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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Racconto: L’amicizia di Attilio #2/8

26 Settembre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

L’amicizia di Attilio #2

Era settembre; per le strade si levava il clamore delle feste della città. La gente pareva essersi dimenticata dei propri drammi.
¬† Corrado pensava invece che ogni vita ha tutte le ragioni per non essere mai neutrale; tuttavia accadeva, anche nella peggiore delle sofferenze, che c’era chi ancora restava spettatore del proprio e dell’altrui dolore.
¬† Una di quelle sere pass√≤ con Irene vicino al Luna Park. Dopo essersi fermato sul ciglio della strada a guardare, diede un’occhiata all’amica. Al pronto cenno di lei, prendendola per mano, corse alla prima giostra che gli stava davanti. Vi salirono. Ridevano, e una dolce musica li accompagnava. ¬†

¬† Corrado tentava di ripercorrere all’indietro l’esistenza della sua razza, e si aspettava di rivedere da un istante all’altro l’ultimo crocicchio attraversato. Egli credeva, infatti, che nel corso della sua esistenza, l’uomo si fosse trovato pi√Ļ d’una volta davanti ad un quadrivio e, costretto a scegliere, almeno una volta avesse sbagliato strada. Desiderava scoprire il momento in cui aveva compiuto l’errore, poich√© era convinto che ad ogni uomo che viene al mondo √® concessa la possibilit√† di rimediare, e lui l’avvertiva in modo del tutto speciale.
  La voce di Irene lo distrasse dai suoi pensieri.
¬† ¬ęSulla ruota! Saliamo sulla ruota! ¬Ľ grid√≤, e Corrado la vide precipitarsi verso la gigantesca ruota che lentamente saliva al cielo.
¬† ¬ęCorri, lumacone! ¬Ľ Rideva. ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬†

¬† Corrado aveva visto nascere e morire molte amicizie a causa delle idee, e ne aveva ricavato il convincimento che, al di l√† delle apparenze e delle affermazioni di circostanza, dentro l’uomo ancora si nasconde irritazione e diffidenza nei confronti di chi non la pensa allo stesso modo, e se qualche volta si era sforzato di contenersi, e a qualche avversario aveva cercato di donare la propria amicizia, sentiva che essa rimbalzava sul compagno e ritornava a lui velata di astio e di risentimento.
¬† Si era sul finire dell’estate. Si avvertivano nella stagione morente i primi segni del cambiamento. Questa straordinaria preparazione al riposo della natura non significava forse che c’era bisogno di un lungo sonno che avvolgesse anche la societ√† civile, e facesse appassire e cadere le foglie di una cultura che aveva prodotto dappertutto guasti scellerati?
¬† Accadeva in quei giorni a Corrado di desiderare di trovarsi altrove, ma non sulla Terra, bens√¨ dentro un’esistenza che sentiva per la prima volta crescere in modo autonomo dentro di s√©, e che spingeva lui, adesso, a ricercare in ogni occasione della vita una delle rare probabilit√† che sapeva sussistere per vederla, questa sua esistenza interiore, finalmente realizzata. ¬†

¬† Irene credeva nelle leggende, e soprattutto nelle favole, e non lo aveva mai nascosto a nessuno. Era sicura che in qualche modo, che ancora doveva essere scoperto pienamente, la favola √® come un sussurro della realt√†, e si ha da chinare l’orecchio per scoprire la parola che batte sull’uscio, e quando la si √® intesa per quello che realmente √®, ecco che uno spicchio di realt√†, o anche tutta intera, si dischiude improvvisamente e diventa leggibile. I fili che la intrecciano si manifestano nella loro semplicit√† e rendono accessibili all’uomo i meccanismi che regolano la vita. Allora, si pu√≤ anche migliorarla, la realt√†.
  Corrado era affascinato da questa teoria, e anche quel giorno, su quella panchina delle Mura stette ad ascoltare la sua compagna in silenzio.  

¬† Non si nascondeva, Corrado, che la parola pu√≤ avere effetti esaltanti dentro l’uomo, e che forse sta pi√Ļ nella parola che nella scienza la chiave magica per riuscire a vivere.
¬† Ma essa, come qualsiasi bene prezioso, deve essere custodita con amore, sorvegliata, assistita, meditata, centellinata, e solo dopo che si √® vestita del suo abito migliore pu√≤ unirsi alle altre parole uscite prima di lei, e tutte insieme disvelare la realt√†, quella autentica, che sa plasmarsi allo spirito e suscitare in lui l’appagamento.


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Bart