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Una soluzione che non ha gambe

30 Marzo 2013

Spero di sbagliarmi, ma la soluzione inventata da Napolitano non ha gambe, e molto probabilmente non ha nemmeno testa.

È nato un invertebrato che può al massimo sgusciare tra i problemi, anziché risolverli. Mi vengono in mente gli escamotage ipocriti e inverecondi propiziatici dalla prima repubblica, a cominciare da quelle convergenze parallele frutto della speciosa creatività politica di allora per legittimare ogni pasticcio dei manovratori della locomotiva Italia, che proprio a partire da quegli anni ha avviato un percorso accidentato il cui risultato è sotto gli occhi di tutti. A forza di continui deragliamenti, il treno ha perso la sua direzione di marcia, e oggi viaggia alla ventura.

Napolitano ha fatto un pourpuri tra la proposta bersaniana del doppio binario, e la prosecuzione di un governo zombi, il quale non è stato sfiduciato formalmente dal parlamento, ma ufficialmente dal partito di maggioranza (Pdl) che lo sosteneva. Dunque: ci troviamo di fronte ad un altro dei ridicoli deragliamenti a cui la mala politica ci ha abituato, facendoci diventare ciechi e sordi.

Un governo a cui è stata sottratta la fiducia del maggior partito della coalizione che lo sosteneva può rimanere in carica – ce lo dice la Costituzione – per il solo disbrigo della ordinaria amministrazione. Ora ditemi se questa che si legge nella nota di Napolitano è ordinaria amministrazione: “Il governo di Mario Monti è pienamente operativo e a breve varerà una serie di provvedimenti anti-crisi”.

Notate il pienamente operativo, che è davvero un contorcimento da far venire i brividi, ove si pensi che il governo Monti è stato, proprio per la sfiducia del Pdl, da subito chiamato governo dimissionario, per il quale valgono i vincoli limitativi dell’ordinaria amministrazione. Vorrebbero farci credere, insomma, che i provvedimenti anticrisi che Monti dovrà presto adottare sono provvedimenti di ordinaria amministrazione.
Che sia il capo dello Stato a venderci questa merce avariata è inammissibile.

Si pensi poi alla situazione, che credo non abbia precedenti, del governo Monti, che è stato dimissionato da parlamentari facenti parte della precedente legislatura, i quali sono stati sostituiti in larga parte, e non siedono più in parlamento.
Ci troviamo in presenza, ossia, di un governo espressione di un parlamento che non esiste più, cancellato da una recente tornata elettorale.

Ciò toglie senza alcun dubbio ogni legittimità al governo Monti, e non può dargliela certo Napolitano, ma solo il nuovo parlamento, esprimendo una fiducia nuova di zecca. La si vuole evitare per non mettere in difficolta i partiti? Purtroppo non si può evitare. Stiamo vivendo (se non viene fermato in tempo) ad uno dei più gravi strappi alla costituzione e alla democrazia. Si costringe il parlamento ad operare con un governo che non ha ricevuto la sua fiducia e che è stato massicciamente rifiutato dall’elettorato. Un vulnus incredibile!
Tutto questo per quanto riguarda il governo.

L’altra pensata mostruosa riguarda la costituzione di due gruppi distinti che dovranno provvedere a risolvere problemi istituzionali e problemi economici. Si è usata una formula nuova per dire una cosa vecchia: una specie di bicamerale (nessuna donna è stata scelta, vediamo che se ne dirà) la quale avrà tempi lunghi e sarà, come le precedenti, inconcludente. Al più partorirà un topolino che non modificherà la triste situazione in cui l’Italia è precipitata.
Napolitano ha messo in piedi una macchina schizofrenica che produrrà cattivi frutti.
La seconda repubblica muore nel peggiore dei modi: replicando ed esaltando le alchimie ingannevoli e improduttive della prima repubblica.

A questo punto la soluzione migliore, vista l’incapacità ad essere efficaci e trasparenti, nonché rispettosi della volontà popolare, imbastardita ed umiliata invece dalla decisione quirinalizia, sarebbe stata quella delle dimissioni anticipate del capo dello Stato, divenuta figura ormai speciosa ed ingombrante (per lo spread valgono più le soluzioni chiare di quelle pasticciate). Il nuovo capo di Stato, nel pieno dei suoi poteri, sarebbe stato nelle condizioni migliori di quelle in cui si trova impantanato Napolitano per dare un governo al Paese, o, in alternativa, per dare di nuovo la parola agli elettori.

Il vecchio Napolitano, formatosi al tempo delle convergenze parallele, è stato travolto, proprio negli ultimi giorni del suo mandato, dai puerili ricordi di gioventù.


Qui, analoghe osservazioni fatte da Renato Brunetta il 31 marzo.


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