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Volete la politica delle chiacchiere? Ascoltate Fini

5 Maggio 2010

Eccovi subito un esempio, che prendo da qui:

“Il presidente della Camera rileva inoltre che in questi anni “la cultura del sondaggio è divenuta l’unico strumento di strategia politica”. Per uscire da questa spirale “serve innanzitutto una cultura capace di pensare alle ricadute della politica sulla vita futura, serve una politica rinnovata e strategica. Una cultura libera dalle politiche della paura di ciò che è nuovo, dalla paura dell’altro e dell’immobilismo”. Il problema, osserva ancora Fini, è che “nel giro di 15 anni il mondo è cambiato profondamente, sono emerse nuove sfide ma la politica non è riuscita a modificare il suo linguaggio e ha preferito cavalcare la paura e il presentismo, abdicando invece a visioni di prospettiva”, preferendo in più “politiche del consenso di breve periodo”. Oggi, quindi il problema è che prevalgono “presentismo e localismo, due facce della stessa medaglia”.

Ho abbastanza anni per ricordare i discorsi di Aldo Moro. Oggi lo si onora, anche per la crudele ed ingiusta tragedia che lo colpì, ma a quei tempi l’inventore delle “convergenze parallele” era sbeffeggiato un po’ da tutti, e dalla sinistra in modo speciale.
Se ci si voleva riferire ad un discorso in cui si diceva tutto e il contrario di tutto, bastava citare Aldo Moro.

Fini non ha fatto nemmeno un passo più in là. Non è cresciuto, ma è invecchiato. È rimasto chiuso al politichese, non solo, ma tutti i cambiamenti avvenuti nella realtà, non solo italiani, gli sono passati sotto il naso, senza che se ne sia accorto. Se mandassimo lui al governo, ne faremmo di risate, alla Stanlio e Ollio, dove il presidente della Camera sarebbe Ollio, e Stanlio, ovviamente, Italo Bocchino.
Da sbellicarcisi.

Quando in tutto il mondo ormai si riconosce che nei partiti e in politica occorrono leadership forti, con qualità fuori del comune, Fini ci propone se stesso e dà il via a circoli in cui educare gli adepti al politichese, lingua criptica di cui tutti hanno ormai riconosciuto l’inconsistente presunzione.

Quando in tutto il mondo, in primis negli Stati Uniti, da sempre il valore della governabilità viene testato dai sondaggi, in modo che chi governa abbia anche la possibilità di correggere la rotta, Fini ci propone di chiedere di volta in volta la grazia alla Madonna.
Andiamo bene!

Pur di andare contro Berlusconi, Fini è diventato lo zimbello degli italiani.
Mi domando con che coraggio scuole ed istituzioni chiamino un tipo così a tenere concioni che infiascano il nulla. Fini gira più del Papa, più del capo dello Stato, più del presidente del Senato. Ma quanto ci costano le sue panzane?

Nessuno si prende la briga di fare due conti di quanto ci costa il presidente della Camera ogni volta che lascia Montecitorio, con tutto il suo apparato che nemmeno il Re Sole, per andare a fare l’untore manzoniano?


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Bart