Cinema
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Perché il mio cinema
di Bartolomeo Di Monaco Non sono molti, mi pare, quelli che mi seguono, ma io credo molto nel progetto che mi sono dato e il merito di Facebook è quello di lasciarmi tentare di farlo accogliere anche dai miei lettori.
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Riflessioni sulla decima musa.
in Cinemadi Francesco Improta Per quanto possa sembrare strano, il cinema è ancora oggi, a più di un secolo di distanza dalla sua nascita,
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Il mio cinema
di Bartolomeo Di Monaco (libro in itinere se riuscirò a terminarlo) ALTRO IN BREVE Soprattutto negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso la Rai ebbe la possibilità di avvalersi di registi di grande valore grazie ai quali realizzò sceneggiati che ancora oggi mantengono un livello di alta qualità. Ne ricordo qualcuno (questo articolo verrà…
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Gli sceneggiati Rai degli anni ‘60/‘70
di Bartolomeo Di Monaco Nel riguardare i dvd della mia videoteca, sono arrivato agli sceneggiati RAI degli anni ‘60/’70.
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Come trascorro questo tempo?
di Bartolomeo Di Monaco Il 1 ottobre scorso mi sono operato alla prostata. Stamani alla cataratta dell’occhio destro
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Ėjzenštejn
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Come ho già scritto più volte, possiedo una cineteca composta ad oggi da circa 2.300 film
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Cosa ci si aspetta da un bravo attore
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Non ho ancora esaurita la serie Horror della mia videoteca.
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Jack lo squartatore e Il fantasma dell’opera
di Bartolomeo Di Monaco JACK LO SQUARTATORE Avrete sentito parlare di Jack lo squartatore, che tra l’estate e l’autunno del 1888 commise almeno 5 delitti di prostitute nel quartiere popolare di Vhithechapel, a Londra.
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Poe, Bergman e Corman
di Bartolomeo Di Monaco INGMAR BERGMAN: “L’OCCHIO DEL DIAVOLO” Nel 1960 Ingmar Bergman presentò il suo film “L’occhio del diavolo”.
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I vecchi sceneggiati
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Oggi si chiamano Fiction e hanno una durata quasi illimitata. Si superano spesso le 100 puntate. A seguire il tutto ci vuole coraggio.
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La parabola del “Bounty”
di Carlo Laurenzi [dal “Corriere della Sera”, sabato 7 febbraio 1970] Nota Franco Marenco, nel la sua introduzione al reso conto di viaggio del capita no Bligh,
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Questi fantasmi
di Filippo Sacchi [da “al cinema col lapis”, Mondadori, 1958] La sera della presentazione di Questi fantasmi a Milano, Eduardo De Filippo nel discorsetto tenuto prima del film
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Lassù qualcuno mi ama
di Filippo Sacchi [da “Al cinema col lapis”, Mondadori, 1958] Chi leggendo quel titolo Lassù qualcuno mi ama andasse a ve dere il film
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Un museo per Katharine Hepburn
di Arturo Lanocita [dal “Corriere della Sera”, domenica 20 luglio 1969] Dicono che serva freddo il piatto delle sue vendette, a lun ga distanza dalle offese,
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La congiura degli innocenti
di Filippo Sacchi [da “al cinema col lapis”, Mondadori, 1958] La signora Wigg, che tiene l’unico negozio di un idilliaco villaggetto sperduto tra molli boschi e pastorali pendici,
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Le trote latine (sul Satyricon di Fellini)
di Carlo Laurenzi [dal “Corriere della Sera”, venerdì 21 novembre 1969] Molti a buon diritto sono persuasi che Fellini abbia for nito col Satyricon il suo film migliore (a parte alcuni film giovanili).
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La dolce vita di Federico Fellini
di Claudio Siniscalchi (da “l’Occidentale”, 7 febbraio 2010) La dolce vita di Federico Fellini uscì sugli schermi italiani venerdì 5 febbraio 1960.
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Spencer Tracy. Senza essere mai divo non conobbe nessun insuccesso
di Gian Luigi Rondi [da “La Fiera Letteraria”, numero 25, giovedì 22 giugno 1967] Ho incontrato Spencer Tracy sei anni fa. A Berlino, il quattordici dicembre del ’61.
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Rivette e Diderot. Lo zolfo della monaca
di Guido Piovene [da “La fiera letteraria”, numero 2, giovedì, 11 gennaio] La censura francese ha imbroglia to le carte sul film La religieuse,
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Weiss – Brook. L’oltranzismo dell’orrore
di Guido Piovene [da “La fiera letteraria”, numero 47, giovedì, 23 novembre 1967] Si è tanto parlato di Marat-Sade nel le sue varie apparizioni, con diverse regìe,
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Pasolini: “Edipo Re”
di Guido Piovene [da “La fiera letteraria”, numero 37, giovedì 14 settembre 1967] Venezia, settembre
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Lo straniero. Mastroianni non è Mersault
di Giorgio Zampa [da “La fiera letteraria”, numero 39, giovedì 28 settembre 1967] Nessuna novità di qualche interesse è apparsa, al momento in cui scri vo, nei cinema milanesi dopo la Mo- stra veneziana,
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Sandro De Feo. Sotto le ciglia di Greta Garbo
di Gabriele Baldini [da “La fiera letteraria”, numero 34, giovedì, 22 agosto 1968] Quand’ero ragazzo, attorno ai dieci dodici anni, prima che insorgesse la malizia,
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Bondarciuk. Tolstoi tutto Tolstoi
di Guido Piovene [da “La fiera letteraria”, numero 3, giovedì, 18 gennaio 1968] La prima parte della traduzione ci nematografica di Guerra e pace di Tolstoi, quella eseguita in Russia,
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Blow-up. Il Mondo gira in folle
di Guido Piovene [da “La Fiera Letteraria”, numero 41, giovedì, 12 ottobre 1967] Prima di vederlo ero incerto se fosse il caso di tornare in questa rubrica su Blow-up di Michelangelo Antonioni,
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Carl Theodor Dreyer. L’amore è tutto
di Gualtiero Maldé [da “La fiera letteraria”, numero 14, giovedì, 4 aprile 1968] Dreyer è stato un grande idealista, che si è dedicato al lavoro del regista cinematografico con una serietà che ha del sacro:
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Julien Duvivier. Pepé che uomo
di Carpendras (Manlio Cancogni) [da “La fiera letteraria”, numero 45, giovedì, 9 novembre 1967] La prima volta che vidi un film di Julien Duvivier era il venerdì santo del 1935.
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Fred Astaire e Ginger Rogers. Com’era bella l’America
di Carpendras (Manlio Cancogni) [da “La Fiera Letteraria”, numero 34, giovedì 24 agosto 1967] E’ un peccato: dopo tre apparizioni in tre films di tren t’anni fa, ripresi dalla TV,