Pittura
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Duccio: Il gran patriarca della devozione cortese
di Giulio Cattaneo [Classici dell’arte, Rizzoli, 1972] La prima volta che ho visto la Maestà di Duccio nel Museo senese dell’Opera del Duomo è stata negli anni Trenta, quando l’andare da Firenze a Siena rap presentava un avvenimento.
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Il Nuovo Linearismo di MAURO CRISTOFANI
di Pedro Zingales Rinascere alla conoscenza, dalla nausea della conoscenza; cercare la verità per vie psicologiche; alfine, giungere alla mèta in forma originale, “guardando verso l’interno”: ecco ciò che si propone questo artista (ndr: i suoi quadri qui).
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Piero della Francesca: La luce del presente
di Oreste Del Buono [Classici dell’Arte, Rizzoli, 1967] “Perché tu deponga ogni preoccupazione nei miei riguardi, ti farò conoscere qual è la natura del clima, la situazione del territorio, l’amenità della villa ; e ciò rallegrerà te di saperlo, me di narrarlo …”, così Plinio il Giovane rassicurava il sodale Domizio Apollinare circa il suo…
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La psicoanalisi di Hieronymus Bosch
di Maria Antonietta Pinna La pittura fantastica di Hieronymus Bosch ci immerge in un mondo di enigmatici simboli, talvolta rosati e catartici, talaltra oscuri, fagocitanti, demoniaci.
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Delacroix: Passi del “Journal”
a cura di Luigina Rossi Bortolatto [Classici dell’arte, Rizzoli, 1972] Rivolgiamo un vivissimo grazie a Lamberto Vi tali e a Giulio Einaudi, rispettivamente autore ed editore della versione italiana del Journal dì Delacroix, per averci gentilmente concesso di riprodurne i brani pubblicati qui di seguito
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IL NON FINITO
in Pitturadi Francesco Pieraccini – Se mi metto a dipingere il corpo o lo sfondo tanto per far qualcosa,per riempire lo spazio, verrebbe stupido, verrebbe falso, e dovrei abbandonare del tutto il quadro.- Alberto Giacometti
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Degas: Stile-verità
di Franco Russoli [Classici dell’arte, Rizzoli, 1970] Degas affermava che bisogna “stregare la verità”: un principio che non deve essere certamente interpre tato in chiave esoterica, mistica o simbolistica. Piut tosto nella chiave parnassiana che ne dette Paul Valéry, nel senso cioè di raggiungere la verità nello stile e lo stile nella verità.
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Alla ricerca di Georges de La Tour
di Jacques Thuillier [Classici dell’arte, Rizzoli, 1973] “Maestro Georges de La Tour, pittore […], si rende odio so alla gente per il numero enorme di cani che alleva, tanto levrieri quanto épagneul;, come se fosse il signore del luogo; caccia le lepri fra le messi, rovinandole e schiacciandole […] “.
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De Chirico: Pensare per immagini
di Maurizio Fagiolo dell’Arco [Classici dell’arte, Rizzoli, 1984] È stato detto tante volte che è letteraria la pittura di Giorgio de Chirico. Qualcuno, più accorto, ha precisato che è una pittura filosofica.
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Giorgio De Chirico
in Pitturadi Francesco Pieraccini Giorgio De Chirico è senz’altro il maggior rappresentante della Pittura Metafisica, avanguardia nata nel 1917 a Ferrara, tra i cui rappresentanti vede anche Carrà e Morandi.Si tratta di una concezione pittorica che mira a descrivere un universo atemporale, una realtà vista attraverso uno sguardo “trascendente”, volto a cogliere l’essenza dei soggetti rappresentati.
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Daumier: Testimone incandescente
di Luigi Barzini [Classici dell’arte, Rizzoli, 1971] Un grande paese, la Francia, che la libertà cre scente e l’industrializzazione trasformano di anno in anno; tre rivoluzioni: 1830, 1848, 1870; cinque costi tuzioni; quattro regimi, dalla restaurazione alla monarchia costituzionale e la Seconda Repubblica, dal Secondo Impero alla Terza Repubblica.
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CRISTOFANI o del nuovo linearismo
in Pitturadi Mario N. Ferrara Pochi artisti sembrano più facili da definire di Mauro Cristofani (la sua galleria di quadri qui). Egli stesso sembra volerci aiutare: – è il primo a nominare Beardsley, per esempio, per stabilire una sua ascendenza. E voi consentite subito; con una certa sufficienza, magari, se non ci avete pensato…
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Il Decadentismo: La “Femme Fatale”
in Pitturadi Francesco Pieraccini Nel clima culturale Europeo degli ultimi decenni dell’ 800 e del primo decennio del ‘900, si afferma la corrente artistica del “Decadentismo”.
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Antonello da Messina: L’ordine delle somiglianze
di Leonardo Sciascia [Classici dell’arte, Rizzoli, 1967] “E, stato pochi mesi a Messina, se n’andò a Vinezia; dove, per essere persona molto dedita a’ pia ceri e tutta venerea, si risolvè abitar sempre e quivi finire la sua vita, dove aveva trovato un modo di vivere appunto secondo il suo gusto”.
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Il sublime dei Romantici
in Pitturadi Francesco Pieraccini Il sublime è un concetto essenziale in tutta la produzione artistica (non solo figurativa) del periodo romantico.
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Pietro da Cortona, pittore e architetto
di Cesare Brandi [dal “Corriere della Sera”, lunedì 8 settembre 1969] Questo centenario della morte di Pietro da Cortona non ha avuto la risonanza giu sta. Né ci si può meraviglia re, dove si sa quanto disat tenta, anzi disancorata, sia la nostra cultura. Per pensare a Pietro da Cortona, oggi, non basta il generico…
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Gauguin e il Sintetismo
in Pitturadi Francesco Pieraccini Laddove gli impressionisti cercavano nei loro quadri l’immagine della natura e della realtà, impressa nei loro occhi dai tremolanti effetti della luce, Gauguin procede oltre e ad essa sostituisce quella che la natura scolpisce nella sua anima.
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I poderosi nitriti di Bruno Cassinari
di Dino Buzzati [dal “Corriere della Sera”, domenica 4 febbraio 1968] Una mostra importante di un artista importante. Alla galleria Cavour (piazza Cavour 1) Bruno Cassinari espone nove sculture e trenta sei dipinti, tutti recenti. Le no ve sculture sono cavalli, di cui uno con cavaliere in groppa. E cavalli figurano in…
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Crivelli: Un fantastico interprete del vero
di Anna Bovero [Classici dell’arte, Rizzoli, 1975] Crivelli! Chi era costui? Così, parafrasando il manzoniano don Abbondio, poteva domandarsi, nel 1950, chi per caso, ad Anco na, si fosse trovato a visitare una mostra di antica pit tura veneta dove, fra i quattrocentisti, Carlo Crivelli si faceva la parte del Icone.
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Ricordo di una mostra di Cézanne
di Nicola Dal Falco Davanti all’entrata laterale del Grand Palais, i visitatori arrivano a gruppetti, affrettando il passo. Sembra una prima teatrale, la lunga meditata attesa di un concerto o il ricevimento per il ballo dell’Infante di Spagna.
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Courbet: Un Narciso di paese
di Pierre Courthion [Classici dell’arte, Rizzoli, 1985] Millantatore, cavillatore, assetato di notorietà, Courbet sviluppa attorno a se stesso una vita esteriore chias sosa. È necessario che tutti lo vedano, l’intendano e si occupino della sua persona. Ma chi è? Non vi è nessu no come lui. Che cosa fa? Tutte le sue “uova hanno sempre…
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Correggio: Grazia laica: dono dell’uomo a Dio
di Alberto Bevilacqua [Classici dell’arte, Rizzoli, 1970] Di Antonio Allegri detto il Correggio si può af fermare innanzi tutto che la sua pittura di Visione’, a differenza di quella religiosa del Tintoretto o di quel la laica del Veronese, antepone la sensibilità al pen siero, la felicità biologica alla felicità dell’interpretazione e della conoscenza;
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Constable fra natura e sentimento
di Robert Hoozee [Classici dell’arte, Rizzoli, 1979] Constable non si avvicinò all’arte per tradizione fami liare o per ambiente; anzi, lo fece contro di essi. In un primo tempo mostrò solo di esservi inclinato e rivelò una certa abilità nel dipingere e disegnare, dedicandosi a queste attività soltanto nelle ore libere, quando non era impegnato…
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Cimabue e il momento figurativo pregiottesco
di Enio Sindona [Classici dell’arte, Rizzoli, 1975] È appena nel nostro secolo che Cimabue e la sua ope ra hanno potuto assumere, nel tessuto della pittura italiana medievale, una fisionomia autentica. Prima era il mito; il mito che fece appieno del grande artista il maestro di Giotto e l’affossatore della ‘maniera gre ca’, il capostipite…
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Chardin: Il pittore del silenzio
di Pierre Rosenberg [Classici dell’arte, Rizzoli, 1983] L’approccio allo studio del XVIII secolo implica la rapida presa di coscienza di un immenso malinteso. I giudizi che si dan no da più di cent’anni su questo secolo, brutalmente chiuso dalla rivoluzione francese del 1789, restano contraddittori, sia in mate ria politica che economica. E se il…
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Cézanne: Occhio che vede dentro il suo vedere
di Alfonso Gatto [Classici dell’arte, Rizzoli, 1970] Nell”immaginare Cézanne â— tutti gli uomini ‘difficili’, perché certi e imprevedibili, vanno imma ginati â— bisogna portarlo davanti a un Sinedrio, nel l’atto d’ascoltare da giudici confusi e impacciati una sentenza già decisa e ch’egli ha fatto di tutto per meri tare senza colpa, nell’aprirci gli occhi.
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Cellini e le arti decorative
di Charles Avery [Classici dell’arte, Rizzoli, 1981] Grazie alla sua Vita e ai suoi Trattati, siamo me glio informati su Cellini che su qualsiasi altro artista del Cinquecento, eccetto forse Michelangelo, che pure ricorse spesso alla parola scritta, ma in forma poetica ed epistolare.
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Telemaco Signorini
in Pitturadi Marina Raccanelli Un pittore che non avevo finora messo a fuoco, Telemaco Signorini: i suoi quadri mi erano apparsi accanto ad altri nell’ambito di esposizioni collettive, mi aveva talvolta colpito per un taglio particolare del paesaggio, per una luce tutta sua, ma non mi ero mai soffermata a lungo sulla sua personalità artistica.
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Mito e laicismo di Giorgione
di Virgilio Lilli [Classici dell’arte, Rizzoli, 1968] La realtà più precisa di Giorgione è la sua irrealtà. La sola certezza che abbiamo di lui è che nulla di lui è certo. Egli appartiene sotto questo aspetto a quelle figure d’artisti che confinano con le figure degli eroi.
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Carpaccio: Più fantastico di una favola
di Manlio Cancogni [Classici dell’arte, Rizzoli, 1967] Questo artista di cui si è detto ch’era un pittore di genere, un narratore, un contafavole, un fantastico, e, passando all’esame critico delle origini, un ferra rese, un fiammingo, un allievo del Mantegna, di Antonello, di Giovanni Bellini, di Piero della Francesca, un ‘caso difficile’ insomma,…