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Schifani per fortuna ci sei tu

17 Novembre 2009

Ho tirato un sospiro di sollievo quando stasera al Tg2 ho sentito le parole di Schifani che, opponendosi al voltafaccia di Fini (si legga il mio post “Fini ancora ambiguo“), ha ribadito quanto già dichiarò lo stesso Fini nel luglio scorso (e che ora per un attacco di senilità ha dimenticato) e cioè che se cade il governo Berlusconi si deve andare al voto, essendo stato il premier eletto dal popolo, in forza delle indicazioni della legge 270, redatta in sintonia con la volontà, allora, dei partiti che l’approvarono.

Probabilmente, dopo il tradimento di Fini, siamo rimasti in pochi a difendere la volontà popolare, giusto Schifani, Berlusconi, io, e qualche altro giapponese rimasto rintanato nella foresta.

La prima Repubblica sta facendo una rimonta imprevista e imprevedibile. Chi lo avrebbe mai potuto pronosticare?

Ormai si sta facendo strada nei politici che contano (Napolitano, Fini, Bersani, Finocchiaro, Bindi, Casini, ad esempio) il convincimento che se Berlusconi cade, il Capo dello Stato potrebbe benissimo e legittimamente, secondo la vigente Costituzione, dare l’incarico di formare il nuovo governo ad un altro politico, sostenuto da una maggioranza parlamentare comunque composta.

Siamo tornati al 1994, ai tempi di Oscar Luigi Scalfaro. Capìto i passi avanti che abbiamo fatto?

Molti credono di averli fatti davvero, e lo sostengono anche, ma si sono dimenticati di dire che prima hanno fatto dietro front e  solo dopo  si sono messi in marcia.

Quindici anni passati invano. Ora rischiamo di ritrovarci con maggioranze e governi non voluti dagli elettori, ma dagli intrallazzi del Palazzo.

Noi, poveri illusi, si va al voto, si crede di mandare a dirigere il nostro Paese una maggioranza ed un governo da noi scelti, ed invece ci sveglieremo l’indomani – come succedeva nel passato – con una maggioranza opposta e contraria a quella votata.

Spero che Silvio Berlusconi affronti quest’ultima sfida.
Se deve cadere, cada in battaglia. Si presenti agli elettori e dica loro dei tradimenti dei suoi alleati. Si separi da loro e si presenti con il suo partito e con un programma di riforme, che se gli italiani le vogliono, possono averle solo contando su di lui.

Gli altri, quelli che han fatto come i gamberi, sono solo ominicchi.

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“Elezioni anticipate se la maggioranza non è compatta”. Qui.”Napolitano frena il presidenzialismo”. Qui.

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Bart