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Letta difende la Cancellieri. E Alfano e Quagliariello?

3 Novembre 2013

Mi dispiace per la Cancellieri, poiché ritengo esagerata la tempesta mediatica che si sta abbattendo su di lei per quella telefonata, come mi dispiacque della grancassa che fu battuta per la telefonata di Silvio Berlusconi alla Questura di Milano per Ruby. Non va dimenticato, tuttavia, che quest’ultima ha causato una condanna, con sentenza di primo grado, a 7 anni di carcere e altrettanti di interdizione dai pubblici uffici all’ex presidente del consiglio. Non si possono accettare due pesi e due misure e sarà interessante vedere come andrà a finire e se la disparità di trattamento, eventuale, farà aprire gli occhi a coloro che sono convinti che la legge sia uguale per tutti. Si è scritto da anni che Berlusconi era un cittadino più uguale degli altri e si è visto cosa gli è capitato. Ora vediamo se la Cancellieri è più uguale di Berlusconi.

Tra le sue dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa, due mi hanno colpito:

1 – “Il mio è stato un intervento umanitario, mosso da un detenuto che poteva morire. Se fosse morta cosa sarebbe accaduto?”;

2 – “non c’è proprio nulla di personale in questa storia e chi mi conosce bene sa che io mi metto sempre a disposizione di chi ha bisogno, ascolto le ragioni e gli appelli che mi vengono rivolti, cercando di risolvere i problemi. Chi mi accusa è un matto”

Mi scuserà il ministro della giustizia ma mi permetto di considerarle delle autentiche sciocchezze come lo furono le dichiarazioni che Gaetano Quagliariello rilasciò qualche giorno fa sulla necessità che il Pdl continui a sostenere il governo e su cui ho scritto qui.

Vediamole.

1 – “Se fosse morta, cosa sarebbe accaduto?”. Se non sbaglio è la Cancellieri che telefona alla compagna di Salvatore Ligresti, rimproverandosi di non essersi fatta viva a causa dei numerosi impegni. La telefonata , come il lettore potrà verificare da sé, contiene anche espressioni non concluse che lascerebbero supporre suoi giudizi negativi sul nostro Stato. Chi sarà chiamato a valutare il suo comportamento non dimentichi anche questo aspetto, che mancò invece nella telefonata, pur essa “umanitaria”, per Ruby, da parte di Berlusconi. Infatti considero il contenuto di questa intercettazione gravissimo, proprio per questi risvolti inequivocabilmente intuibili e lasciati in sospeso.

Ma il punto debole di quella dichiarazione rilasciata alla stampa sta nel fatto che il ministro si è surrogato, con una evidente forzatura, alle funzioni spettanti alle autorità preposte, tante è vero che Giancarlo Caselli si è affrettato a dichiarare (voleva favorire la Cancellieri ma, come si dice, si è dato la zappa sui piedi) che alla procura di Torino si erano già adottati provvedimenti atti a tutelare la figlia anoressica di Ligresti prima ancora che pervenisse la richiesta del ministro.

Dunque il ministro ha ritenuto inadeguate le strutture dello Stato e incompetenti i suoi funzionari ai fini della salvaguardia della salute dei detenuti, anzi di una detenuta speciale, la quale non va dimenticato era la datrice di lavoro del figlio che, licenziato per incompatibilità dopo appena un anno di lavoro, se n’è andato con una liquidazione da re Mida, 3,6 milioni di euro.
Il che aggrava l’interessamento della Cancellieri in favore dell’imputata. Si ricordi che ci sono infatti, anche differenze tra i due interessamenti: Berlusconi ha telefonato per assistere una giovane sbandata e trattenuta solo per questo motivo in attesa di essere consegnata ad una casa per giovani disadattate oppure a persona di fiducia. Berlusconi si limitò ad indicare (sbagliato o no che fosse) l’ex consigliera Minetti. La figlia di Salvatore Ligresti invece ha dei conti con la giustizia da chiarire e sistemare. Mi pare che la differenza non sia di poco conto.

2 – “Chi mi accusa è un matto”. Berlusconi si limitava a dire che era un perseguitato politico, e che era innocente. La Cancellieri si permette di dare del matto a chi ha delle riserve sul proprio comportamento, che infatti non è stato opportuno, come ho scritto sopra.

Queste mie osservazioni sono sufficienti, a mio avvviso, a dare al caso una gravità assai più pesante di quella attribuita dalla sentenza di Milano alla telefonata di Silvio Berlusconi.
Non solo quindi del caso dovrà interessarsi da subito la magistratura assicurando un esito almeno equamente raffrontabile con la condanna comminata a Berlusconi, ma la Cancellieri ha, in sovrappiù, la sfortuna di trovarsi ministro in un governo il cui vice premier, Angelino Alfano, appartiene ancora al Pdl, il partito politico che ha protestato e difeso Berlusconi nei confronti della sentenza milanese. Si adeguerà costui alla blindatura protettiva già messa in atto dal premier Letta?

Angelino Alfano (che l’altro giorno si è affrettato a dichiarare che le accuse alla Cancellieri sono strumentali), inoltre, non è il solo ministro del Pdl presente nella compagine ministeriale. Insieme con lui ce ne sono altri quattro e in particolare c’è quel Gaetano Quagliariello che ha fatto di tutto per mascherare il suo tradimento e che ora si trova con le spalle al muro. Ma se su di lui, e forse su Alfano, non potremo contare, la domanda è:   Ce ne sarà almeno uno tra i governativi del Pdl che non la farà passare liscia alla Cancellieri, quando il loro leader, per una telefonata di minore gravità, ha subito una dura condanna penale? Avranno tutti la faccia di bronzo?


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4 Comments

  1. Commento by zarina — 3 Novembre 2013 @ 08:40

    Premesso che sono d’accordo con le tue considerazioni,   qui c’è poco da girarci intorno:   le fattispecie sono identiche.   Se penalmente “grave” è stata considerata la “telefonata umanitaria” del cav. nel caso ruby   che lo   ha portato in men che non si dica ad una condanna   a 7 (!!) anni più altrettanti di interdizione,   parimenti   o forse anche più grave è quello della Ministra della giustizia, il cui esito non può che avere analoga   conclusione.     Ma proprio coloro che si stracciavano le vesti e invocavano la ghigliottina subito   per il cav.. ,   oggi sono già più prudenti, fanno distinguo, minimizzano e giustificano, si accontentano delle scuse, i più “esigenti” arrivano a consigliare la possibilità di valutare eventuali dimissiioni.
    Staremo   a vedere come finirà.
    Non ti nascondo che tra stolti e beoti   in crescita,   servi sciocchi, opportunisti e facce di bronzo, comimcio ad avvertire una forte crisi di rigetto per questo ex Paese.
    P.S.: ma come è possibile percepire una buonauscita di circa 4 milioni di euro dopo solo 1 anno di lavoro?

     

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Novembre 2013 @ 08:59

    “P.S.: ma come è possibile percepire una buonauscita di circa 4 milioni di euro dopo solo 1 anno di lavoro?”

    Da qui nasce il sospetto di un intreccio poco limpido.

  3. Commento by Giuseppe — 3 Novembre 2013 @ 11:23

    Ben detto, zarina: questo è un ex Paese, ridotto ormai a pura entità geografica. Del resto, molti anni fa Montanelli lo definiva nient’altro che un accampamento.
    Liquidazione da 4 mln dopo un anno? E la plusvalenza di 40 mln conseguita dall’Ingegnere (che paga le tasse in Svizzera) dopo appena tre mesi di partecipazione al capitale di una banca italiana? E, su altro fronte, lo scandalo dell’nterminabile processo ai nostri marò? E Cesare Battisti (pluriomicida condannato all’ergastolo e fuggito in Brasile con l’aiuto della Francia) che tiene lezione all’università?
    Paese strano davvero il nostro, dove i furfanti sono riveriti, i malandrini sono in libertà e gli imbecilli fanno carriera. Dove si rischia di essere condannati prima di essere processati e di farla franca dopo essere condannati. Dove solo il decoro sociale impedisce al ceto medio di rendere visibile la propria emergente povertà.
    Ci fosse almeno la speranza di cambiare le cose con il voto, come si augura l’ottimo BDM, ma io non ci credo. Non nel voto, che è la più alta espressione di una democrazia, ma nei…”votanti”.
    Non resta, dunque, che chiedere asilo alla Nuova Zelanda.
     

  4. Commento by zarina — 3 Novembre 2013 @ 12:49

    Proprio così, gentile Giuseppe. Se mi fosse possibile espatrierei molto volentieri.

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