Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Perché nel 2008 cadde il governo Prodi

24 Ottobre 2013

Ci troviamo di fronte ad un altro pietoso tentativo di impiegare la giustizia per finalità politica, e per fare questo ci si basa sulla menzogna. Per ora siamo al semplice rinvio a giudizio, ma ciò serve già a gettare fango sulla persona incriminata se poi risulterà innocente, e a certi magistrati questo risultato è più che soddisfacente.

Il dibattimento si dovrà tenere nel febbraio del prossimo anno e voglio sperare che il collegio giudicante non solo rispetti la verità storica ma anche la verità delle prove, che devono essere incontrovertibili, e non alla Esposito.

Anche quei non troppo lontani avvenimenti circa la caduta del governo Prodi, li ho vissuti come cittadino interessato alla politica da molti anni e li ricordo benissimo. Accadde una fatto spiacevole, la magistratura mandò un avviso di garanzia alla moglie di Clemente Mastella, leader dell’Udeur e forza di governo. Lo stesso Mastella ne faceva parte come ministro. Il quale accusò la magistratura di servirsi dell’avviso di garanzia per fare politica, e abbandonò la maggioranza.

Prima ancora che qualche manina antiberlusconiana manipoli internet a suo comodo, incollo qui la ricostruzione dei fatti, così come riportati da Wikipedia e che corrispondono a ciò che accadde e che anch’io ricordo:

“16 gennaio 2008. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (UDEUR), annuncia alla Camera dei deputati le sue dimissioni, dopo l’ordinanza di arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo firmata dal gip di Santa Maria Capua Vetere. Nella stessa giornata il ministro viene indagato per concussione e la Corte Costituzionale dà il via libera ai tre referendum elettorali. Tommaso Barbato, capogruppo al Senato dell’UDEUR dichiara: “Il 16 gennaio doveva essere il d-day contro l’Udeur, sul piano giudiziario e su quello politico. E così è stato”.

17 gennaio 2008. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che nel frattempo è risultato indagato dalla stessa Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, annuncia di confermare le proprie dimissioni dall’incarico e che quindi il suo partito, l’UDEUR, passerà ad appoggiare esternamente il Governo. Successivamente, il Presidente della Repubblica, Napolitano, ha firmato il decreto con cui si rendono effettive le dimissioni del Ministro ed ha affidato l’incarico ad interim a Romano Prodi.

21 gennaio 2008. Clemente Mastella annuncia che i Popolari UDEUR ritirano anche l’appoggio esterno al Governo per la mancata solidarietà politica (era venuta quella personale, di fatto lasciando un alone di sospetto su Mastella politico e l’UDEUR).”

22 gennaio 2008. A seguito dell’annunciato ritiro dell’UDEUR, il Presidente Prodi relaziona alla Camera dei Deputati la situazione di politica generale, e pone la questione di fiducia, dichiarando che successivamente farà lo stesso in Senato (dove, dopo il ritiro dell’UDEUR, il governo non dovrebbe più avere i numeri sufficienti).

23 gennaio 2008. Dopo l’intervento di Giorgio Napolitano in mattinata a Montecitorio per il 60 º anniversario della Costituzione repubblicana, il Capo dello Stato incontra Prodi al Quirinale. Nel tardo pomeriggio, la Camera dei Deputati conferma la fiducia al Governo, con 326 sì e 275 no.

24 gennaio 2008. Dopo il dibattito del Senato sulla fiducia, il governo è battuto con 156 sì e 161 no[qui]. Hanno negato la fiducia al Governo i seguenti senatori eletti in liste dell’Unione: Tommaso Barbato (UDEUR), Clemente Mastella (UDEUR), Lamberto Dini (Liberaldemocratici, eletto nella Margherita), Domenico Fisichella (indipendente, eletto nella Margherita), Franco Turigliatto (Sinistra Critica, eletto in Rifondazione Comunista), Sergio De Gregorio (Italiani nel Mondo, eletto nell’Italia dei Valori), che era già passato nella Casa delle Libertà nel settembre 2007. Si è astenuto (ma l’astensione al Senato ha effetto di voto contrario) il senatore Giuseppe Scalera (Liberaldemocratici, eletto nella Margherita). A seguito del voto negativo Prodi si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Il Presidente Napolitano invita il Governo a restare in carica per il disbrigo degli affari correnti.”

Invito il lettore a concentrarsi sulla data del 24 gennaio 2008, poiché è quella che riguarda la caduta del governo Prodi per la mancanza di fiducia al senato.
I magistrati di Napoli, che hanno ieri rinviato a giudizio Berlusconi per aver provocato mediante la corruzione del senatore De Gregorio la caduta del governo Prodi, dovrebbero spiegarci se il senato quel giorno abbia concesso a De Gregorio di votare per 5 volte, essendo mancati al governo Prodi proprio 5 voti. Se sì, allora al senato bisognerà mandare qualcuno in galera. Se, come è sicuro, sono state 5 persone distinte a votare contro il governo, i magistrati di Napoli devono spiegare agli italiani perché è il voto di De Gregorio quello che ha fatto cadere il governo Prodi, e non gli altri 4.
Questo è il primo inquietante interrogativo.

Il secondo riguarda il denaro che si ipotizza sia stato pagato da Berlusconi a De Gregorio.
Anche in questo bislacco rinvio si ripropone la teoria già applicata nel processo Mediaset. Ci sono soldi che girano ma non se ne trovano tracce. Nel processo Mediaset non si sono trovati i soldi che Frank Agrama avrebbe dovuto trasferire a Berlusconi quale sovrapprezzo in nero degli affari combinati con Mediaset; in questo caso ugualmente non si sono trovati passaggi diretti di denaro tra Berlusconi e De Gregorio, il quale dichiara di avere ricevuto i soldi tramite Lavitola (qui: “Proprio De Gregorio ha raccontato ai pm di aver ricevuto i soldi da Berlusconi tramite Lavitola.”).

Di quali soldi si tratta? Si parla di 3 milioni di euro.

“Uno versato nelle casse dell’associazione culturale Italiani nel mondo…in forza di regolare contratto depositato al Senato erano per l’attività politica del suo movimento”, e altri 2 in nero.

Però Lavitola, che questi soldi ha maneggiato, afferma che i 2 milioni non provengono da Berlusconi, ma:

“All’udienza preliminare, nell’aula del Tribunale di Napoli, l’ex direttore dell’Avanti ha reso dichiarazioni spontanee per più di un’ora. Lavitola, parlando a braccio, avrebbe ammesso di avere consegnato consistenti somme di denaro a Sergio De Gregorio, ma ha affermato che quei soldi provenivano dal finanziamento al suo quotidiano, dei quali entrambi erano soci, e che parte del denaro era stato in precedenza prestato da De Gregorio allo stesso Lavitola.«Se avessi davvero portato soldi sarei solo un vettore – ha sostenuto Lavitola – io portai soldi a De Gregorio ma era una partita di giro per l’Avanti ».” (qui).

Non conosco Sergio De Gregorio, ma mi pare che sulla base di questi risultati non si possa accusare Berlusconi di alcunché.

Domando, invece, vista la contorta personalità dell’ex senatore Idv (intasca i soldi poi – per ragioni di coscienza, così dichiarò qualche tempo fa – sporge denuncia di subìta corruzione, e nemmeno si impegna a restituire quei soldi!), se non potremmo trovarci di fronte ad una denuncia piuttosto sospetta.
Sarà interessante seguirne gli sviluppi. Quello che è certo, è che la partenza è già ricca di una buona dose di bugie.


Letto 2363 volte.


6 Comments

  1. Commento by ennio — 26 Ottobre 2013 @ 01:03

    Non c’erano dubbi che per Lei Berlusconi sia sempre innocente. Basta aspettare e l’articolo arriva … i n e v i t a b i l m e n t e  

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Ottobre 2013 @ 10:06

    Non mi pare che io difenda Berlusconi sempre. Lo difendo quando si combatte l’avversario politico con la menzogna. E questa della caduta del governo Prodi per colpa della compravendita di De Gregorio è una menzogna.

    Linko un articolo ben rispondente alla verità scritto da Paolo Guzzanti

    E qui parla addirittura Mastella, il protagonista di quella caduta.

  3. Commento by enzo — 27 Ottobre 2013 @ 09:22

    Mi sembra da ipocriti non accettare il fatto che Berlusconi è una persona che ha sempre cercato di comprare tutto e tutti, a cominciare dalle persone. Un sistema per ottenere quello che vuole e che lo ha accompagnato da sempre. Su una questione tanto importante e vitale per un paese democratico (almeno a parole) è evidente che gli italiani devono sapere cosa è realmente avvenuto e non può essere un singolo giudice a stabilire a priori quanto è accaduto. De Gregorio sta patteggiato una pensa per un reato legato alla questione.
    Comunque è un reato destinato alla prescrizione ….. stia tranquillo …

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 27 Ottobre 2013 @ 10:40

    @enzo

    Mi dilungherò anche nei suoi confronti poiché non mi pare al corrente dei fatti.

    De Gregorio ha già patteggiato ma per reati suoi che non riguardano la compravendita. Il sospetto di quanto racconta nasce proprio dal fatto che gli è stata applicata una pena lieve (resterà addirittura a casa) in cambio delle sue note dichiarazioni contro Berlusconi:

    “Quel che invece lascia di stucco è che il vero protagonista, l’ex senatore Sergio De Gregorio, il parlamentare di Idv passato al Pdl al centro della presunta compravendita, diventato il pentito-chiave dell’accusa dopo aver svelato il «patto scellerato » (guarda caso pochi mesi dopo aver schivato, grazie al «no » di Palazzo Madama, l’arresto per un’altra inchiesta in cui è coinvolto con Lavitola, quella per i fondi dell’Editoria all’Avanti!), al processo non ci sarà. Ha infatti patteggiato un anno e otto mesi, pena sospesa. Traduzione: processo finito, condanna lieve, appena 20 mesi sì, ma niente carcere.” (Maria Teresa Conti su “il Giornale”, 24 ottobre. Lo può leggere per intero nella mia minirassegna stampa, cercandolo qui)

    Lei enzo non ha ancora capito lo scopo dei miei articoli. Io non sono con Berlusconi (l’ultima volta non l’ho nemmeno votato, ma la prossima lo voterò), ma, per quanto possibile, desidero denunciare i fatti che considero pericolosi per la nostra democrazia. E contro Berlusconi se ne stanno consumando a iosa.

    In particolare denuncio: le sentenze che non rispettano il dettato costituzionale della prova al di là di ogni ragionevole dubbio, e i partiti che cercano di spacciare la menzogna per la verità. Sono manifestazioni di regime (si guardi il film Katyn per capire il secondo aspetto).

    La difesa forte che faccio per Berlusconi trova le sue radici in questo mio proposito. Le ultime sentenze emesse a suo carico non si basano su prove concrete. Basta leggere la sentenza Esposito, che si è inventato la prova logica (orribile, non le pare?). Come saprà, ho anche criticato la sentenza Quaranta che ha ordinato la distruzione dei famigerati nastri, perché si appoggia ad un articolo, il 271 cpp, che non c’entra per niente. Ho criticato Zagrebelsky che nel 2004, quale presidente della consulta, emise contro Cossiga una sentenza ispirandosi a principi ben diversi e rispettosi del dettato costituzionale. E ha taciuto una volta conosciute le motivazioni assurde della sentenza Quaranta.

    Ho difeso Marrazzo, quando il Pd lo espulse (per opportunismo) dal partito, poiché la sua colpa era quella di frequentare i trans, quando la politica del Pd si è sempre dichiarata rispettosa di ogni tipo di rapporto sessuale.

    Ho criticato Veronica Lario per aver divulgato problemi personali (anche di salute) su Berlusconi con quel brutto comunicato stampa. Quando ben altro deve essere il comportamento di una First Lady (si veda Jacqueline Kennedy a proposito del marito; si veda la moglie di Marrazzo, e così via)

    Così pure denuncio, ad ogni sua manifestazione, l’avanzata di un regime che a me non piace per nulla. Si diceva che Berlusconi era un dittatore (se lo ricorda? All’estero mi domandarono una volta se in Italia c’era la dittatura, facendomi trasecolare, e questo grazie alla propaganda dannosa di D’Alema, Eco, Camilleri, Benigni – ricorda il suo intervento al parlamento europeo? – sparsa ai quattro venti senza alcun rispetto per il nostro Paese). Era un’azione caratteristica dei regimi autoritari, spargitori di menzogne.

    Si è scritto del “metodo Boffo” a riguardo dell’articolo di Vittorio Feltri di qualche anno fa, ed ancora si fa sfoggio di questa falsa espressione da parte della sinistra, la quale finge di non sapere che effettivamente ci fu una sentenza definitiva che condannò l’ex direttore di Avvenire per molestie sessuali verso una donna. Una seconda parte dell’accusa di Feltri (ma solo questa seconda parte) riguardava una velina ricevuta da fonte autorevole (pare del vaticano) che ne dichiarava la omosessualità. Risultò essere una polpetta avvelenata senza base di riscontro, e Feltri chiese pubblicamente scusa. Ma si deve sapere (e non nascondere la verità per infangare Feltri) che Boffo fu veramente condannato con sentenza definitiva per molestie sessuali. il Giornale pubblicò la copia della sentenza. Boffo non era titolato perciò a giudicare, come fece e calcando perfino la mano (è ipocrisia, è malafede) il bunga bunga di Berlusconi. E’ una tipica propaganda di falsità spacciate per verità tipica di una ideologia totalitaria.

    1 – Sentenza Lodo Mondadori. Un giudice del collegio romano composto da 3 membri risultò corrotto. Si badi: i 3 membri avevano votato all’unamità riconoscendo la correttezza del Lodo, secondo il quale era stata rispettata la volontà dei vecchi proprietari di voler cedere la Mondadori alla famiglia Berlusconi. Si è gridato allo scandalo perché uno dei giudici fu corrotto da Previti e di fronte alla risposta che gli altri due (la maggioranza dunque) avevano votato a favore della sentenza si replicò che tutto il collegio ne era stato contagiato. Si è pretesa e ottenuta perciò la revisione del Lodo che ha riconosciuto a De Benedetti il risarcimento di un danno di oltre 500 milioni.
    2- Sentenza Esposito. Il Pdl ha chiesto la revisione della sentenza poiché il suo presidente aveva manifestato in pubblico la sua avversione per Berlusconi e dunque si sarebbe dovuto astenere dalla causa. Ilarità del Pd e la sua risposta (bella faccia tosta!) è stata assai diversa questa volta: ossia il collegio aveva deciso all’unanimità ed era composto da 5 membri e dunque ben quattro avevano approvato la sentenza. Perciò non c’era niente da rivedere. E’ il doppiopesismo tipico dell’ideologia totalitaria (in primis del comunismo), non le pare?

    Il non consentire che sulla retroattività della Legge Severino, si chieda il parere della consulta, sulla base del fatto che essa è stata approvata da tutti i partiti è un atto di regime. Oggi la Legge Severino è criticata anche dal Pg della Cassazione, e da politici di varia tendenza. Si ricordi che Violante (non certo berlusconiano) disse che era ragionevole la richiesta del Pdl di ricorrere al parere della Cosulta.

    I comportamenti di Napolitano sono incostituzionali e meriterebbero l’impeachment che non ci sarà, nonostante la richieste del M5Stelle, perché vi si oppone il Pd, che li chiese per degli innocenti quali Leone e Cossiga (per Cossiga l’impeachment lo chiese proprio Napolitano sostenendo che il picconatore usciva dai propri ambiti costituzionali!)

    L’ho già scritto: seguo le vicende di Berlusconi con particolare interesse e cura, poiché è stata la sua presenza sulla scena politica a far emergere una nuova marcia su Roma, che cominciò con l’operazione Mani Pulite e che ha trovato proprio in Berlusconi una insospettata e dura restistenza. Non amo molto le personalità smisuratamente ricche (avendo fatto il direttore di banca, so come si accumula il denaro e tante altre cose molto discutibili, tanto per uomini come Berlusconi quanto per uomini come De Benedetti; di sinistra e di destra). Se dico che non c’è imprenditore che non abbia evaso e non evada il fisco, ci colgo al 99%. L’evasione fiscale è un cancro del nostro Paese, difficilmente estirpabile, a meno che – come sostenne proprio Berlusconi – non si porti l’aliquota massima al 33%.

    Riguardo alla prescrizione e che Berlusconi possa così evitare il carcere, la rinvio a vari articoli con i quali ho sempre sostenuto (come la brava Santanchè) che Berlusconi avrebbe dovuto rifutare l’alternativa al carcere e esigere di finire dietro le sbarre. Una richiesta che sicuramente sarebbe stata, con varie scuse, rifiutata dallo Stato (Napolitano avrebbe perfino dato la grazia motu proprio per evitare lo scandalo), in quanto non si può mandare in carcere un cittadino sulla base di una “prova logica” e l’Italia avrebbe dato scandalo in tutto il mondo, almeno quello civilizzato.

    Si ricordi – l’ho scritto più volte – che tutti in Usa sapevano dei crimini commessi da Al Capone, ma senza la “prova al di là di ogni ragionevole dubbio” Al Capone continuava a commetterli in piena libertà. Solo quando lo Stato poté mettere le mani sui registri contabili segreti in cui era dimostrata la sua evasione fiscale, Al Capone finì alle sbarre.

    Fu una grande dimostrazione di corretto uso del diritto. A mio avviso, in Gran Bretagna nessun giudice avrebbe emesso la sentenza Esposito, e così in Francia, Germania e Spagna.

  5. Commento by zarina — 27 Ottobre 2013 @ 16:30

    Il commentatore dice con molta sicurezza che è un fatto che Berlusconi   ha sempre cercato di comprare tutto e tutti, specie le persone.   E’ il suo sistema. Punto.
    Domando: conosce molto bene Berlusconi? Ha lavorato a suo stretto contatto in tutti questi anni da imprenditore e da politico? Da addetto ai lavori, ha per caso seguito le sue vicende giudiziarie da vicino potendosi così documentare direttamente? Oppure fa affermazioni per sentito dire?
    E poi, anche gli elettori sono persone:   sembra razionale pensare che possa aver comprato dieci milioni di   elettori?
    O si è in grado di dimostrare con fatti, circostanze e documenti ciò che si afferma con tanta sicurezza, o   si fa del qualunquismo.   Meglio allora ammettere semplicemente   che si prova   antipatia   per una persona.
    E ancora: come mai fino al 94 nessun esponente di partito, incluso lo storico PC i cui vecchi   esponenti sono ancora in alto auge,   magistrato, tribunale, corte,   giornalista, intellettuale non   si era   accorto che in Italia circolava   questo male assoluto?   E si che tale pericoloso individuo non era proprio   uno sconosciuto a quegli   ambienti.

  6. Commento by enzo — 27 Ottobre 2013 @ 21:00

    fiumi di soldi sono andati a Verde, Mills, Tarantini, le varie olgettine, Lavitola …. e queste sono solo quelle provate e riprovate, si può discutere sul motivo ma la “generosità” del cavaliere tocca spesso persone in posizioni particolari. Comunque ve ne sono ben altra di largizioni …

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart