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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Racconto: Margherita #5/13

7 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Margherita  #5

Gli ospiti non se n’erano andati ancora quando alla villa tornarono Jacopo e Margherita. La signora Ada se li vide comparire davanti proprio in sala da pranzo, dove tutto era stato apparecchiato, e Caterina stava per servire in tavola.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęGiusto in tempo, mi pare ¬Ľ disse Jacopo, salutando tutti con un gesto della mano.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Gli ospiti si voltarono e l’uomo, che era un inglese di nome Arthur, si alz√≤ per salutare.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Margherita era pi√Ļ imbarazzata di Arthur. Jacopo le aveva mentito e l’aveva condotta alla villa con la scusa di prendere chiss√† quale oggetto che aveva dimenticato. Non immaginava certo che combinasse quel brutto pasticcio.
                La signora Ada non disse una parola.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Caterina svelta svelta, dopo aver dato un’occhiata alla padrona e averne ricevuto l’assenso, mise altri due coperti in tavola, e Jacopo e Margherita si sedettero davanti ai due ospiti.
                La signora inglese, di nome Rachel, fece un sorriso a Margherita.
                La signora Ada, invece, non le rivolse mai la parola e nemmeno a Jacopo, e le poche che pronunciò erano indirizzate agli ospiti.
                Arthur domandò a Jacopo che cosa stesse succedendo in Italia. Se ne parlava anche in Inghilterra e nessuno ci capiva niente.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęChi ha messo le bombe, lo sa che cosa sta succedendo ¬Ľ disse Jacopo.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† L’inglese stentava a capire. Riferiva che anche in altre capitali d’Europa dove si era recato, si parlava dell’Italia, e tutte le miserie che colpivano il Continente venivano fatte risalire agli italiani.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęQuesta √® bella! ¬Ľ protest√≤ Jacopo, e Margherita gli dette un calcio negli stinchi perch√© stesse zitto.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęNoi italiani siamo sempre stati dei disgraziati, da che mondo √® mondo. Anche ai tempi della grande Roma. Abbiamo dovuto combattere delle guerre e pagare un tributo di sangue per dare un po’ di civilt√† a voi barbari. Che ne sarebbe oggi di voi inglesi se non ci fossero stati gli italiani? E dei tedeschi, dei francesi, degli spagnoli, degli svedesi? Tutti dovete della riconoscenza a questo Paese che ora sembra umiliato. ¬Ľ
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† L’amico Arthur ammise che tutto quanto Jacopo diceva si poteva condividere. Margherita non sapeva che fare. Avrebbe preferito ritornare alla Costanza, piuttosto che assistere alle sfuriate di Jacopo.
                La signora Ada si alzò, ed anche i due inglesi si alzarono e la seguirono in silenzio. Jacopo e Margherita, invece, si diressero verso la porta principale e uscirono.
                In giardino, mentre si recavano alla macchina, Jacopo la prese sottobraccio:
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęTi amo ¬Ľ le disse.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Erano vere quelle parole? Margherita se lo sentiva addosso l’amore di Jacopo. Ma le era difficile capire se fosse potuto durare abbastanza, perch√© lei tornasse ad avere fiducia nella vita. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† A seguito dei nuovi disordini, la polizia aveva fatto qualche rastrellamento, ma non c’era da aspettarsi pi√Ļ di tanto. Anche l’omicidio di Torre del Lago era rimasto impunito, sebbene si conoscesse l’assassino. Erano pura formalit√† le indagini che si conducevano e, nella sostanza, si avallava il principio che ogni cittadino doveva farsi giustizia da s√©, perch√© nessuna Istituzione lo avrebbe aiutato.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Qualche tempo dopo, Jacopo si decise a tornare a casa sua e a mettere un po’ d’ordine specialmente nella biblioteca, che gli era costata molti sacrifici. Certi giorni, port√≤ Margherita con s√© per farsi aiutare; certi altri, and√≤ da solo. Anche i suoi quadri erano malridotti, alcuni dovevano essere gettati, e questo lo rendeva rabbioso. Distruggere un’opera d’arte significava per lui annientare un grande sentimento, cancellare un sogno perseguito dal suo autore per tutta la vita. Si uccidevano una seconda volta i morti, in questo modo vigliacco. C’√® un desiderio di immortalit√† che appartiene alla Terra e non al Cielo, ed √® l’arte che pu√≤ appagarlo. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† La casa di Margherita era piccina piccina, e in quell’edificio ci stava solo il suo appartamento. Il soffitto era basso e quando pioveva si sentiva sul tetto battere la pioggia.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Affacciandosi alla finestra, si dominava la piazzetta graziosa, e spesso, quando Jacopo non era da lei, si metteva, in quei giorni che aveva sospeso il lavoro, al davanzale a curiosare, finch√© qualche uomo non le faceva un ammiccamento, e allora si ritirava. Si stendeva sul letto e stava con gli occhi fissi al telefono, sperando che Jacopo la chiamasse. Quando non ne poteva pi√Ļ e non ce la faceva a restare sola, prendeva il coraggio a quattro mani e componeva il suo numero. S’infuriava, e non riusciva a capire come a volte preferisse star solo invece che con lei. Ma valeva la pena inseguire Jacopo a quel modo? Jacopo, dacch√© aveva sistemato la sua casa, era tornato a viverci, e quel suo tran tran odioso era ricominciato, in cui era sempre lei a doversi far viva.
                Tre brutti ceffi, tre balordi, si presentarono una sera a casa di Margherita. Forzarono la porta.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęAndatevene o mi metto a urlare. ¬Ľ
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęInvece te ne starai buona buona, e farai tutto quello che vogliamo. ¬Ľ
                Margherita corse alla finestra, ma uno dei tre fu lesto a bloccarla. Allora gridò e si mise a dare calci in tutte le direzioni.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬ęNessuno verr√†, tesoro. √ą inutile che sprechi le energie a questo modo. Serbale per noi. ¬Ľ E, sdentato com’era, si mise a ridere, imitato dai compagni. Non grid√≤ pi√Ļ, Margherita. Uno dei tre and√≤ ad assicurarsi che l’uscio fosse sprangato, quindi la fecero stendere sul letto e senza che Margherita dicesse pi√Ļ una parola, uno alla volta la violentarono.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart