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Se tra Napolitano e Berlusconi ci sarà lo scontro

7 Settembre 2013

Se, nello scontro ventilato da alcuni editorialisti tra Napolitano e Berlusconi, vincesse quest’ultimo, saremmo finalmente alla caduta della mastodontica repubblica incartapecorita e putrescente. Il Moloch che ha tenuto incatenata l’Italia.

Quando si parla della necessità di una rivoluzione, senza spargimento di sangue, necessaria a cambiare il nostro Paese, si intende uno scontro tra vecchio e nuovo senza prudenze e risparmio di colpi. In queste settimane sono decisamente a favore della posizione di Daniela Santanché, giacché è il non aver paura di nulla che occorre per colpire in modo letale il vecchio mostro che si nutre del sangue del popolo.

Si racconta che Napolitano stia mandando segnali furiosi e drammatici ai messaggeri di Berlusconi. Sono messaggi espressi in un codice che i marpioni della politica conoscono bene. Al di là della cortesia delle parole, il loro rassemblement manifesta la ringhiosità del vecchio potere che di fatto lancia la sfida e minaccia di cancellare l’avversario dalla scena politica, e vista la sentenza Esposito che gli è alleata, anche dalla società civile.  Si legga qui quanto avrebbe confidato a Fedele Confalonieri.

Napolitano rischia grosso. Nella strategia di lotta la mossa sbagliata della nomina di quattro senatori a vita di area Pd e oltre, ha così pacchianamente avvertito dello scontro prossimo che perfino i commentatori di regime non ne sono rimasti entusiasti. Ad essi è rimasto solo il tentativo assai sospetto (dopo Antonio Polito, ieri ci ha provato Marcello Sorgi) di convincere Berlusconi ad arrendersi e ad accettare la vergognosa sentenza di condanna, basata su “prove logiche”, che nessuna legge, tanto più la costituzione, ha mai preso in considerazione per poter condannare un cittadino. Si legga la notizia bomba di ieri che chiarisce – come già aveva fatto nel 2010 la magistratura svizzera – che Franz Agrama era ed è un intermediario reale e non “fittizio”, come lo definisce sventatamente la cassazione di Esposito: anche la Rai acquistava da Franz Agrama, poiché agente esclusivo della Paramount, e con un ricarico ben superiore a quello di Mediaset (ossia Agrama faceva addirittura un trattamento di favore a Mediaset). E tutto questo era stato acquisito agli atti dei tre gradi processo! Ed è stato tenuto nascosto! Non vi viene il voltastomaco pensando che nessuno, Napolitano in testa, faccia nulla per stracciare una simile condanna?

Berlusconi non può che vincere uno scontro con Napolitano. Uno scontro necessario. Immagino che egli dentro di sé lo voglia fermamente, e allora gli urlo da qui di seguire il suo istinto e di non tirarsi indietro. Accolga il guanto lanciatogli da Napolitano; non sia un vile, non indugi a fare l’ultima mossa.

In questi giorni le colombe, Gianni Letta in testa (ma ci si sono messi anche Ferrara e Belpietro, qui), stanno facendo di tutto per fermargli la mano, per convincerlo a una mediazione fantasiosa, che non esiste, ed è solo una trappola. Consisterebbe, la mediazione, in ciò che ieri suggeriva l’ingenuo Antonio Polito? Dovrebbe Berlusconi piegarsi ad una sentenza sconcia e aspettare che Sua Grazia Napolitano decida, lui inginocchiatogli davanti, il suo esilio? Che poi non sarebbe nemmeno un esilio, giacché uscito dalla scena politica, come vorrebbe l’astuto Napolitano,  egli si ritroverebbe, questa volta nudo ed indifeso, sotto i tiri incrociati di una magistratura che lo trasferirebbe in breve tempo nelle patrie galere, portando a felice compimento un piano sofisticato che ha visto all’opera molti cospiratori. Se non resiste ora fino in fondo, la grazia promessagli   altro non è che lo strumento con il quale gli viene spianata, in realtà, la strada del carcere. Gli è così difficile capirlo? Esilio subito, e galera a seguire.

Vorrei ricordare a Berlusconi che tutte le volte che ha ascoltato le colombe, ha ricevuto in faccia l’onta della sconfitta. Quante volte si è lamentato di aver seguito i suggerimenti delle colombe e di non aver ricevuto in cambio che sputi? Si è forse dimenticato ciò che rivelò Wikileaks su Gianni Letta e che cosa questi disse, in spregio a Berlusconi, all’ambasciatore americano? A Berlusconi bastò la smentita di Gianni Letta per convincerlo a riconfermargli tutta la sua fiducia. Ma ora è tempo che rifletta più in profondità e si domandi perché la sua buona fede, il piegarsi ai consigli di Gianni Letta e delle altre colombe hanno solo prodotto risultati a suo danno, rendendolo ridicolo agli occhi degli avversari, che se ne sono fatti l’idea di un personaggio credulone e arrendevole, con il quale bisogna agire come con i cani: lasciarlo abbaiare finché non si stanca.

Credo che la Santanchè (non per niente invisa alle colombe) sia la consigliera giusta al momento giusto. E il momento giusto è rappresentato dall’avvisaglia della carica che Napolitano ha suonato per lasciare intendere che si dovranno fare i conti con lui, ove Berlusconi cercasse di far cadere il governo.

Forse – si vocifera – Napolitano farà un discorso alla nazione a reti unificate, come si usa per le grandi occasioni, e devasterà l’immagine di Berlusconi addossandogli tutte le responsabilità per questa Italia che sta andando a rotoli.

E allora? Che cosa c’è da temere? Ci rifletta su, Berlusconi. Napolitano troverà ascoltatori compiacenti solo nello zoccolo antiberlusconiano, il quale è così sordo alle vere riforme dello Stato che oggi si rifiuta di firmare i referendum radicali, soprattutto quelli sulla giustizia, poiché vi ha aderito anche Berlusconi mentre, quando nel 1987 il referendum sulla giustizia vinse con l’80% di consensi (ma non fu rispettato dal parlamento) i sinistrorsi accorrevano in massa a firmare. Che cosa è cambiato da allora? Nulla, e dunque è ancora l’antiberlusconismo che li acceca e li rende folli.

Sì, in Italia abbiamo a che fare con la follia. Essa è diffusa e si respira nell’aria e penetra là dove trova il varco più molle, che è sempre quello lasciato dal fanatismo. Napolitano si farà sentire duramente a reti unificate? È un suo diritto; se vuol davvero esporsi, lo faccia. I cittadini non offuscati dal fanatismo sanno bene gli intrallazzi (Fini, Monti, Merkel, magistratura) che il vecchio Stato – Moloch e mammouth a un tempo, e che non vuol morire – ha combinato per eliminare chiunque sia portatore di modernità e di rinnovamento. Finora è riuscito a vincere tutte le battaglie che contavano, ma vincere la guerra è appannaggio degli strateghi di razza. Che lo sia Napolitano, ad esempio, dopo ciò che ha fatto con Fini, con Monti, con i senatori a vita, e con la distruzione delle sue telefonate con Mancino, non credo proprio.

Dunque, Berlusconi lasci che Napolitano cuocia nel suo brodo, e lo metta alla prova. Se il 9 settembre la giunta del senato vorrà pedissequamente applicare la legge, rinunciando alla propria autonomia e alla propria sovranità, faccia dimettere i ministri del Pdl dal governo, e dimissionare tutti i propri senatori. Dichiari il perché in tv un attimo prima che ciò avvenga, poi si metta in ascolto di Napolitano. Gli risponderà con una durissima dichiarazione teso a distruggerlo? Gli risponda con le sue televisioni (che per fortuna possiede, visto che possono servire anche a difendersi di fronte ad una specie di minaccia e di ostracismo del potere), e ad ogni replica del Moloch-mammouth, risponda per le rime, colpo su colpo. Si metta i tappi alle orecchie e non ascolti le tremebonde colombe. Le cacci via, se occorrerà.

Sullo scontro in tv, Berlusconi è imbattibile, Napolitano non farà che collezionare stecche e raccogliere briciole di consensi.

Farà il Letta-bis? Si accomodi e si prepari al suicidio, giacché un governo Pd, Sel, Grillini e Lista Civica non combinerebbe altro che guai e durerebbe lo spazio di un mattino.

Darà le dimissioni? Torni ad accomodarsi. La nuova maggioranza posticcia nominerà Romano Prodi o Stefano Rodotà per fare un dispetto a Berlusconi? E sarebbe questo il pericolo? Napolitano finora che ha fatto? Ha fatto credere una cosa per conseguirne un’altra. Non è meglio allora affrontare un nemico dichiaratosi tale senza infingimenti e mascherature varie?

Questo scontro è quello che, se Berlusconi non si farà sconfiggere dal cavallo di troia già accomodatisi nel Pdl, rappresenterà la rivoluzione civile tanto attesa: allo Stato incartapecorito e putrescente (dovete dirmi a che serve uno Stato mal combinato come il nostro? Dovremmo consegnarlo ad una vita vegetativa per sempre?) si sostituirà una democrazia moderna e al passo con le altre democrazie occidentali.

 


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5 Comments

  1. Commento by zarina — 7 Settembre 2013 @ 09:21

    Amen!!
    Con la popolarità in picchiata che si ritrova dopo la sfacciata nomina dei 4 inutili privilegiati a carico dei contribuenti,   una sua comparsata   in tv non farà che accrescere consensi al prigioniero politico.
    Con un parlamento dimissionato per metà vorrei proprio vedere come si potrà   dare incarico di governo a chicchessia. Sarà costretto a sciogliere la baracca e indire nuove elezioni. E se a Dio piacendo vorrà dimettersi, ce ne faremo una ragione,   data l’età   ci sforzeremo pure di comprendere. L’iter burocratico lo seguirà chi siede sulla poltrona n. 2.   Il nuovo pdr sarà scelto dal nuovo parlamento che potrebbe avere maggioranze diverse dalle attuali , soprattutto se insieme al papà si dovesse affiancare   a supporto la temuta (per gli avversari) figlia.
     

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Settembre 2013 @ 09:57

    La notizia buona della giornata è che Berlusconi ha chiesto la revisione del processo alla luce delle carte acquisite dalla magistratura svizzera nel 2010, secondo le quali è escluso che Agrama sia un intermediario fittizio.

    La notizia cattiva Рma spero che sia infondata Р̬ che se Napolitano gli desse la grazia completa, uscirebbe dalla politica.

    Io aggiungo, per entrare poi in galera, visto che sarebbe assalito da avvisi di nuovi processi che affronterebbe del tutto disarmato. Chi si interesserebbe più del privato cittadino Berlusconi?

  3. Commento by zarina — 7 Settembre 2013 @ 10:42

    Ogni volta che sento parlare di “grazia” mi viene l’orticaria. Ho cominciato a rivedere da tempo   la mia stima su belpietro che è stato uno dei primi ad evocare   quella parola.   Il nap & kompany   stanno facendo tutta questa moina, (sono specialisti del resto)   per far cadere dall’alto la concessione della grazia   che sanno bene conviene più al nap   stesso e alla sx che al cav.   Spero non si faccia ancora prendere per i fondelli e cadere nuovamente nella trappola.   E siccome conviene a loro sono sicura che   gliela concederanno: deve RIFIUTARLA!   Far cadere tutto il carrozzone e costringerli a nuove elezioni.   Ma senza perdere altro tempo.

  4. Commento by zarina — 7 Settembre 2013 @ 10:53

    Completo il mio commento: proprio per le ragioni da te accennate   (altre sentenze scandalose   magari già scritte e pronte nei cassetti delle procure)   voglio sperare che l’interessato sia consapevole della inutilità di un eventuale grazia la cui efficacia avrebbe   la durata di un batter d’ali.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Settembre 2013 @ 16:46

    Deve resistere. Spero che capisca l’importanza di questo momento. A lui è affidata la possibilità di rovesciare la pseuda democrazia che la fa da padrona in Italia, ben mascherata e truccata da gran dama.

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