Rivista d’arte Parliamone

  • Vincenzo Pardini: “Il racconto della Luna”

    di Bartolomeo Di Monaco (Per acquistare il libro, qui) Trovo annotata, come sempre faccio, in calce al libro, la data in cui lo lessi per la prima volta: Nottingham, 19 agosto 1987, ore 12 (la data e l’ora di fine lettura).

  • Vincenzo Pardini: La volpe bianca e Il falco d’oro

    di Bartolomeo Di Monaco (Per acquistare il libro, qui) Ho scelto di esaminare congiuntamente i due volumi di racconti, “La volpe bianca”, del 1981, editore La Pilotta e “Il Falco d’oro” del 1983, editore Mondadori, in quanto il primo, libro d’esordio dell’autore, contiene 12 racconti, di cui ben otto confluiscono ne “Il falco d’oro”, la…

  • Sì, la vita può essere bella

    di Bartolomeo Di Monaco Dopo il libro “Omaggio a Vincenzo Pardini. Tra racconti e romanzi” (al quale a breve farò un aggiornamento avendo trovato tra le mie carte un bell’articolo che Pardini scrisse su Lucca),

  • Omaggio a Vincenzo Pardini. Tra racconti e romanzi

    di Bartolomeo Di Monaco (Per acquistarlo, qui) INTRODUZIONE al libro Così mi scriveva Vincenzo Pardini il 10 gennaio 2001 circa i suoi esordi con “La volpe bianca” e poi con “Il falco d’oro”, in cui confluirono 8 dei 12 racconti contenuti ne “La volpe bianca”, formando, con “Il falco d’oro” una raccolta di 20 racconti,…

  • Alcuni aspetti del costume amoroso della Francia medievale e moderna

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno VII – N. 36; Luglio-Agosto 1971; N. 37: Settembre-Ottobre 1971; Anno VII – n. 38; Novembre-Dicembre 1971; Anno VIII – N. 39; Gennaio-Febbraio 1972) PARTE PRIMA L’Uomo Trovo il segno della nostra impotenza ogni volta che penso ai secoli passati, ai quali l’uomo non può tornare.

  • Poveri e ricchi nel medioevo

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno IX- N. 45; Gennaio-Febbraio 1973; e N. 46; Marzo-Aprile 1973) PARTE PRIMA: La condizione dei poveri Ä– mia intenzione, con questo breve lavoro, ripercorrere il medioevo, alla ricerca di testimonianze che mi rafforzino nel convincimento che la storia è soprattutto una lotta, una guerra fatta, più che…

  • Storia: La stregoneria e la seconda realtà

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno IX – N. 49; Settembre-Ottobre 1973; Anno e N. 50; Novembre-Dicembre 1973 e Anno X – N. 51; gennaio-Febbraio 1974) “Non si deve ridere delle passioni e delle azioni degli uomini, né odiarle: è meglio comprenderle” Spinoza Parte prima Aldilà del significato religioso, per il quale Satana…

  • Stendhal: “La certosa di Parma”

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno X – N. 54-55; Luglio-Ottobre 1974) Le lodi che Balzac levò della “Certosa di Parma” appaiono al lettore di oggi certamente eccessive e dovute soprattutto alla suggestione che l’ampia scenografia dell’opera doveva dare ad una anima sensibile del secolo scorso;

  • Stendhal: “Il rosso e il nero”

    di Bartolomeo Di Monaco (Da. Sìlarus – Anno XI -N. 57; Gennaio-Febbraio 1975 – e N. 58, Marzo-Aprile 1975) Se è vero che ogni autore lascia l’impronta di sé nelle proprie opere, ciò ha particolare valore per gli scritti di Stendhal,

  • Thomas Hardy

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno XII – NN. 63 e 64; Gennaio-Febbraio e Marzo-Aprile 1976) Non sono molti i critici italiani che si sono interessati all’opera di Hardy;

  • Milan Kundera: “L’immortalità”

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno XLIII – N. 225; Gennaio-Febbraio 2003) Una donna all’incirca di sessanta, sessantacinque anni, è nell’acqua, ai bordi della piscina e esegue le istruzioni del giovane maestro di nuoto.

  • L’abate Galiani, il Machiavellino

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlaurs – Anno VII – N. 33; Gennaio-Febbraio 1971) Di napoletani che si tediarono di vivere a Napoli, credo che la Storia ce ne tramandi uno solo: l’abate Ferdinando Galiani.

  • Giulio Mozzi: “Le ripetizioni”

    di Bartolomeo Di Monaco “Mi siedo e scrivo” Con il 14 gennaio scorso mi sono incamminato verso un’altra meta, quella del compimento degli 80 anni, una bella età che può far dire a chi la raggiunga che qualcosa della vita probabilmente ha imparato e si porta sulle spalle un bagaglio di esperienze invidiabile.

  • Tobino scrittore

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus Anno XI -nn.60-61; Luglio-Ottobre 1975) Il manicomio di Maggiano (così sinistro di notte, con le numerose finestrelle illuminate) è in linea d’aria a circa un chilometro dalla collina di Cocombola, dietro casa mia.

  • Le parole di santa Gemma Galgani, un’esperienza di fede tra le più coinvolgenti

    di Bartolomeo Di Monaco (9 novembre 2015) Finora il mio accostamento alla “stimmatizzata di Lucca”, santa Gemma Galgani, era avvenuto tramite il libro “Gemma e altre storie lucchesi” a cura di padre Lorenzo Del Zanna, edito da Maria Pacini Fazzi nel 1983, che ha la prefazione dell’allora arcivescovo di Lucca, Mons. Giuliano Agresti.

  • La fortuna nella vita del Foscolo

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: “Sìlarus” – Anno VI – N. 31; Settembre-Ottobre 1970) La nota del prof. Reina sul Foscolo e M.me De Staël, mi ha riportato alla memoria il turbolento romantico « dal pelo rosso e la testa di fauno », come qualcuno amò descriverlo; e gradirei aggiungere questa mia, che ha l’occhio…

  • SCRITTORI DI GUERRA LUCCHESI: Raffaello Cei: “Il caporale”

    di Bartolomeo Di Monaco “Mi chiamo Raffaello Cei e quella che racconterò è la storia di una parte importante della vita che coincide con la mia giovinezza e con la tragedia di un intero popolo, di un paese attraversato dalla guerra.

  • SCRITTORI LUCCHESI: Oriano Landucci: “Nero Nero e Rosso Cremisi”

    di Bartolomeo Di Monaco I libri che hanno preceduto questo, uscito a fine 2020, hanno reso evidente la passione di Landucci per le ricerche d’archivio, con particolare interesse all’arte e alla storia, condotte con serietà e scrupolo.

  • Luciano Luciani: “Le donzelline. Donne d’amore nell’Italia rinascimentale”

    di Bartolomeo Di Monaco Dalla scuola lucchese sono usciti insegnanti che si sono dedicati alla scrittura. Tra questi Luciano Luciani, romano di nascita ma che ha trascorso a Lucca buona parte della sua vita, e da ultimo insegnando letteratura italiana e latina presso il locale prestigioso liceo classico “Machiavelli”. La sua attività non si limita…

  • Erasmo da Rotterdam

    di Bartolomeo Di Monaco (del 1973, inedito) Egli non concepì quell’atto che certamente lo avrebbe collocato tra gli uomini più grandi di ogni tempo. Il nome di Erasmo colpisce l’orecchio dello studioso suggestivamente e suscita rispetto;

  • Ben Jonson

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno VIII – N. 44; Novembre-Dicembre 1972) Il motivo della stabilità interiore è al centro di tutta l’opera del grande poeta e commediografo inglese. Ho pensato spesso ad un fenomeno che accade a me, ma anche, certamente, a tutti: sentirmi, cioè, il personaggio principale di una storia imponderabile,…

  • Apollinaire

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno VIII – N. 40; Marzo-Aprile 1972) Premessa La poesia non è, fortunatamente, privilegio di pochi, ma nasce in ciascuno di noi. Alcuni, e sono i poeti che tutti conosciamo, riescono a disciplinarla e a scriverla, consegnandola all’esterno; gli altri, invece, restano come soffocati da essa e il…

  • Mikail Lermontov: “Il demone”

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: Sìlarus – Anno V – N. 24; Luglio-Agosto 1969) L’interpretazione forse più precisa de “Il demone” è questa: quando l’animo (puro e innocente) è pronto ad accogliere l’amore, questo può sconvolgerlo, svilupparsi in insana passione.

  • Come ho immaginato Lucida Mansi

    di Bartolomeo Di Monaco La Signora della leggenda Era giunta la sera quasi all’improvviso e Mattia non aveva fatto in tutto quel tempo che pochi passi; ora se ne stava seduto in via Roma, sopra una panchina di palazzo Cenami; non si vedeva nessuno per strada, le luci erano fioche, rade.

  • Le donne di Moravia

    di Bartolomeo Di Monaco (Da: “Sìlarus” – Anno VI – N. 27; Gennaio – Febbraio 1970) Tra i collaboratori del «Corriere della Sera », Carlo Cassola e Alberto Moravia si fanno notare per una particolarità: il primo (ma non sempre) scrive i più brevi elzeviri, il secondo i più lunghi.

  • Robert Burns, un poeta da non dimenticare

    di Bartolomeo Di Monaco Quando si arriva alla fine di ogni anno, c’è una canzone che spadroneggia su tutte e crea l’atmosfera adatta per salutare l’anno vecchio e accogliere quello nuovo: Auld Lang Syne. Non tutti sanno che l’ha composta Robert Burns, il poeta scozzese. Ecco qui una traduzione che presi dalla RAI:

  • SCRITTORI LUCCHESI: Andreuccetti Roberto: “L’uomo senza sorriso”

    di Bartolomeo Di Monaco Tredici romanzi dietro le spalle la dicono lunga sulla vocazione di Andreuccetti al racconto e soprattutto alla testimonianza di una realtà passata e presente alla quale ha dedicato e dedica gran parte del suo lavoro.

  • Da un cattolico agnostico alla compagna della sua vita

    di Bartolomeo Di Monaco Mia cara, ora che siamo vivi ci compenetriamo l’uno con l’altra

  • Marina Margioni: “La narrativa di Guglielmo Petroni. Tra realtà e memoria”

    di Bartolomeo Di Monaco Il padre Bruno, autoritario, lo voleva commesso nel suo negozio di scarpe che teneva in una strada di Lucca, Via S. Lucia, e Petroni pensava invece alla pittura e alla poesia.

  • Condividere la cultura e la conoscenza

    di Bartolomeo Di Monaco Ho sempre desiderato condividere le mie conoscenze e la mia cultura (nei molti limiti che ho dimostrato con le mie opere) con altri.