I Maestri

  • Il movimento Dadaista: Il suo manifesto #1/3

     [da: “Hans Richter: “Dada – Arte e antiarte”, Mazzotta, 1966] A differenza di questi primi anni del Terzo Millennio, gli inizi del secolo scorso furono ricchi di fermenti letterari ed artistici, i cui effetti ancora perdurano. Pubblicheremo perciò, opportunamente intervallati, alcuni articoli riguardanti taluni movimenti che li caratterizzarono, scritti dai loro protagonisti. In particolare prenderemo…

  • “I miei personaggi piacciono alle donne”

    Cibotto intervista Berto [da “La Fiera Letteraria” di giovedì 29 dicembre 1966] Che impressioni provi dopo il successo clamoroso del Ma ­le oscuro,

  • Michelangelo pittore

    di Salvatore Quasimodo [Classici dell’arte, Rizzoli, 1966]   Comincia con oggi una serie di saggi – che pubblicheremo con una opportuna periodicità –  sui più noti pittori di tutti i tempi scritti da importanti narratori e poeti del Novecento. Grazie ad essi  potremo forse penetrare, o anche solo avvertire,  lo speciale  segreto che collega tra…

  • Prezzolini – Amendola #1/29

    [da: Il tempo della Voce”, Longanesi & C. – Vallecchi, 1960] A  partire da oggi pubblicheremo, con gli opportuni intervalli, una serie di lettere indirizzate a Giuseppe Prezzolini al tempo che fu direttore de “La Voce”, l’importante rivista che nei primi anni del Novecento coagulò intorno a sé nomi prestigiosi della letteratura italiana, alcuni dei…

  • Quando l’arte invecchia

     di Alberto Arbasino [da: “Corriere della Sera”, domenica 21 aprile 1968] La generazione di Adorno non   prende volentieri in considerazione  un qualsiasi tempo lungo avvenire perché parte costantemente da un presuppo ­sto di « se tanto mi dà tanto ».

  • Felice chi è diverso – Garboli incontra Gadda

    di Cesare Garboli [da: “La stanza separata”, Mondadori, 1969] « Felice chi è diverso – essendo egli diverso, – ma guai a chi è diverso – essendo egli comune », dicono quattro versetti di Sandro Penna, da mandare a memoria nelle scuole, a pensarci, tanto bastano da soli a dimostrare come il ritmo del settenario…

  • Gli scrittori e il teatro

    Filo diretto Bo-Pampaloni [dal “Corriere della Sera” di domenica 17 dicembre 1967] Caro Pampaloni, hai sentito Dessì che co ­sa dice, nel « filo diretto » di domenica scorsa, dei critici letterari e del loro non assolvere il compito di illustrare la parte teatrale degli scrittori?

  • “La Nazione”, 18 maggio 1997: Giuseppe De Santis, una mondina per l’eternità

     di Giovanni Bogani [da “La Nazione”, domenica 18 maggio 1997] È morto Giuseppe De Santis, sparisce, a 80 anni, un altro pez ­zo di cinema bello,

  • Come nacque il cinema

    [da: Vittorio Calvino, “Guida al cinema”. Prefazione di Vittorio De Sica, Nuova Accademia Editrice, 1954] Pubblicheremo, con opportuni intervalli, una serie di articoli dedicati alla storia del cinema e ad alcuni dei suoi più celebri personaggi. IL GALOPPO DEL BISONTE Fin dai tempi più remoti l’uomo si ingegnò a riprodur ­re la vita quale appariva…

  • Il mistico Bulgakov e la telefonata di Stalin

    di Giuseppe Tedeschi [da: “Il Dramma”, n. 1 – ottobre 1968] L’11     marzo   del     1940,     poche   ore     dopo     la morte di Michail Bulgakov,

  • Anna Banti e il tempo

    di Cesare Garboli [da: “Pianura proibita”, Adelphi, 2002] Presto si terrà a Firenze, nella sala Luca Giordano di palazzo Medici Riccardi, un convegno di studi sull’opera di Anna Banti. Non sono pochi a Firenze quelli

  • Anna Maria Ortese: “Poveri e semplici”

     di Cesare Garboli [da: “La stanza separata”, Mondadori, 1969]  A distanza di quasi un anno dalla pubblicazione di un solitario e lavoratissimo romanzo di ispirazione patetica,

  • I Maestri: Fogli di diario

    di Alberto Arbasino [da: “Corriere della Sera”, giovedì 1 febbraio 1968] Che cosa sarà mai la Letteratura? Sarà affine, in qualche misura, alla Cultura? E allora, la Cultura, che cosa sarà mai?

  • Due lettere dal carteggio Caproni-Betocchi

    [da: “G. Caproni – C. Betocchi: Una poesia indimenticabile – Lettere 1936-1986”, Maria Pacini Fazzi editore, Lucca, ottobre 2007] 63. Roma, 10 nov[embre] 1954 Carissimo Carlo, il tuo silenzio mi fa pensar male. Dico per la tua salute, che il tempo è brutto e già mi dicesti d’essere influenzato. Mandami tue notizie, ti prego!

  • Obbedienza e dissenso -Vecchi e nuovi preti – #3/6

    di Carlo Bo [dal “Corriere della Sera”, sabato 6 settembre 1969]   Cesare Angelini, il nostro don Cesare, mi manda un altro dei suoi preziosi volu ­metti: Ritratto di Vescovo (Monsignor Giovanni Cazzani), primo dei Quaderni del Seminario di Pavia.

  • Il dottor Zivago

    di Cesare Garboli [da: “La stanza separata”, Mondadori, 1969] In qualche parte della sua opera, Dostoievschi ha lasciato scritto che il « male », la sofferenza non è meno necessaria alla vita della felicità o della gioia. Abbiamo bisogno di sventura… « Bisogna » diceva Tolstoi « amare la vita an ­che nel dolore… »

  • Vasco Pratolini

    di Claudio Marabini [da: “Gli anni Sessanta – Narrativa e storia”, Rizzoli, 1969] È fin troppo facile, considerando l’ultimo Pratolini, disegnare una parabola ideologica.

  • Bacchelli bizzarro e satirico

    di Giorgio Bárberi Squarotti [da: “L’Orologio   d’Italia – Carlo Levi ed altri racconti”, Kursaal, 2001] [L’autore è uno dei maggiori studiosi della letteratura italiana. Numerosi i suoi saggi su Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Tasso, Alfieri, Foscolo, Leopardi, Pascoli, D’Annunzio, Pirandello, Gozzano, Sbarbaro, Ungaretti, Montale, ed altri. È anche autore di libri di poesie, tra…

  • Chiudiamo bottega?

    di Carlo Bo [da: “La religione di Serra”, Vallecchi, 1967] Che cosa succede in letteratura? C’è qualcosa di nuovo? Che ne è del romanzo?

  • E se rivalutassimo la letteratura?

    di Geno Pampaloni [da “Il Mondo” del 30 ottobre 1969] Si ascoltano di tanto in tanto, nella nostra società letteraria, rintocchi di timbro cimiteria ­le: i giorni sono contati per tutti, i narratori sono i più morti tra i morti, è tempo di salvarci l’anima in qualche « altrove » fuori dalla lette ­ratura.

  • Carlo Collodi

    di Elémire Zolla in “Uscite dal mondo” (Adelphi, 1992) In molte tradizioni è di prammatica esporre gli archetipi supremi in forma domestica, puerile. Perciò l’Europeo non capì la profondità delle favole che si raccontavano fra le tribù d’Africa e d’America, soltanto ora svelate per sistemi metafisici e cosmogonici.

  • Gadda risponde a Moravia

    [dal Corriere della Sera di giovedì 23 novembre 1967] All’ indomani dell’assegnazione del Premio Montefeltro a Carlo Emilio Gadda, Alberto Moravìa è andato a fargli visita, per parlare del suo lavoro e della sua vita. Ecco il testo delle domande e delle risposte.

  • Il Garboli critico che non conosciamo

    Con tanti sogni dalla Transilvania di Cesare Garboli [da “Il Mondo” del 30 ottobre 1969] Roma. A prima vista sembra un metteur-en-scène con sangue di lusso. O un grande sarto, di quelli giovani cui siamo oggi abituati: costumisti, decoratori di gusto « internazionale ».

  • Il compito del traduttore

    di Walter Benjamin [da: “Angelus Novus”, 1955] Mai, di fronte a un’opera d’arte o a una forma artistica, si rivela fecondo per la sua conoscenza il riguardo a chi la riceve.

  • Il canto delle sirene

    di Maurice Blanchot   [da: “Il libro a venire”, 1959] I. L’incontro con l’immaginario Le Sirene: pare che cantassero, ma in un modo che non soddisfaceva, che lasciava appena intendere in quale direzione si aprissero le vere sor ­genti e la vera felicità del canto.

  • Tobino di scena

    di Cesare Garboli (da “La stanza separata”, Mondadori, 1969) Credo sia stato, tra tutti i suoi libri, soprattutto Le libere donne di Magliano (1953), a suscitare intorno a Mario To ­bino quell’attenzione che egli meritava da tempo.

  • Gramsci come Tasso

    di Cesare Garboli (da “La stanza separata”, Mondadori, 1969) Il passare delle ore, delle giornate, delle stagioni, il fermo, immobile disegno delle cose mentre cammina il tempo, fug ­ge e ritorna la luce; o la vicenda inversa: la corruzione delle cose, la loro marcescenza, mentre dura eternamente immota, indifferente, la ruota delle architetture del mondo……

  • Francis Scott Fitzgerald

    di Edmund Wilson (da “Saggi Letterari 1920-1950”, Garzanti, 1967)     Un personaggio celebre(1) ha detto che incontrare F. Scott Fitzgerald fa pensare a una vecchietta rimbambita che ab ­bia ricevuto in dono un diamante; ne è orgogliosissima, lo mostra a tutti, e tutti si stupiscono che una vecchia così stu ­pida possegga un gioiello…

  • Il giovane Hemingway

    di Edmund Wilson (da “Saggi Letterari 1920-1950”, Garzanti, 1967) II 21 ottobre 1923, nella rubrica A Bookman’s Daybook, che Burton Rascoe teneva nell’edizione domenicale della New York Tribune, di cui era redattore letterario, apparve la seguente nota:

  • Il Polonio dei letterati: sulle riviste e chi le fa

    di Edmund Wilson (da “Saggi Letterari 1920-1950”, Garzanti, 1967) Consigli ai collaboratori e ai direttori Bisogna tener presente anzitutto che il direttore di una rivista è non già un’entità autonoma, bensì una parte di quell’organismo più vasto che si chiama rivista.