I Maestri

  • Il centenario di Ada Negri

    di Cesare Angelini [dal “Corriere della Sera”, lunedì 16 marzo 1970] Il centenario della nascita d’un poeta fa sempre buona cronaca. Anche questo di Ada Negri (1870-1970), che il Pancrazi, con facile definizione, disse « la maggiore poetessa italiana ».

  • I Maestri: Nella selva dell’informale

    di Dino Buzzati [dal “Corriere della Sera”, lunedì 14 aprile 1969] Michel Tapié mi fa da guida alla grande mostra internazio ­nale d’arte astratta â— cin ­quantacinque pittori di quindi ­ci paesi â— ch’egli stesso ha or ­dinato nella Galleria Cortina, in via Fatebenefratelli 15. E’ intitolata: «Spazi astratti ».

  • Constable fra natura e sentimento

    di Robert Hoozee [Classici dell’arte, Rizzoli, 1979] Constable non si avvicinò all’arte per tradizione fami ­liare o per ambiente; anzi, lo fece contro di essi. In un primo tempo mostrò solo di esservi inclinato e rivelò una certa abilità nel dipingere e disegnare, dedicandosi a queste attività soltanto nelle ore libere, quando non era impegnato…

  • L’ultima voce di Tecchi

    di G. Barbiellini-Amidei [da “Il Corriere della Sera”, giovedì 10 ottobre 1968] Non fosse stato uomo schivo rustico quel tanto che gli derivava dalla solitudine austera della sua Tuscia, Bonaventura Tecchi avrebbe potuto divenire un caso letterario, nella nostra cultura senza fantasia di discussioni.

  • La Pop Art

    di Lucy R. Lippard [da: AA.VV : “Pop Art”, Mazzotta, 1967] L’arte Pop è un fenomeno americano e che si discosta dai cliché di una grande America rozza e sfacciata entrato in uso quando l’Espressioni ­smo Astratto trionfò a livello internazionale. E’ nata due volte: la prima volta in Inghilterra, e poi, indipendentemente, a New…

  • Cimabue e il momento figurativo pregiottesco

    di Enio Sindona [Classici dell’arte, Rizzoli, 1975] È appena nel nostro secolo che Cimabue e la sua ope ­ra hanno potuto assumere, nel tessuto della pittura italiana medievale, una fisionomia autentica. Prima era il mito; il mito che fece appieno del grande artista il maestro di Giotto e l’affossatore della ‘maniera gre ­ca’, il capostipite…

  • Prezzolini – Slataper #26/29

    [da: Il tempo della Voce”, Longanesi & C. – Vallecchi, 1960] Trieste, 21 aprile   1911 Caro Giuliano, (pseudonimo di Prezzolini. bdm) sto riposando. La leva l’avrei appena al 4 di maggio, e forse sarebbe Utile che io riposassi bene, perché poi ho gli esami e la Voce. Ma d’altra parte… Insomma ti prego di…

  • Perché vanno via?

    di Cesare Angelini [dal “Corriere della Sera”, lunedì 13 ottobre 1969] In questo Manzoni è sempre possibile un supplemento di indagine.   Per esempio, perché nell’epilogo del romanzo Renzo e Lucia partono dal paese nativo dopo che la provvidenza â— la regista dell’opera â— ha lavorato in cielo e in terra ad accomodare ogni cosa…

  • METAFISICA: Alberto Savinio: «Anadioménon »#6/6

    [da: Massimo Carrà: “Metafisica”, Mazzotta, 1968] Principi di valutazione dell’Arte contemporanea Viviamo in un mondo fantasmico con il quale entriamo gradatamente in dimestichezza. Questo benevolo plurale non mi farà più d’uopo inoltre: fummo, siamo e saremo in pochissimi a risentire la sostanza piena della vita.

  • Chardin: Il pittore del silenzio

    di Pierre Rosenberg [Classici dell’arte, Rizzoli, 1983] L’approccio allo studio del XVIII secolo implica la rapida presa di coscienza di un immenso malinteso. I giudizi che si dan ­no da più di cent’anni su questo secolo, brutalmente chiuso dalla rivoluzione francese del 1789, restano contraddittori, sia in mate ­ria politica che economica. E se il…

  • Le rive del Giordano

    di Cesare Angelini [dal “Corriere della Sera”, venerdì 14 marzo 1969] La fantasia pugnace del gio ­vane Carducci un giorno in ­dugiò disarmata sulle rive del fiume sacro, e nella commossa contemplazione della scena evangelica di turbe che trae ­vano verso la mite apparizio ­ne del giovane Messia e di madri che gli portavano i…

  • Intervista a Elia Kazan

    di Claudio Gorlier [dal “Corriere della Sera”, domenica 14 dicembre 1969] A Elia Kazan (il grande registra fu anche scrittore. NDR)), di passaggio dall’Italia, Claudio Gorlier ha rivolto alcune domande. Eccone il testo, con le rispo ­ste del romanziere americano.

  • Metafisica: Il desiderio di un’arte nuova #5/6

    [da: Massimo Carrà: “Metafisica”, Mazzotta, 1968] Come accade in qualche congiuntura di particolare tensione, è un confluire da punti di partenza distinti e per vie differenti a un approdo comune che possa in qualche maniera catalizzare e caratterizzare aspi ­razioni e ricerche.

  • Cézanne: Occhio che vede dentro il suo vedere

    di Alfonso Gatto [Classici dell’arte, Rizzoli, 1970] Nell”immaginare Cézanne â— tutti gli uomini ‘difficili’, perché certi e imprevedibili, vanno imma ­ginati â— bisogna portarlo davanti a un Sinedrio, nel ­l’atto d’ascoltare da giudici confusi e impacciati una sentenza già decisa e ch’egli ha fatto di tutto per meri ­tare senza colpa, nell’aprirci gli occhi.

  • Del viaggiare in provincia

    di Cesare Angelini [dal “Corriere della Sera”, lunedì 24 agosto 1970] Poniamo, a Pavia, in sant’Invenzio. Il nome, Invenzio o Inventore, si presta agli spassi d’uno storico di periferia che « adora le date » e trova ancora abbastanza fascino nel restauro di un nome: Inven ­zio o Evenzio o Iuvenzio…; chi era costui?

  • Cellini e le arti decorative

    di Charles Avery [Classici dell’arte, Rizzoli, 1981] Grazie alla sua Vita e ai suoi Trattati, siamo me ­glio informati su Cellini che su qualsiasi altro artista del Cinquecento, eccetto forse Michelangelo, che pure ricorse spesso alla parola scritta, ma in forma poetica ed epistolare.

  • Metafisica: I destini della Metafisica #4/6

    di Patrick Waldberg [da: Massimo Carrà: “Metafisica”, Mazzotta, 1968] Se ci si attiene allo stretto significato nominativo, la Scuola Metafisica, in pittura, è nata nel 1917, a Ferrara, dall’incontro di Giorgio De Chirico con Carlo Carrà ed è finita nel 1920, data della loro separazione. Tutta ­via, in verità, la pittura metafisica esisteva già prima…

  • Conoscere il paese

    di Cesare Angelini [dal “Corriere della Sera”, venerdì 12 dicembre 1969] (Pubblicherò altri scritti di Cesare Angelini, che leggevo con avidità da giovane. Aspettavo sempre con ansia un suo articolo sul Corriere della Sera. La sua scrittura è esemplare. Sacerdote e conoscitore del Manzoni come pochi, oggi è pressoché dimenticato. Visse buona parte della sua…

  • Metafisica: Giorgio De Chirico: Sull’arte metafisica #3/6

    [da: Massimo Carrà: “Metafisica”, Mazzotta, 1968]   Ci vorrebbe un controllo continuo dei nostri pensieri e di tutte quelle immagini che si presentano alla nostra mente anche quando ci troviamo allo stato di veglia ma che pure hanno una stretta parentela con quelle che vediamo nel sogno.

  • Mito e laicismo di Giorgione

    di Virgilio Lilli [Classici dell’arte, Rizzoli, 1968]   La realtà più precisa di Giorgione è la sua irrealtà. La sola certezza che abbiamo di lui è che nulla di lui è certo. Egli appartiene sotto questo aspetto a quelle figure d’artisti che confinano con le figure degli eroi.

  • Prezzolini – Provenzal #22/29

    [da: Il tempo della Voce”, Longanesi & C. – Vallecchi, 1960]   R.     SCUOLA     NORMALE     MASCHILE di Catanzaro – Direzione Calamaro, 7 dicembre 1914 Mio caro Prezzolini, non addio ma arrivederci: e spero in tempo non lontano. Le dico queste parole per risposta al congedo che Lei da sulla…

  • Metafisica: Carlo Carrà: II nostro carattere antico #2/6

    [da: Massimo Carrà: “Metafisica”, Mazzotta, 1968]   Che cosa d’altro mai non ci verrebbe rimproverato dai nostri con ­temporanei! Pure, se si avesse anche noi dimenticato le nostre origini, ci sen ­tiremmo certamente lodati, ma non più quelle persone atte alle opere di volontà non ancora alterata.

  • Carpaccio: Più fantastico di una favola

    di Manlio Cancogni   [Classici dell’arte, Rizzoli, 1967]   Questo artista di cui si è detto ch’era un pittore di genere, un narratore, un contafavole, un fantastico, e, passando all’esame critico delle origini, un ferra ­rese, un fiammingo, un allievo del Mantegna, di Antonello, di Giovanni Bellini, di Piero della Francesca, un ‘caso difficile’ insomma,…

  • I quattro compositori di Liverpool

    di Alberto Arbasino [dal “Corriere della Sera”, lunedì 20 gennaio 1969]   Quando i Beatles si esibivano nelle sale da ballo e nelle sale da concerto, raramente veni ­vano paragonati a Liszt o a Pa ­ganini. Non sono mai sembrati esecutori stupendi o sublimi.

  • Guerra e pace

    di Filippo Sacchi [da “al cinema col lapis”, Mondadori, 1958]   Quando uscì Via col vento, il suo slogan di lancio in America fu questo: “Il Guerra e pace americano”. La pubblicitaria recipro ­cità, quando Guerra e pace fu presentato a New York, lo annunciava così: “Il Via col vento russo”.

  • Witkiewicz: Il pazzo disperato

    di Gustavo Herling (dal “Corriere della Sera”, giovedì 15 gennaio 1970]   Nel Diario di Witold Gombrowicz, di prossima pub ­blicazione in Italia si posso ­no leggere queste osservazio ­ni su Stanislaw Ignacy Witkiewicz: « Non mi era simpa ­tico nel suo pennacchio di dandy metafisico, con la sua eterna disposizione a si ­mulare un…

  • Metafisica: Massimo Bontempelli #1/6

    [da: Massimo Carrà: “Metafisica”, Mazzotta, 1968]   Prima stramberia   Eccoci dunque in tre, come ho detto: io, lo specchio, la scacchiera. lo guardavo lo specchio, lo specchio rifletteva la scacchiera.

  • Caravaggio: Antiaccademia

    di Renato Guttuso [Classici dell’arte, Rizzoli, 1967]   Come poté un ragazzo lombardo, apprendista pit ­tore, arrivato a Roma all’età di circa diciotto anni, costruirsi, crescere, straripare dalle zone basse di piaz ­za Navona, oltre Tevere, oltralpe, oltre il suo secolo e i secoli successivi,

  • Canova e la bellezza

    di Mario Praz [Classici dell’arte, Rizzoli, 1976]   È un pregiudizio romantico vedere unica fonte del ­la poesia nel sentimento popolare immaginato come genuino, immediato, quasi riflettente la paradisiaca condizione del fanciullo.

  • Cubismo: Gertrude Stein: Picasso 1909 #8/8

    [da Edward F. Fry: “Cubismo”, Mazzotta, 1967] Uno che alcuni seguivano con certezza era uno assolutamente affasci ­nante. Uno che alcuni seguivano con certezza era uno affascinante. Uno che alcuni seguivano era uno assolutamente affascinante. Uno che alcuni seguivano era con certezza assolutamente affascinante.