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Senza Berlusconi il centrodestra perderebbe le elezioni

1 Febbraio 2011

È pacifico. Non ci sarebbe nemmeno da annotarlo se non si leggesse qualche osservatore politico che, per fini anche troppo palesi, non cercasse di mettere zizzania tra le file della maggioranza.

Uno di questi osservatori è Amedeo La Mattina che sulla Stampa di oggi scrive:

“Il sospetto è che Bossi manda avanti Maroni per avvertire Berlusconi che in caso di elezioni dovrà passare la mano. Nel Pdl però non tutti la pensano così: anzi fanno notare il controcanto di Calderoli sul federalismo fiscale, i contrasti dentro il Carroccio tra chi punta tutto su Tremonti e chi invece sullo stesso Maroni per la successione del Cavaliere. Il quale di passare la mano non ci pensa affatto. Anzi, con il rilancio programmatico di ieri sembra prepararsi alle elezioni.”

L’intento è fin troppo scoperto, e non è nuovo, ovviamente, ma siccome nell’aria c’è già odor di elezioni, non è male – questo è il tentativo di La Mattina – tornare a premere un cuneo sulle difese della maggioranza.
La quale deve stare attenta a non cadere nella lusinga. Non è difficile immaginare che ci siano politici che ambirebbero ad occupare la poltrona di primo ministro.

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E il mare è che nessuno degli uomini della maggioranza, dico nessuno, ha ad oggi, a mio avviso, le qualità necessarie per coordinare un’attività di governo. Nemmeno Tremonti, il quale, fra l’altro, con la sua politica economica di contenimento si è creato più di un nemico, e certamente non basterebbero le simpatie leghiste per verniciarlo di qualità dirigistiche (in senso politico, ovviamente) che non possiede.
Tutti bravi nel loro settore, da Alfano, alla Prestigiacomo, alla Gelmini, a Maroni, a Matteoli, a Brunetta, e così altri, ma nessuno con il carisma necessario.

Basti vedere cosa succede nel Pd quando manca il carisma. Un caos. Bersani è allo sbando, privo com’è dell’autorità che occorrerebbe per tirare le fila di una compagine sbrindellata.

La maggioranza (compresa ossia la Lega Nord) farebbe la fine dell’impero di Carlo Magno, che si sgretolò in vari e deboli regnucoli dopo la morte di colui che era stato in grado di mantenerne l’unità. La Storia offre molti di questi esempi. Perfino dopo la morte di Gengis Khan, nel lontanissimo Oriente, accadde la stessa cosa. Segno che il carisma ha una potenza di fuoco valida sotto ogni firmamento, e che non deve mai essere sottostimata.
Sottostimarla si tradurrebbe ipso facto in un colpo mortale. Il disfacimento di un’opera che si considerava indistruttibile.

Se poi a insinuare tutto ciò, ossia il passo indietro del Cavaliere, sono proprio le forze dell’opposizione, variamente disseminate nella società, allora non occorre nemmeno starci a ragionare sopra. Le cose stanno proprio così: si vuole arrivare, secondo gli insegnamenti della Storia, alla deflagrazione di una entità che appare come un monolite nel momento contingente, ma che, come ogni monolite, ha le sue debolezze intrinseche che, se ben individuate e aggredite, faranno spaccare il macigno.

Se ci saranno le elezioni in primavera la leadership deve restare a Berlusconi. Un altro nome disorienterebbe l’elettorato di centrodestra, e disperderebbe molti voti.
È nel più dilazionato futuro che si dovrà cercare una nuova leadership, visto che il Cavaliere non è eterno.

Ma è un discorso da riprendere più tardi, dopo aver vinto le elezioni di primavera, se ci saranno.

P.S.
1 – Desidero segnalarvi questo incisivo articolo di Vittorio Sgarbi: “Caso Ruby, fantagiustizia. Il colloquio immaginario tra Boccassini e premier”, la cui lunga premessa sottoscrivo.

2 – Il quotidiano il Giornale è stato perquisito per ordine della magistratura stamattina e non si è ancora levata la protesta degli altri giornali né dell’Associazione dei giornalisti.

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“STATO DI POLIZIA, CENSURA”. Qui.

“Fini – toghe: altro colpo: ora è indagato Frattini”. Qui.


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5 Comments

  1. Commento by Rosa — 2 Febbraio 2011 @ 11:06

    Se lo imbalsami! Lo mette vicino al caminetto e almeno gli farà tanto compagnia. Se non altro potrà fare quello che ha fatto in quasi vent’anni di potere politico, economico e finanziario: i propri sporchi interessi.

    …. se lo dovesse mettere vicino al camino, stia attento alla legna …

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Febbraio 2011 @ 11:51

    Troppo odio acceca, Rosa.

  3. Commento by Boris — 2 Febbraio 2011 @ 11:55

    No, no! Quello che acceca è l’amore …. ed è proprio il suo caso ….

  4. Commento by Ciro — 2 Febbraio 2011 @ 15:10

    Forse avete toccato il punto. Un elettore di destra che è pronto a vedere anche persone diverse da berlusconi al governo passa oramai come traditore. L’elettore di centro vorrebbe vederci Casini ma è prontissimo ad alternative diverse, l’elettore di sinistra probabilmente non sa nenache chi vederci e quindi è apertissimo a nomi nuovi.

    Tutti meno i Berlusconiani. Loro non vedono altro che Berlusconi. Non si capisce perchè ma non potrà mai essere sostituito: muoia Sansone e tutti i Filistei!

    Non è un rapporto sano tra elettore e rappresentante, è qualcosa di malato che va oltre un’idea politica. Domani berlusconi potrebbe dichiare tutto e il contrario di tutto. Non importa: perdonato. Beccato con le mani sposche di marmellata, non importa: perdonato.

    Per questo nonostante tutte le idee delle quali possiamo parlare il confronto non potrà mai essere produttivo. Non c’è speranza.

    Passerà anche lui, come sono passati gli altri …

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Febbraio 2011 @ 16:02

    Oggi Berlusconi, Ciro, è necessario per le riforme che vuole portare al nostro Stato ammalato. Se non si è capito questo, allora si  continui pure a contare le pulci nel letto del premier.
    A questo si è ridotta l’opposizione.

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