Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Sulle elezioni non prendiamoci in giro…

8 Dicembre 2012

… visto che già ne abbiamo avuto abbastanza di quanto ci ha combinato Sua Eminenza Reverendissima Giorgio Napolitano. Scrivo “Sua Eminenza Reverendissima” (e potrei anche scrivere Peppone promosso monsignore) giacché la sentenza della consulta ha, a semplice richiesta, sostanzialmente elevato al rango di confessione le telefonate tra Napolitano e Mancino, e Napolitano ha voluto farci intendere che il suo s.o.s. lanciato alla consulta è stato dettato dal nobile e religioso proposito di lasciare anche ai suoi successori le prerogative di cui si è praticamente incoronato con le sue stesse mani, come fece Napoleone quando quel 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano afferrò la corona di ferro e se la pose sul capo nominandosi re d’Italia e pronunciando la storica frase: “Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca”. Come vedete la consulta conosce bene la storia, e non vedendo all’orizzonte un nuovo Napoleone, s’è acconciato a raffigurarne uno in sintonia coi decaduti tempi che stiamo attraversando.

Su MicroMega, stamani, Paolo Flores d’Arcais, rispondendo a Eugenio Scalfari, in buona sostanza ci conferma in quali mani è posta l’Italia, ricordando “quello stesso Napolitano che nel Congresso del Pci chiamato a discutere la rivolta operaia d’Ungheria del ’56 (“fascista” secondi i gerarchi dell’Urss) e a reprimere il dissenso motivatissimo di Antonio Giolitti contro i carri armati, si esibiva in un peana staliniano d’annata: “L’intervento sovietico in Ungheria … ha contribuito, oltre che ad impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione … a salvare la pace nel mondo”.

Molti italiani si sono ormai fatta l’opinione che il contenuto di quelle telefonate sia inquietante, molto inquietante, e mentre non condivido l’arrendevolezza della vedova di Paolo Borsellino nei confronti del comportamento di Napolitano, sono del tutto d’accordo con il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, il quale, a motivo dell’intrusione di Napolitano nella vicenda, ne ha chiesto, ma invano ahimè, ripetute volte l’impeachment.
Impeachment che avrebbe molto probabilmente avuto un seguito se il comportamento di Napolitano fosse stato tenuto, ad esempio, da Francesco Cossiga.
È la solita minestra dei due pesi e due misure che il Pd ci ha abituato ad ingoiare in questi anni, e che si propone di ripetere anche oggi, quando si è saputo della candidatura di Berlusconi.

A scanso di equivoci, io sono della schiera di coloro che considerano Berlusconi un politico diventato, per le promesse mancate, inaffidabile, e dunque il suo ritorno in campo è un errore madornale. In ogni caso, non credo di sbagliare, anzi, sono sicuro che il risultato delle prossime elezioni politiche sia scontato: a vincere sarà la strana coalizione Pd-Sel, la quale, se si dovesse aggiungere anche l’Udc, diventerebbe ancora più bizzarra. Posto che la Chiesa ha già dato l’altolà a Casini per un’alleanza con Vendola, la domanda è: Quanto potrà mai durare una simile coalizione, composta da partiti che sulle questioni fondamentali (per esempio sull’agenda Monti) la pensano all’opposto l’uno dell’altro?

Quando le agenzie di rating si preoccupano del dopo Monti (sostengono Monti poiché fa gli interessi della finanza internazionale e non quelli del 60% degli italiani rappresentati dal ceto medio) non lo dicono a causa del ritorno sulla scena del pericolo pubblico numero 1, destinato a svolgere, semmai, un ruolo di opposizione, ma perché chi vincerà le elezioni non sarà in grado di dare una direzione di marcia al Paese. Non è difficile prevedere che il nuovo governo che nascerà dalla vittoria del centrosinistra avrà una durata breve se non brevissima, e gli italiani dovranno, il giorno delle elezioni, mettere in conto che di lì a pochi mesi saranno costretti a malincuore a ripeterle, e non potranno esimersi dal riflettere se sia ancora possibile andare avanti così.

Dunque, attenzione a non equivocare i gridi di allarme che si leveranno, tutti giustificati falsamente dal rientro di Berlusconi. La verità è un’altra, ed è purtroppo quella che mette in evidenza come nel nostro Paese non sia più possibile garantire la governabilità ai nostri partner internazionali.

Altre falsità che circolano: con la sua decisione di ieri, il Pdl è un irresponsabile, giacché le elezioni anticipate faranno risalire lo spread. Non è vero.
Non è vero, poiché anticipare le elezioni di un mese (erano previste per il 6 aprile) non modifica affatto il disastrato quadro futuro della ingovernabilità. Questa è del tutto estranea e intoccata dalla scelta di votare a marzo o a aprile. Sarebbe stata, questa scelta, rilevante per i mercati se la scadenza della legislatura fosse prevista fra due o tre anni (come accadrà quando a governare sarà la coalizione di centrosinistra, che dovrà dimettersi frettolosamente), ma lo striminzito mese di differenza tra aprile e marzo non inciderà per nulla nelle valutazioni internazionali, non essendo questa la preoccupazione del mondo finanziario, il quale teme soprattutto l’avvento al potere del partito di Vendola, il quale sarà arbitro delle sorti del governo, così come lo furono prima Casini e poi Fini per le sorti del governo Berlusconi.

È l’architettura dello Stato che deve cambiare, e come ci insegna la mancata riforma della legge elettorale, l’Italia è un Paese mummificato. Il suo sembra essere il tempo delle ere geologiche. E davanti a noi si è ormai delineato un perenne presente lanciato verso l’infinito.


Letto 1487 volte.


3 Comments

  1. Commento by Giorgio Sobrero — 9 Dicembre 2012 @ 00:44

    Io me ne sono ritornato in Stati Uniti, ma lasciandomi dietro parenti ed amici per i quali soffro non vedendo uno sbocco alla crisi dell?Italia che non è solo economica, ma politica, sociale ed anche etica.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Dicembre 2012 @ 00:49

    Caro Giorgio, questa crisi durerà ancora molto. Quasi sicuramente nel prossimo autunno avremo la crisi di governo provocata dalla maggioranza litigiosa di centrosinistra che uscirà quasi certamente dalle elezioni di febbraio/marzo.
    Non sarà possibile che il Pd e Vendola vadano d’accordo.
    A mio avviso, il peggio deve ancora venire.  

  3. Commento by Giorgio Sobrero — 9 Dicembre 2012 @ 23:57

    Caro Bartolomeo, vorrei poter essere ottimista, ma vedo anch’io nero per la somma di fattori negativi che condannano l’Italia ad un inesorabile declino, per uscire dal quale saranno necessari cambiamenti drastici che non riesco a vedere come potrebbero verificarsi.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart