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Un’altra vergogna dei finiani

1 Dicembre 2010

Ricordate quando Cicchitto diceva ai finiani che una volta che nel Pdl si erano prese delle decisioni, anche a maggioranza, queste dovevano essere rispettate da tutti?

Certo che le ricorderete perché ad esse Fini e i finiani rispondevano che ciò denunciava una mancanza di democrazia all’interno del Pdl.
Insomma, il controcanto di Fini era legittimo e democratico.
Ma la storia è vindice, soprattutto coi bugiardi e con i traditori.

Vale la pena (non per farci soltanto due risate, ma per riflettere su quanto sia scesa in basso la politica del Fli) riportare per intero quanto si legge qui. Chi parla è Fabio Granata, uno dei pasdaran (il grassetto è mio):

“La linea di Bastia umbra non è cambiata di una virgola, quindi voteremo compatti la sfiducia al governo e se due o tre indecisi tra noi si dovessero astenere si metterebbero automaticamente fuori da Futuro e libertà“. Fabio Granata, interpellato dall’Agi, non ha dubbi sulla linea di Fli rispetto al voto del 14 dicembre. “Quindi non esiste nessuna spaccatura tra i finiani”.
“Non ci sono spaccature – risponde il vicepresidente della commissione antimafia – si tratta di ricostruzioni giornalistiche fuorvianti, perché la stragrande maggioranza di Futuro e Libertà è compatta sulla linea delineata da Fini a Bastia umbra e la nostra prassi vuole che, una volta stabilita la posizione del gruppo, tutti vi si conformino“. Così, spiega ancora Granata, “è stato per la riforma dell’Università. Io ad esempio ero contrario a questa riforma in questo momento, ma quando Fini l’ha valutata positivamente, mi sono uniformato“. E sul voto del 14 scandisce: “Una volta assunta una decisione dal gruppo non è pensabile che qualcuno si possa astenere, anche perché se il governo ottenesse la fiducia per due o tre voti si darebbe spazio in tal modo a illazioni su accordi sottobanco che noi non intendiamo tollerare”.”

Dunque: se qualcuno dei finiani osasse non rispettare le decisioni prese dagli organi del Fli, sarebbe fuori dal Fli.
Ciò di cui hanno incolpato il Pdl è proprio ciò che essi minacciano ai propri parlamentari.

In realtà è una regola democratica quella che vuole che all’esterno la linea di un partito, una volta assunta una posizione, anche solo a maggioranza, sia portata avanti da tutti.

Ma quando lo sosteneva il Pdl rispondendo alle accuse del Fli, i finiani si sbracciavano a dire che era sintomo di una dittatura, e l’opposizione evocava addirittura il centralismo democratico, una ghigliottina che non è mai appartenuta al Pdl, ma proprio agli ex comunisti.

Nel momento in cui questa posizione viene però assunta dal Fli, ecco che quanto ha sempre sostenuto il Pdl diviene cosa buona e giusta.

E lo è, ma per esserlo non aveva certo bisogno della certificazione né del Fli né dell’opposizione.
In tutti gli organismi ci si comporta così. Le decisioni assunte a maggioranza valgono per tutti.

Tornando quindi al controcanto di Fini, oggi anche Granata, come Bocchino & c., se le parole hanno un senso, dovrebbero fare mea culpa e riconoscere che Fini si è messo fuori dal Pdl da solo, e nessuno lo ha mai cacciato. Non lo riconosceranno mai, ma la risoluzione del 29 luglio altro non è stata che un forte richiamo a rispettare la disciplina di partito. Lo stesso richiamo (là era scritto, qui è orale) che ieri ha rivolto ai suoi anche Granata. Non accorgendosi, però, della palese contraddizione.
Finiano sinonimo di ipocrisia e vergogna, dunque.

Come pure è una vergogna che in un momento di crisi internazionale come quella che stiamo vivendo, e di grandi speculazioni contro i Paesi europei più esposti (finora Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ma a rischio è anche l’Italia) i finiani, anziché dare una mano a governare, essendo stati eletti nel Pdl, votino il 14 dicembre (come hanno annunciato) la sfiducia, massacrando la governabilità. Il loro sogno di traditori è, infatti, quello di mettere su (come ha detto il finiano Campi a Ballarò ieri sera) un governo di emergenza nazionale con tutti dentro, meno, ovviamente, Berlusconi. Una specie di nuovo compromesso storico che chi ha la mia età sa bene quale enorme potenziale distruttivo dell’economia racchiude in sé. Un governo non solo litigioso e inefficiente, ma un governo caratterizzato dalla propensione alla spesa pubblica per accontentare tutti.

Così l’effetto Grecia sarebbe assicurato, con buona pace degli italiani.

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6 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 1 Dicembre 2010 @ 09:09

    Futuro e libertà, Fare futuro. Troppo futuro per perseguire il ritorno al passato, con il ripristino della vecchia  legge elettorale. Veltroni pure concorde. Boh!

  2. Commento by Simone — 1 Dicembre 2010 @ 10:08

    Dopo l’antiberlusconismo questo blog apre la fase dell’antifinismo.

  3. Commento by Felice Muolo — 1 Dicembre 2010 @ 10:35

    Se è stata accantonata la vecchia legge elettorale, vorrà dire qualcosa.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Dicembre 2010 @ 12:31

    Simone, non ti sei ancora accorto che questo blog è antifiniano da molti mesi.
    Sei un lettore distratto, come ho già avuto modo di dirti.
    Il pericolo di una saldatura tra ex-comunisti ed ex-fascisti esiste. Già hanno in comune l’ambiguità e l’ipocrisia.

  5. Commento by Felice Muolo — 1 Dicembre 2010 @ 16:09

    Siamo realisti: cosa sperano di ottenere i finiani, alleandosi con il PD o con il nuovo centro che per governare deve allearsi con il PD? Non più di quello che hanno. Più probabile  si ritroveranno con un pugno di mosche. Non credo che buona parte dei finiani di oggi  non lo capiscano. Su questi Berlusconi conta per continuare a governare.

  6. Pingback by Un'altra vergogna dei finiani- Rivistaeuropea — 2 Dicembre 2010 @ 05:00

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