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Un articolo che mette i brividi

20 Dicembre 2011

L’articolo è quello di Gianfranco Amato apparso ieri su Italia Oggi (ma si veda anche qui, dove fra l’altro troverete una elencazione dei conflitti di interessi presenti nel nuovo governo).

Mi si dirà: Quanto sei ingenuo, non le sapevi queste cose che sanno tutti?
Rispondo: Una cosa è averne la sensazione dai fatti che accadono, altra cosa è vedere messo nero su bianco il meccanismo che li produce.
Parlare di democrazia in un contesto simile è come parlare della luna.

La democrazia che credevamo di esercitare, anche in Italia, è una pia illusione. Non esiste.
Ci sono potenti associazioni internazionali che regolano i governi e i destini dei popoli. Vi troverete nomi e cognomi e molti esempi e circostanze credibili.

Ingurgitato il rospo, preso un attimo di respiro, la prima domanda che mi è salita alla mente è stata questa: Napolitano era a conoscenza di queste cose? È mai possibile che si sia fatto imporre da organismi siffatti lo strozzamento della nostra democrazia?

Che il governo Monti sia frutto di una specie di golpe, ne hanno scritto in molti, e perfino i costituzionalisti hanno fatto salti mortali per giustificare il comportamento di Napolitano.
Ma se è vero che questo golpe è stato costruito altrove e imposto al Paese, ciò mette il nostro capo di Stato in una posizione piuttosto delicata.

È bastato che la finanza internazionale, a bella posta provocata, abbia aggredito l’Italia, perché tutto si compisse e l’operazione partita da lontano esplicasse i suoi effetti.
Se poi fosse vero, come scrive l’articolista, che Enrico Letta fa parte dello stesso potente organismo internazionale al quale è iscritto anche Mario Monti, non solo ciò spiega il famigerato pizzino, ma l’atteggiamento fin troppo remissivo del Pd.

Si deve presumere che tanto Napolitano che il Pd abbiano, se non subìto, almeno accondisceso all’operazione?
Potevano sottrarvisi?
È stato l’antiberlusconismo a prevalere contro la ragione?
È stato perché non si riusciva ad abbattere Berlusconi per via democratica, che ci si è piegati ai diktat della finanza internazionale?
Si è preferito ferire la democrazia piuttosto che vedere ancora al governo l’odiato nemico?

Sono interrogativi che dovrebbero scuoterci tutti, giacché potrebbero essere davvero l’espressione di una realtà cinica e violenta, che si fa gioco della democrazia e di cui, a questo punto, non resterebbe in mano a ciascuno di noi altro che la vergogna.

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