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  • Bravo Sallusti!

    Giorni fa scrivevo l’articolo: “Sallusti mi piace, e anche la Santanchè” (qui). Oggi ho motivo di rallegrarmene, poiché da tempo non leggevo un editoriale così limpido e diretto, rivolto contro quelli che Sallusti chiama i voltagabbana. Coloro ossia che prima pigolano e poi mostrano coraggio solo quando si sentono sicuri che l’avversario è diventato debole.

  • Il 2 giugno così non mi piace

    Lo confesso. Il 2 giugno sta esondando. Diventa sgradevole. Almeno per me. Non so perché, ma mi ricorda le parate della vecchia URSS nonché quelle del regime fascista. I toni   esaltati con cui la festa è stata celebrata dai media ha aggravato il mio malcontento.

  • Mai che si riesca a concludere qualcosa di buono

    L’Italia ha la capacità, forse unica al mondo, di farsi sempre male da sola. Diceva Massimo D’Azeglio: “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani”. Mai obiettivo fu così presuntuoso e irraggiungibile.

  • Però non fasciamoci la testa

    La botta c’è stata, ma si tratta di un bernoccolo, anche se piuttosto grosso e puntuto, il quale però non necessita di fasciatura. Lo si può portare, anzi, in bella evidenza. In questo modo non lo si dimenticherà tanto presto.

  • Per vincere bisogna essere falchi

    Chi mi ha seguito fino ad ora sa che ho definito da tempo, dalla scorsa estate, una guerra ciò che di spregevole sta avvenendo in politica. Ho scritto che quando siamo in guerra, bisogna essere spietati, sfondare con l’ariete ogni ostacolo.

  • Scivolare sulla buccia di banana

    A Milano e a Napoli è forte il rischio di scivolare sulla buccia di banana, che a Milano ha il nome di Giuliano Pisapia e a Napoli quello di Luigi de Magistris.

  • Sallusti mi piace, e anche la Santanchè

    La sinistra ce l’ha con i due perché sono duri a piegarsi. Anzi mostrano di avere una grinta che pochi altri hanno in politica e nel giornalismo. Non temono lo scontro.

  • Vedremo se i milanesi hanno scherzato

    Fra meno di quindici giorni vedremo se i milanesi hanno scherzato. Indubbiamente la lunga campagna mediatica contro Berlusconi, e il lavoro ai fianchi praticato fittamente dalla procura di Milano (e, a mio avviso, anche la guerra libica non ben accolta da molti moderati), hanno inciso sull’esito del primo turno di queste amministrative, dove Berlusconi ha…

  • Troppo presto

    I risultati di queste elezioni amministrative avranno il loro pieno significato soltanto quando si saranno conclusi anche i ballottaggi, ossia fra due settimane.

  • Gheddafi e Assad: due pesi e due misure

    Premetto, non ho alcuna simpatia per Gheddafi, come non ho simpatia per le dittature che ancora resistono nel mondo.

  • Sforziamoci di essere seri

    Oggi leggiamo più di un articolo che celebra le lodi del presidente Napolitano.

  • Egitto e Milano. Possibile il confronto?

    Sembrerebbe di no, giacché il primo è una Nazione e la seconda una città, anche se tra le più importanti d’Europa.

  • La retorica sulla magistratura

    Fini prima, ma ora, con maggiore autorevolezza Napolitano, stanno commettendo un errore di proporzioni inimmaginabili.

  • Sì al voto di fiducia

    L’altro giorno Napolitano ha strigliato la sinistra, rimproverandole di essere inaffidabile e confusa, e consigliandole di rimanere all’opposizione, se non cambierà rotta.

  • Napolitano e la sinistra

    Deve aver sofferto molto il capo dello Stato a dire in buona sostanza che se la sinistra non è credibile, è molto meglio che se ne stia all’opposizione.

  • Sulle intenzioni della Nato non ci sono più dubbi

    Che la Nato, probabilmente ispirata dai francesi e dagli inglesi, non abbia mai pensato di usare le sue armi per una guerra che non facesse vittime civili, e fosse addirittura chirurgica al massimo possibile, ci hanno creduto solo gli allocchi.

  • Il mio timore per le riforme

    La guerra di Libia sta assorbendo tutte, o quasi, le energie della maggioranza. Poiché sono convinto che la guerra sarà una cosa lunga, le sue conseguenze sono imprevedibili.

  • La guerra libica manderà a casa Berlusconi?

    Scrivevo il 21 marzo: “Libia. La sinistra ci ha portato alla guerra”. Scrivevo anche che Berlusconi era caduto nella trappola.

  • Bombardare la Libia

    L’Italia è una nazione, come ci dice la Storia, che non finisce mai la guerra dalla parte da cui l’ha cominciata. Ci deve essere qualcosa nel dna che si è alterato dopo i fasti della antica Roma. Troppa potenza allora, troppa saggezza e tutto deve essersi consumato per sempre. Oggi il   nostro dna è…

  • Fini il 25 aprile celebra la liberazione dal nazismo

    Non credo che sulla stampa troveremo questa notizia. Eppure nell’intervista al Tg2 di ieri alle ore 13, Fini non ha avuto il coraggio di dire che il 25 aprile celebra la liberazione dal nazifascismo.

  • Travaglio intenerito da Ciancimino jr.

    Se leggete qui, capirete quanto siano confusi i difensori a spada tratta di Ciancimino jr, ma anche di tutti coloro che, alzatisi una mattina, decidono di inventarsi qualche accusa contro Berlusconi.

  • Il voto a Milano

    Non ci crederete, ma ciò che mi interessa di più a riguardo dei risultati che si avranno nelle elezioni al comune di Milano, sono i voti che prenderà Roberto Lassini, l’autore dei noti manifesti contro le procure.

  • Il caso Lassini

    Non capisco di che cosa si stia parlando. Roberto Lassini si è presa la libertà di far attaccare dei manifesti che dicevano grosso modo: Via le Brigate Rosse dalla   procura di Milano.

  • Dario Franceschini e l’eros

    Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Il moralismo a tutti i costi, quel moralismo inquisitore che abbiamo conosciuto nella storia e conosciamo in questi mesi nel nostro bel Paese, spesso nasconde una voglia di imitazione della gesta di colui contro il quale si dirige il nostro giudizio morale.

  • Boccassini e Ingroia

    Certe indagini acquistano fama e poi si rivelano un buco nell’acqua. È accaduto con il superteste Ciancimino, l’asso nella manica del pm Ingroia, che ieri è stato arrestato dopo che accurate perizie tecniche hanno rivelato che alcuni dei suoi pizzi erano manomessi.

  • Basta coi senatori a vita

    Distorcono la democrazia. Ne abbiamo avuto cognizione al tempo dei governi Prodi che, sostenuti da una maggioranza di uno o due voti al Senato, avevano sempre bisogno che la presenza dei senatori a vita (quasi sempre di sinistra o sinistreggianti) fosse assicurata. Leggendario è il caso della Montalcini che, vecchia e malata, fu portata a…

  • Migliorare il bipolarismo

    Non ho alcun dubbio. Mi schiero a favore di chi lavora per un bipolarismo migliore dell’attuale. Il quale, seppure un po’ pasticciato per colpa di una legge elettorale che mette in pericolo le maggioranze al Senato, è già da tempo sotto il fuoco di fila del cosiddetto terzo polo, assetato dalla voglia di diventare finalmente…

  • Bravo Ferrara

    Una trasmissione come Radio Londra ci voleva proprio. A paragone dei tromboni di Ballarò, Annozero, Che tempo che fa, L’Infedele, e stupidaggini di questa specie, abbiamo trovato un giornalista che in cinque minuti è capace di andare al centro del problema. E il centro del problema, nel conflitto istituzionale in atto, è proprio lui, il…

  • Inevitabile lo scontro durissimo

    Napolitano indirizza una lettera al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, in cui condanna i toni di esasperazione accesisi tra politica e magistratura.

  • Berlusconi ha ragione

    Non ho alcuna esitazione a dichiararlo.   Dopo le folli esternazioni di Asor Rosa, la situazione è molto cambiata. Ciò che molti italiani sospettavano è uscito allo scoperto con anche troppa chiarezza.