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STORIA: I MAESTRI: Il discutibile valore di Bentivegna stragista di via Rasella

27 Maggio 2012

di Mario Cervi
[dal ‚ÄúGiornale‚ÄĚ, mercoled√¨ 4 aprile 2012]

Si √® spento a 90 anni Rosa ¬≠rio Bentivegna che collo ¬≠c√≤ e fece esplodere, il 23 marzo 1944, la via Rasella:33 ¬ęterritoriali ¬Ľ del bat ¬≠taglione Bozen, formato da altoa ¬≠tesini, rimasero sul terreno. Per rappresaglia i tedeschi uccisero al ¬≠le Fosse Ardeatine 335 civili, ebrei prelevati dal carcere o resistenti rastrellati all’ultimo momento. La lista dei giustiziandi fu compila ¬≠ta dal colonnello Herbert Kappler che, mentre allineava i nomi, acca ¬≠rezzava un cane malato. Per la strage delle Ardeatine √® tuttora agli arresti domiciliari, a Roma, l’ex capitano delle SS Erich Priebke che era in Argentina e del quale l’Italia ha ottenuto l’estradi ¬≠zione.

Bentivegna era un combattente. Alla cui memoria, ieri, Giorgio Na ¬≠politano ha dedicato commosse fra ¬≠si di cordoglio. Di fronte alla morte ci si inchina, per√≤ alcune espressio ¬≠ni usate dal presidente della Repub ¬≠blica – ¬ęresta indiscutibile il valore ideale del suo coraggioso apporto alla liberazione del Paese dalla ti ¬≠rannia nazifascista ¬Ľ – ci sembrano, anche in un momento come que ¬≠sto, troppo enfatiche e celebrative, e nello stesso tempo troppo lonta ¬≠ne dall’asprezza della polemica che attorno al gesto di Bentivegna √® divampata. Era, ripeto, un uomo co ¬≠raggiosissimo. Ma anche i fanatici spesso lo sono. Per noi quella bom ¬≠ba ebbe un fine politico, non fu di al ¬≠cuna utilit√† militare e caus√≤ la rispo ¬≠sta sanguinaria dei tedeschi. Si pu√≤ giudicare quel gesto in vario modo, ma non ignorarne gli aspetti cupi e le conseguenze tragiche.

Bentivegna, studente di medici ¬≠na, fu subito impegnato in un Gap, uno dei gruppi che procede ¬≠vano, anche contro la volont√† dei comandi p artigiani, ad atti terrori ¬≠stici. Collabor√≤ con lui, in via Rasella, Carla Capponi che sarebbe diventata sua moglie – divorzi√≤ da lei una quarantina d’anni or sono – ed altri resistenti. In molti libri, e con una serie di iniziative giudizia ¬≠rie, Bentivegna si difese dalle accu ¬≠se che anche da sinistra gli veniva ¬≠no mosse per aver attaccato i tede ¬≠schi nell’imminenza della libera ¬≠zione di Roma – che avvenne il giu ¬≠gno successivo – allo scopo politi ¬≠co e propagandistico di accresce ¬≠re l’odio verso l’occupante. Si af ¬≠ferm√≤ anche che i tedeschi aveva ¬≠no affisso per tutta Roma manife ¬≠sti che intimavano agli attentatori di arrendersi e che Bentivegna, non facendolo, avesse causato l’eccidio delle Ardeatine.

Questa versione dei fatti √® infon ¬≠data. La ritorsione terribile fu ordi ¬≠nata a tambur battente e attuata in segreto. Tuttavia i gappisti – an ¬≠che questo √® certo – non potevano pensare che l’attacco al Bozen, progettato ed eseguito mentre si negoziava per proclamare Roma citt√† aperta e rivolto contro un re ¬≠parto non impegnato nei combat ¬≠timenti, restasse senza conse ¬≠guenze per gli sventurati, ebrei e non ebrei, che erano in mani nazi ¬≠ste e fasciste. L’azione avrebbe po ¬≠tuto avere un significato se si fosse collegata a un’insurrezione citta ¬≠dina: che la placida Citt√† Eterna si guard√≤ bene dal tentare. Un altro aspetto della strage, da Bentive ¬≠gna sempre tenuto in sordina o su ¬≠bordinato a quelle che egli ritene ¬≠va esigenze insurrezionali, √® che per effetto della bomba persero la vita anche un bambino e sei civili italiani (il comando partigiano so ¬≠stenne poi che i civili erano stati colpiti a morte nella sparatoria for ¬≠sennata cui gli uomini del Bozen

s’erano abbandonati dopo lo scoppio). Nel suo libro Achtung banditen Bentivegna ha ri ¬≠vendicato la legittimit√† anche mora ¬≠le dell’attentato: aggiungendo: ¬ę√® veramente difficile dire DOPO se ci saremmo spontaneamen ¬≠te presentati ove ce ne fosse stata offerta PRIMA l’opportuni ¬≠t√† ¬Ľ.

Coraggiosissimo certo, Rosario Bentivegna. Ma anche un estremi ¬≠sta che pur nella Roma ormai pre ¬≠sidiata dalle truppe alleate era pronto a sparare. Il 5 giugno del 1944 – l’ingresso delle truppe del generale americano Mark Clark era avvenuto il giorno prima – Ben ¬≠tivegna ebbe uno scontro a fuoco con il sottotenente Giorgio Barbarisi della Guardia di Finanza e con un militare che l’accompagnava. Secondo il racconto di Bentive ¬≠gna i due erano intenti a strappare dalle bacheche d’un edificio che ospitava il Pci e le rotative dell’Uni ¬≠t√† gli striscioni con la scritta ¬ęViva gli eserciti alleati, viva l’Italia libe ¬≠ra ¬Ľ. Sia il Barbarisi sia Bentivegna, al cui fianco era ancora una volta Carla Capponi, erano armati e spa ¬≠rarono. Barbarisi fu fatto secco. Una Corte militare alleata condan ¬≠n√≤ in primo grado Bentivegna a 18 mesi di carcere per eccesso colpo ¬≠so di legittima difesa, successiva ¬≠mente una Corte d’Appello lo pro ¬≠sciolse per legittima difesa, ordi ¬≠nandone la scarcerazione.

In una pagina del volume L’Ita ¬≠lia della guerra civile – a quattro mani con Montanelli – avevo rie ¬≠vocato l’episodio accennando al ¬≠la condanna di primo grado, ma ignorando per negligenza l’asso ¬≠luzione piena. Bentivegna ci que ¬≠rel√≤ e dovette essere risarcito. Un combattente.

 

 


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Bart