Archivio blog
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Napolitano come la Fornero
Solo che il capo dello Stato è un uomo e quindi si è dovuto controllare, e perciò niente lacrime.
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Telefonata Colle-Merkel, Calderoli in campo: “Istituire subito la commissione d’inchiesta”
di Sergio Rame (dal “Giornale”, 31 dicembre 2011) Cadono pressocché nel vuoto le smentite, più o meno tempestive, del Quirinale e della Germania.
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Anche Mario Sechi se ne sta accorgendo
Lo confesso, mi sono meravigliato che Mario Sechi, giornalista che stimo, abbia osannato questo governo e benedetto l’operazione che lo ha fatto nascere. Un esperto come lui, non ha sentito odore di bruciaticcio?, mi sono chiesto. Eppure la puzza si sentiva a distanza. Ma meglio tardi che mai.
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Ci vuole tempo, ma la verità viene sempre a galla
Si tratta del processo in cui Berlusconi è accusato di aver pagato David Mills con 600 mila dollari affinché testimoniasse il falso, e così scagionasse il Cavaliere. Trovate il resoconto dell’udienza qui, qui e qui.
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Comincia il temporeggiamento
Scrivevo giorni fa che quando si sente dire che qualcosa è rimandato ad un secondo tempo, praticamente si ritorna indietro, alla prima repubblica,
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Democrazia sospesa, eccome
di Giuliano Ferrara (da “il Foglio”, 21 dicembre 2011) Gentile presidente Napolitano, noi cer chiamo di valutare sine ira ac studio la nuova situazione determinata dalle sue deci sioni,
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Napolitano se la canta e se la suona
Potrei lasciare che Napolitano si diletti a pontificare di democrazia e di Istituzioni dall’alto del suo scranno, e far finta di niente. Perché rubare le ore al sonno o gonfiarmi di risentimento e d’ira?
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La lezione spagnola. Tagli e niente tasse
di Nicola Porro (da “il Giornale”, 20 dicembre 2011) Ieri il nuovo premier spagnolo, il popolare Mariano Rajoy, si è presentato in Parlamento e ha detto due cose fondamentali:
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Un articolo che mette i brividi
L’articolo è quello di Gianfranco Amato apparso ieri su Italia Oggi (ma si veda anche qui, dove fra l’altro troverete una elencazione dei conflitti di interessi presenti nel nuovo governo).
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Le balle di Monti
di Maurizio Belpietro (da “Libero”, 18 dicembre 2011) Da quando è stato eletto, Mario Monti non perde occasione per dire che non ha ambizioni politiche.
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Costa tanto produce poco
di Angelo Panebianco (dal “Corriere della Sera”, 18 dicembre 2011) Nel momento in cui si chiede che i conti bancari dei cittadini, e quindi le loro vite, risultino totalmente trasparenti agli occhi dello Stato,
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La nave dei folli
Chi ama il cinema sa che questo è il titolo di un film bellissimo, uscito nel 1965 per la regia di Stanley Kramer,
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Salviamo la cultura democratica per combattere l’evasione fiscale
di Piero Ostellino (dal “Corriere della Sera”, 16 dicembre 2012) Un caso di scuola – che meritereb be d’essere studiato nelle facoltà universitarie di Comunicazione, sulla falsariga di certi studi del passato sulle «tecniche del colpo – è la strada che ha imboccato la discussione sulla crisi e sul modo di uscirne.
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Berlusconi ancora mal consigliato
Berlusconi non ne ha avute abbastanza. Così pare. Dopo che i suoi consiglieri lo hanno mandato a gambe all’aria, egli ancora continua a servirsene, senza aver il coraggio di spedirli a quel paese.
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Silvio, ferma la rapina
di Maurizio Belpietro (da “Libero”, 15 dicembre 2011) Caro presidente Berlusconi, mi perdo ni se la disturbo con una lettera aperta. So che da quando se ne è andato da Pa lazzo Chigi lei vorrebbe essere lasciato in pace.
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Ci rivedremo a Filippi
Alle ore 23,25 di ieri sera è intervenuta nel dibattito per la conversione in legge della manovra economica, la rappresentante della Lega Nord Manuela Dal Lago.
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Il salame di Tabacci
Chi ieri sera ha seguito l’audizione del presidente del Consiglio davanti alle Commissioni riunite della Camera ha potuto sentire l’onorevole Tabacci portare ad esempio nientepopodimenoche il salame,
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Tre articoli
Per tagliare bisogna studiare di Luca Ricolfi (da “La Stampa”, 12 dicembre 2011) Ogni volta che un governo prova a tagliare la spesa pubblica – un mo stro che ogni an no costa qualcosa come 700 miliardi di euro, più o meno la metà dell’intero prodotto nazionale –
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Il governo Monti non serve a nulla
I mercati se ne impipano del governo Monti, impostoci in Italia con un manovra spregiudicata di Napolitano.
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Due articoli
La casta evade la stangata di Franco Bechis (da “Libero”, 11 dicembre 2011) Con vero e proprio colpo di mano i depu tati hanno fatto saltare all’unisono l’unico comma della manovra economica che ri schiava di toccare le loro tasche: il settimo comma dell’articolo 23.
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Draghi e Monti: due politiche diverse
Mentre Monti ha dato la stura ad una politica recessiva, senza nemmeno preoccuparsi delle conseguenze sulle attività produttive, il cui mercato è destinato a restringersi sempre di più per mancanza di domanda,
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Quattro articoli
Monti non conta niente di Vittorio Feltri (dal “Giornale”, 10 dicembre 2011) Mario Monti a Porta a Porta davanti a un Bruno Vespa incredulo,
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Manovra da respingere
Ci sono alcuni, che stimo, come Oscar Giannino, che tutto sommato salvano la manovra impostaci dal governo Monti. Ne rilevano i mancamenti sul punto delle misure per la crescita, ma accettano l’inasprimento fiscale.
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Monti si illude di tagliare il debito vendendo l’aria
di Franco Bechis (da “Libero”, 9 dicembre 2011) L’articolo è il numero 25 della manovra finanziaria, ed è quello che ha il titolo più ambizioso: “Ri duzione del debito pubblico”.
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Come volevasi dimostrare
L’inasprimento delle tasse voluto dal geniale governo Monti, pluridecorato frettolosamente e pagato a piè di lista dagli italiani e non certo da Napolitano,
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Chi parla di “vergogna dell’Ici” dimostra solo di essere in malafede
di Marco Tarquinio (da “l’Occidentale” dell’8 dicembre 2011) C’è un fantasma che s’aggira per l’Italia. Il fantasma dell’Ici “non pagata” dalla Chiesa cattolica sulle attività a fini di lucro che si svolgono all’ombra dei campanili. Il fanta sma che sarebbe figlio di un’ingiusta esenzione di legge.
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Chiariamo al Pdl un equivoco
Nel Pdl ci sono due anime, una che reclama mutamenti alla manovra economica tali che non colpiscano ad esempio la prima casa,
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Tre articoli
Una manovra con deficit liberale se non parte la riforma dello Stato di Piero Ostellino (dal “Corriere della Sera”, 7 dicembre 2011) C’è solo un modo, ora, per questo governo di tecnici, di mostrare di non essere un governicchio come tutti i governi politici che l’hanno preceduto.
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Legare il decreto al 9 dicembre
Monti ha ricevuto il plauso della Bce e dell’Ue per i contenuti del decreto legge che ha messo in ginocchio i ceti medio e medio basso.