Libri, leggende, informazioni sulla cittĂ  di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

A difesa di Feltri

4 Dicembre 2010

L’art. 21 della nostra Costituzione non lascia spazio ad equivoci:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autoritĂ  giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autoritĂ  giudiziaria, il sequestro della stampa periodica [c.p. 57, 58bis] può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denuncia all’autoritĂ  giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”

Ho voluto riportarlo per intero, e aggiungo che la libertĂ  di pensiero trova eguale riconoscimento e tutela anche negli artt. 10 e 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, affinchĂ© qualcuno mi contraddica se affermo che la sanzione inflitta dall’Ordine dei giornalisti a Vittorio Feltri di non scrivere per un periodo di tre mesi, viola la Costituzione.

I primi due commi hanno una tale potenza e determinazione che a nessuno è consentito di limitare la libertà di pensiero. Nei lavori costituenti non si sono avute eccezioni. Soltanto i commi successivi hanno richiesto un dibattito più articolato.

I commi seguenti, infatti, prevedono rigorosamente i casi in cui essa può essere limitata, e prevedono anche che tale limitazione debba essere sanzionata dall’autoritĂ  giudiziaria.
Nessun altro può farlo. Figuriamoci l’Ordine dei giornalisti, che può essere paragonato al consiglio direttivo, non so, di un’associazione calcistica, o di bocce.
Se un potere sanzionatorio della libertà di pensiero viene dalla Costituzione rimesso in capo alla sola magistratura, nessun altro può attribuirselo, nemmeno con norme interne le quali non potranno mai intaccare un valore così decisamente difeso dalla nostra Carta.

L’Ordine dei giornalisti è un ordine che va abolito non perchĂ© è un ordine professionale. Ce ne sono tanti altri che toccano funzioni non protette dalla Costituzione, e quindi, a meno che una legge non li abroghi tutti, possono legittimamente operare, ma l’Ordine dei giornalisti pretende di dispiegare il suo raggio di azione anche su un diritto tutelato dalla Costituzione, e per questo ha in sĂ© un contenuto eversivo che non può essere tollerato, ove persista nel pretendere di togliere ad un cittadino la libertĂ  protetta costituzionalmente. Esso può avere la sua ragione d’essere solo per altri scopi (assistenza, consultazione, interventi per difendere la libertĂ  di pensiero e non per impedirla, e così via), ma non può intervenire per sospendere la libertĂ  di pensiero.

Mi meraviglio che nessuno finora abbia fatto notare la illegittimitĂ  di una norma sanzionatoria della libertĂ  di pensiero contenuta nello statuto e nel regolamento dell’Ordine dei giornalisti, norma che non ha alcun rango per contrastare una disposizione costituzionale.

P.S. Nel consultare i lavori costituenti circa l’art. 21, mi sono imbattuto in una frase significativa pronunciata dal comunista Renzo Laconi: “Laconi. […] La Repubblica, giustamente diceva ieri l’onorevole Calamandrei, è una forma definitiva di regime. La decisione sulla forma repubblicana è sottratta alla nostra competenza di costituenti, perchĂ© il popolo stesso si è espresso su questo punto e ha dichiarato la sua volontĂ .”
Frase non contestata da alcuno.
Essa dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno, e forse ce n’è – quanto i padri costituenti avessero a cuore il rispetto della volontĂ  espressa dal popolo.
Ossia, quando un popolo si è espresso ed una decisione a maggioranza è stata presa (anche la forma repubblicana del nostro Stato fu decisa a maggioranza da un referendum che vide sconfitta la forma monarchica per pochi voti. Ancora si dubita addirittura di brogli per far prevalere la forma repubblicana), essa non può essere sovvertita.

Come vedete, quando il Pd chiede, insieme ad altri, il ribaltone, ancora una volta infrange la Costituzione. Invito Napolitano a tenere conto di quanto la sovranitĂ  popolare fosse considerata inviolabile dai costituenti, i quali non si sono mai permessi (e mai Assemblea fu piĂą autorevole) di andare contro la volontĂ  del popolo, sia pure espressa a maggioranza (e in quel caso addirittura con una maggioranza risicata).


Letto 1781 volte.


1 commento

  1. Commento by Simone — 4 Dicembre 2010 @ 17:19

    Bene! Allora cosa temi? Il governo di amnistizio non ci sarĂ ! Contento?

    Sembra che oramai tu sia l’unico ad averlo capito ma poco importa. Adesso che hai trovato la prova provata basta farlo sapere a chi di dovere.

     

     

     

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart