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STORIA: La Provincia

7 Settembre 2012

di Costanza Caredio

In virtĂą della sua storia, Lucca dovrebbe aspirare al ruolo di capitale della Toscana, non solo della Provincia. Si tratta di una cittĂ -stato dove il governo delle Grandi Famiglie si perpetua dall’epoca degli Etruschi, e ha sempre assicurato Buon Governo, legge e ordine entro le sue mura.
Conserva la struttura di cittĂ  romana: il cardo, il decumano, l’anfiteatro, Campo di Marte, il Foro. Con essi si armonizzano i fossati, le mura medievali e rinascimentali. I suoi archivi richiamano studiosi da tutto il mondo. Le sue cento chiese sono intatte.
La sua storia ci consente in particolare di capire la funzione della Chiesa dopo la caduta dell’impero romano, l’inserimento senza traumi delle tribĂą ariane del nord, la formazione delle Pievi di montagna con il loro programma civile: registrazione di nascite e di morti, conservazione del latino nei contratti per gli scambi e le vendite, il codice-base di comportamento (il decalogo), tasse accettabili (decima). E’ la Chiesa con i suoi vescovi (ex funzionari romani) che guida il passaggio dal vecchio sistema pagano, creativo ma settoriale, al nuovo assetto universale (cattolico), non rinunciando mai alla distinzione fra le diverse civiltĂ  e popoli (dogma trinitario). La nostra civiltĂ  era e dovrĂ  essere, stanziale, agricola, basata sullo sfruttamento del suolo.
La storia di Lucca mette in evidenza le grandi questioni italiane: l’autonomia delle cittĂ , i rapporti con il contado, le lotte corporative, ma anche la loro composizione, il ruolo del Papa e quello dell’Imperatore.
Nel ‘500 le Grandi Famiglie rifiutano il Protestantesimo: seguirĂ  l’abnorme proliferazione degli ordini religiosi: era una scelta mortificante che tuttavia evitava conflitti locali e internazionali.
In confronto la storia di Pisa appare limitata dalla perdita dell’indipendenza: va a suo merito di essersi dedicata allo studio e alla ricerca.
Livorno è creazione di “immigrati recenti” chiamati dai Lorena per dare impulso all’economia. Ma non è un caso se a Livorno nel 1921 si consumò la scissione che paralizzò e distrusse l’opposizione democratica.
L’evento con il pericolo di intervento straniero, provocò anche la risoluta “discesa in campo” delle Associazioni degli ex-combattenti, affermatesi poi nel Paese con il nome di Fasci.
Una Grande Provincia sveglierebbe la Bella Addormentata.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart