ambizione di mandare a carte quarantotto il governo Berlusconi. Infidi si sono dimostrati e infidi resteranno. Ma pare che voteranno la sfiducia. Leggete questa lettera delirante (un plagio del discorso con cui Bossi sfiduciò Berlusconi nel 1994!) apparsa sul sito di Generazione Italia e quasi certamentesuggerita da Sparavento (Italo Bocchino). Dimostra che i finiani sono disperati. Una subdola provocazione?

Comunque, per stare allegri, anche di Casini non ci possiamo fidare. Se ricordate, nell’altro governo non perdevano occasione di mettere, come oggi i finiani, i bastoni tra le ruote.

È molto probabile, a mio avviso, che il 14 dicembre si abbia uno di questi risultati: a) una delle Camere (e forse anche entrambe) non vota la fiducia; b) l’eventuale maggioranza in entrambe è confusa e inaffidabile.
In tutt’e due i casi, come ha anticipato lo stesso Berlusconi, è meglio che il governo si dimetta.

La palla passa, così, a Napolitano. Di solito si dà un mandato esplorativo ad una delle personalità istituzionali super partes. Ma, come si è potuto constatare, non ce ne sono. A meno che non mi sfugga qualche nome. Allora la figura istituzionale più eminente non potrà che essere la seconda carica dello Stato, ossia il presidente del Senato Renato Schifani. Probabilmente Napolitano gli suggerirà di tentare prima nell’ambito del centrodestra, uscito vincitore dalle urne, per verificare se esistano le condizioni per una maggioranza e un programma comuni.

La situazione che si troverà di fronte Schifani nell’aerea di centrodestra è questa: prima, ci sarà da sciogliere la pregiudiziale di chi debba guidare la nuova compagine governativa. Berlusconi sì oppure Berlusconi no. E qui potrebbe scattare la trappola contro Berlusconi. Se qualcuno sceglierà il no, la questione nell’area di centrodestra è chiusa. Il Pdl non accetterà il no, a meno che non sia lo stesso Berlusconi a fare un passo indietro. Ma Berlusconi ha sempre dichiarato che quel passo non lo farà mai.

Se tutti risponderanno invece di sì, ossia che Berlusconi potrà essere il presidente del nuovo governo, si spalancherà davanti all’esploratore una situazione che dire difficile è dire poco. Il Fli e l’Udc hanno programmi diversi ed in alcuni punti incompatibili al punto che è intervenuta perfino la Chiesa per sconsigliare un’alleanza tra i due. L’Udc e la Lega Nord fanno a cazzotti, tanto è vero che qualche settimana fa Bossi si lasciò scappare che era meglio se Casini se ne andasse al mare. Più possibilista con il Fli, la Lega Nord troverà però punti di dissenso sul federalismo.
Allora? Sarà difficile mettere in piedi una coalizione affidabile e con un programma dignitoso.

Schifani andrà quindi a bussare nell’area di centrosinistra. Qui troverà un marasma profondo e generale. Intanto, appena tenterà di domandare chi dovrà presiedere il nuovo eventuale governo, cominceranno a volare parolacce ed insulti tra i possibili candidati. Allora Schifani chiederà di soprassedere al momento sulla questione e di passare alle alleanze e ai programmi.

Peggio che grandinare. Vendola vuole cose diverse da quelle del Pd. L’Idv, forte dei sondaggi, vuole limitare il programma alla sola leggere elettorale e non vuole battezzare governicchi che arrivino al 2013 senza passare dal voto. L’Udc non può vedere l’Idv. Vendola e la sinistra estrema non vogliono sentir parlare di Fini.

Dunque? Peggio che nell’aerea di centrodestra, dove solo la Lega Nord e il Pdl appaiono omogenei, ma senza i numeri sufficienti. Di là invece nell’area di centrosinistra, piove e trema la terra.

Sale al Colle e riferisce a Napolitano. E questi cosa potrà fare? Il solo tentativo che potrebbe restargli in mano sarebbe quello di far muovere direttamente il presidente del Consiglio per cercarsi una maggioranza. Ma sarebbe, a mio avviso, un tentativo inutile, poiché o farebbe perdere tempo o avrebbe come unica soluzione una maggioranza inaffidabile, a cui Berlusconi ha già anticipato il proprio rifiuto.

Resteranno allora le elezioni. Ob torto collo per tutti i partiti. Anche per il Pdl che in questi mesi ha perso consensi a favore della Lega Nord. Anche per il Pd che li ha persi in favore degli estremisti. Ma nessun’altra soluzione sarà percorribile.

A meno che Napolitano non decida di mandare allo sbando il Paese.

Le prime indiscrezioni. Qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui.

“La sfiducia dei finiani: “L’esperienza è finita”. Ma la lettera sul Web è una citazione di Bossi”. Qui, qui.

L’Udc e la Chiesa. Qui.


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1 commento

  1. Commento by Simone — 28 Novembre 2010 @ 21:32

    Incarico ad uno del Pdl ex-DC (tipo Pisanu): Gli ex-DC sono altri 30 circa che non voteranno la sfiducia ma se cade il governo saranno pronti a nuove alleanze. Pisanu, rappresentante di questa silenziosa corrente si è mostrato varie volte concorde con Fini, anche recentemente pubblicamente in un incontro andato in onda su Radio Radicale. Ex-DC + Fli + UDC + Api + PD + Gruppo Misto + altri monori del Pdl oltre a poter essere maggioranza sarebbero calamita per tutti gli altri non ancora schierati. Lega Nord punto interrogativo!

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