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STORIA: Iconoclastia: l’immagine proibita

21 Ottobre 2011

di Costanza Caredio

Trovo la storia millenaria (330-1453) dell’impero bizantino interessante e ingiustamente trascurata. Per i propri intellettuali esso era il solo legittimo impero romano. I Bizantini infatti chiamavano se stessi ROMANOI, anche se la loro storia la scrivevano in greco. Nel secolo IX ci fu un progetto o tentativo di matrimonio tra Carlo Magno e l’imperatrice Irene, che avrebbe riunito i due spezzoni dell’antica eucumene. Ma “i Bizantini non avevano la minima intenzione di accettare uno zotico, un Franco con le sue ridicole brache gialle che parlava una lingua incomprensibile e non sapeva neppure tracciare il proprio nome”(NORWICH). Irene fu deposta, ma era stata proprio lei a porre fine al movimento iconoclasta antioccidentale, sostenuto dai precedenti imperatori. Questo partito, appoggiato dall’esercito, aveva imposto la distruzione delle ICONE, bellissime immagini, ritornate ora di gran moda. Esse illustravano nei monasteri, dei quali erano la principale attrattiva, la dogmatica cristiana, dopo che statue e dipinti pagani erano stati distrutti dai fanatici di ogni tendenza. L’iconoclasmo fu certo esercitato anche sulle persone: basta pensare alle orrende mutilazioni che subirono molti Potenti caduti in disgrazia: il naso mozzato era il più dissacrante.

Queste vicende storiche richiamano alla mente l’arte contemporanea. Alain Besaní§on ne “L’immagine proibita” ricorda il divieto biblico, comune alle tre religioni abramitiche, costantemente ripetuto e rafforzato da adeguate maledizioni: “non innalzate idoli o pietre sacre””niente statue di uomo, donna, animale, uccello, pesce…”.  Besaní§on inquadra l’iconoclastia moderna nella ricerca dell’Assoluto, propria della filosofia occidentale. Una verifica è d’obbligo per la mostra di Picasso, attualmente a Pisa.

Questo artista, a mio avviso, dà un’impronta quasi giocosa e carnevalesca al suo stile iconoclasta, quasi ne avesse voluto scongiurare le potenzialità distruttive per indirizzarle verso la fantasia, il gioco, la rivisitazione degli stili dei vecchi maestri, ponendoli fuori della realtà (Surrealismo).

Esaurito presso l’editore, “L’immagine proibita” è disponibile presso la Libreria Planetaria.


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