Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Torna la casa di Montecarlo

29 Settembre 2012

Si legge qui, qui, qui e qui che in un computer non appartenente a Valter Lavitola è stata trovata la bozza di una lettera, mai recapitata, in cui l’ex direttore del giornale socialista “Avanti!” redige l’elenco di una serie di spese da lui sostenute per favorire Silvio Berlusconi. Tra queste spese ne sono indicate alcune che riguardano il suo viaggio a Santa Lucia per procurarsi i documenti dai quali si è ricavato che il proprietario della casa di Montecarlo è in realtà il cognato di Gianfranco Fini. Il quale ha sempre sostenuto che quei documenti erano falsi, “una patacca”.

Letta la notizia, l’attuale presidente della camera ha dato del “corruttore” a Silvio Berlusconi ritenendo di trovare nella bozza la conferma della falsità di quei documenti, i più importanti dei quali intestati al governo di Santa Lucia, che lo avrebbero incastrato di fronte all’opinione pubblica.
Naturalmente è arrivata subito la risposta di Berlusconi che ha minacciato querela, poiché l’accusa di Fini – sostiene il suo portavoce Bonaiuti – si basa su di un documento ancora non riconosciuto da Lavitola e neppure passato al vaglio dell’autorità giudiziaria.

I miei lettori sanno come la penso sull’affaire Montecarlo. Ne ho scritto moltissimo, poiché la faccenda è stata gravida, e per me ancora lo è, di comportamenti oscuri (la solita trasparenza che manca agli uomini delle istituzioni) che mi hanno indotto a pensare che Fini possa in qualche modo essere implicato nella vicenda, parendomi impossibile che non abbia saputo niente circa i compratori effettivi di quella casa, che non gli apparteneva ma apparteneva al partito, e che risultava liquidata ad un prezzo molto basso rispetto a quello di mercato.

Ma non sto a rifare la storia, che del resto è nota, se non a tutti, a molti, e sicuramente ai miei lettori.
Quello che oggi trovo strano nel comportamento di Fini è la rivendicazione di un fatto da lui sempre asserito, ossia che quei documenti sono falsi, traendone la conferma da una bozza in cui tutto questo non sta scritto.

Infatti la bozza di lettera trovata nel pc si limita ad elencare le spese sostenute da Lavitola per reperire i documenti, e a riguardo della loro autenticità si trova addirittura scritto: “Le portai i documenti originali di Santa Lucia”. Dunque? Dove sta scritto che sono falsi? Non toccherebbe a Fini, prima di lanciare certe accuse, dimostrare che sono falsi?
Forse Fini ha messo le mani avanti, cercando di sfruttare una situazione al momento ancora poco chiara? Forse la lingua batte dove il dente duole?

Se la bozza rinvenuta nel pc è autentica (avremo certamente degli sviluppi nei prossimi giorni) e contiene un po’ di verità, potremo dedurne soltanto che Berlusconi si è interessato per il reperimento dei documenti, ma non che si sia interessato alla fabbricazione di un falso. Se così fosse, perché allora chiamarlo corruttore?

Se, ad esempio, nel caso Napolitano, qualcuno facesse conoscere ai cittadini il contenuto dei nastri che contengono le secretate intercettazioni tra Mancino e Napolitano, e finalmente si potrebbero sciogliere i dubbi circa i comportamenti del capo dello Stato su di una materia delicatissima quale quella della trattativa tra Stato e mafia, chiameremmo questa operazione corruttrice?

Io non la penso così. Ciò che dall’uomo viene fatto, in ogni tempo ed in ogni circostanza, per l’affermazione della verità, ha il segno incontrovertibile della giustizia al suo più alto livello, una giustizia, cioè, al servizio dei cittadini, delle istituzioni e della Storia.

Dico di più: quando una verità (qualunque verità, ma soprattutto verità rilevanti quale ad esempio è quella sulla trattativa tra Stato e   mafia) ci viene ostinatamente nascosta, chi riesce a scoprirla e a diffonderla è un benemerito della Storia: e perché no? un eroe, se avesse dovuto malauguratamente pagarne il fio.


Gianfranco Fini querela “Libero”, qui e qui.

Qui, altra querela di Fini.


Letto 1546 volte.


2 Comments

  1. Commento by Giuseppe — 29 Settembre 2012 @ 15:08

    Il Suo ragionamento, come al solito, non fa una grinza. Ma occorre che anche Lei si convinca di una amara quanto innegabile realtà: a taluni è consentito dare del corrotto, del buffone o di scagliargli contro una pietra. Secondo gli attuali interpreti del diritto (sempre più storto) non ci saranno conseguenze penali nè patrimoniali. Ad altri invece….

    Caro Dott.Di Monaco, mala tempora currunt!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Settembre 2012 @ 15:26

    Bisogna fare terra bruciata. Ormai, come ho scritto qualche giorno fa, le istituzioni sono marce dalla testa ai piedi.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart