Archivio blog
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Liberarci del debito pubblico
Quello che è accaduto in questi giorni e che sta accadendo con l’incarico affidato a Mario Monti ha aperto gli occhi, credo, a molti italiani
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Napolitano, pagalo tu il neo senatore a vita
Se il presidente Napolitano non avesse letto il mio articolo (e ovviamente non lo ha letto) gli ripeto, con tono ancora più indignato:
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Altri due motivi per andare ad elezioni anticipate
Il primo l’ho già espresso nel mio precedente articolo. Con Mario Monti si rischia di perdere tempo.
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Ci guadagna solo Casini
E proprio questo dimostra che il cammino all’indietro verso la prima Repubblica sta per raggiungere il traguardo. Tutti ci cercano, va dicendo Casini, e ci credo.
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Ancora su Benigni a Bruxelles
Ieri su Il Legno Storto, il direttore Marco Cavallotti additava l’intervento che Roberto Benigni ha tenuto l’altro giorno al parlamento europeo.
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Basta coi senatori a vita!
Che bisogno c’era di nominare Mario Monti senatore a vita?
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I mercati precipitano
È il dato delle prime ore di oggi. Il Corriere della Sera cerca una toppa e sostiene che ciò si deve alla preoccupazione dei mercati che il governo Berlusconi andrà avanti ancora per un po’ e che il cambio del premier avrebbe dovuto essere praticamente immediato. Balle.
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Dimissioni sotto condizione
Berlusconi ha scelto una via di mezzo, ma ha scelto bene.
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Vedremo come andrà a finire
Ma per intanto lasciate che vi esprima la mia soddisfazione nel leggere questa dichiarazione fatta da Berlusconi ai suoi consiglieri, fra cui Gianni Letta, che sta cercando in tutti i modi di farlo dimettere:
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A domani
Domani avremo una giornata politicamente importante. Sul rendiconto generale dello Stato il governo potrebbe constatare che non c’è più la maggioranza, e subire la richiesta di sfiducia dell’opposizione.
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La favola del commissariamento
Vien da ridere quando si sente l’opposizione gridare, ma non solo in questi giorni, che l’Italia è stata commissariata dall’Europa. Che significa?
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Due evitabili errori
Quante volte viene da chiedersi se davvero in politica scendano gli uomini migliori.
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Il governo tecnico
Il quotidiano di Maurizio Belpietro, Libero, interpreta l’intervento di ieri di Napolitano come il via libera ad un governo tecnico.
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Perché Napolitano non dice all’opposizione che è ora di finirla?
Quanto più Napolitano si sgola, uscendo perfino dai suoi confini istituzionali, più l’opposizione reagisce dandogli praticamente contro.
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Lucca bella oltre l’immaginazione
di Bartolomeo Di Monaco [Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.] A chi sia sfuggito l’avvenimento, ricordo che dal 29 ottobre fino a domani 1 novembre a Lucca si tiene la manifestazione internazionale dedicata ai Comics.
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Ci mette bocca anche Fini
Lo sanno tutti. Fini, il Gianfranco, è uno che non ha mai lavorato in vita sua.
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Napolitano e il Pd
Qualche tempo fa, era il 10 settembre, scrissi un articolo intitolato “Un asse Napolitano-Berlusconi?”.
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Londra affonda Sarkò: bulletto e corrotto. Usa i soldi dell’Europa per pagarsi i capricci
di Alessandro Carlini (da “Libero”, 28 ottobre 2011) Ha ben poco da ridere il presidente francese Nicolas Sarkozy.
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Un interessante scritto inedito del Giudice Romano Canosa (1935-2010)
di Marco Cavallotti (da “il legno storto”, 26 ottobre 2011) Romano Canosa è stato un importante magistrato del Tribunale di Milano sezione lavoro. Le sue sentenze sono state fondanti di un nuova cultura della giustizia italiana nel campo delle relazioni industriali.
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Libia. Attenti, ora il pericolo
di Vittorio Feltri (da “il Giornale”, 24 ottobre 2011) Eccola qui in tutto il suo splendore la «primavera araba ».
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Quei due chi si credono di essere
Mi riferisco alla Merkel e a Sarkozy. E a quest’ultimo in modo speciale, giacché i francesi è da un po’ di tempo che mi sono diventati antipatici.
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Articoli sulla morte di Gheddafi
La guerra ipocrita di Bruno Vespa (da “Il Giorno”, 22 ottobre 2011) Se il 17 febbraio i sondaggi dì Nicolas Sarkozy per le presidenziali francesi del 2012 non fossero stati disastrosi com’erano,
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Gheddafi giustiziato a sangue freddo
Non mi meravigliano queste esecuzioni sommarie. La storia ne è piena. Noi italiani l’abbiamo conosciuta con la fine tragica di Benito Mussolini, legato ad una corda e appeso a testa in giù a ludibrio di ciò che aveva rappresentato ma anche della sua persona.
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Cane sciolto
di Vittorio Feltri (da “Panorama”) Ci occupiamo malvolentieri di Gianfranco Fini, ma a volte non possiamo farne a meno.
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I partiti dell’odio
I partiti dell’odio tentano maldestramente di prendere le distanze dai fatti di Roma e lasciano intendere che deprecano e hanno sempre condannato le manifestazioni violente.
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Quei cattivi maestri che armano le folle
di Luigi Mascheroni (da “Il Giornale”, 17 ottobre 2011) Antonio Tabucchi, marzo 2002: «Le elezio ni sono regolari, certo. I regolamenti di conti lo sono meno. Quello berlusconiano è un meto do che appartiene al cartello di Medellin della Colombia, a Paesi trafficanti di dro ga ».
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La violenza è figlia dell’antiberlusconismo
Non ci sono ma che tengano. Ciò che successe a Roma il 14 dicembre dell’anno scorso, nel giorno stesso in cui Berlusconi ebbe la fiducia,