I Maestri
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L’isola Dolore
di Virgilio Lilli [dal “Corriere della Sera”, domenica 13 luglio 1969] Sono stato in viaggio, im mobile. Un viaggio che al meno un giorno nella vita tocca quasi a tutti.
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John Osborne. Il dandy con il mitra spara a salve
di Gaia Servadio [da “La fiera letteraria”, numero 31, giovedì, 1 agosto 1968] Londra, luglio Che cosa, cosa mai può avere causato la totale débàcle di uno dei migliori commediografi di questo secolo?
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La battaglia decisiva dal Grappa al mare. Poi le campane
di Manlio Cancogni [da “La fiera letteraria”, numero 44, giovedì, 31 ottobre 1968] Bassano del Grappa, ottobre Non rivedevo il Grappa da oltre trent’anni, da quando ero alpino nel X battaglione a Bassano;
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Giornata memoranda
di Cesare Garboli [da “La stanza separata”, Mondadori, 1969] Non ho mai partecipato, e credo non ne avrò mai la forza, ai raduni di ex-compagni di scuola.
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Luis Buñuel. Più Labiche che Kafka
di Gabriele Baldini [da “La fiera letteraria”, numero 47, giovedì, 21 novembre 1968] L’opera di Luis Buñuel, sottovaluta ta quando non addirittura ignorata dal grosso pubblico e soprattutto dai di stributori fino al premio di Venezia,
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L’italiano dei pappagalli
di Paolo Monelli [dal “Corriere della Sera”, venerdì 26 giugno 1970] Mi è venuto sott’occhio in un diffuso quotidiano del 7 giugno scorso un titolo, « Te-le-incubi per tele-bambini »,
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Invadere lo spazio
di Renato Barilli [da “Quindici”, numero 11, 15 giugno 1968] Udo Kultermann, « Nuove dimensioni della scultura », Feltrinelli, 1967, pp. 256. lire 8.000
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Heinrich Böll
di Giuliano Gramigna [da “La fiera letteraria”, numero 9, giovedì, 29 febbraio 1968] HEINRICH Bí–LL Dov’eri, Adamo? Bompiani, pagine 215, lire 1500.
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Compagnone contro Pinocchio
di Lorenzo Sbragi [da “La Fiera Letteraria”, numero 51, giovedì 29 dicembre 1966] Il processo a Pinocchio, dopo gli attacchi di Carmelo Be ne, registra ora quelli an che più circostanziati di Luigi Compagnone,
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I Maestri: Diario tedesco: Come ci vedono
di Arrigo Benedetti [dal “Corriere della Sera”, domenica 3 agosto 1969] L’italiano che in Germania si trovi a parlare coi tede schi, e si lasci contagiare dal la loro cordialità,
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Voltaire, oggi
di Carlo Bo [da: “La religione di Serra”, Vallecchi, 1967] Ho passato gli ultimi anni di guerra in un paesetto del l’alta Brianza e quando andavo a Messa, la domenica,
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Non deluderci, Luna
di Dino Buzzati [dal “Corriere della Sera”, in occasione dello sbarco sulla luna, giovedì 17 luglio 1969] – Su, vieni dentro. Che cosa stai lì ancora sul balcone mentre qui la tele ci sta facendo vedere la cosa più favolosa mai avvenuta da che esiste il mondo?
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Monteverdi. I Gonzaga gli avevano messo la corda al collo
di Lionello Cammarota [da “La Fiera Letteraria”, numero 24, giovedì 15 giugno 1967] Pochi giorni or sono è cadu to il quarto centenario del la nascita di Claudio Mon teverdi,
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Totò. Ammesso e non concesso
di Oreste del Buono [da “La Fiera Letteraria”, numero 17, giovedì 27 aprile 1967] « Prima di tutto sono servitore… ». S.A.R. An tonio de Curtis Gagliardi Ducas Comneno di Bisanzio, eccetera,
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Memling: La dolce superficie del reale
di Maria Corti [Classici dell’arte, Rizzoli, 1969] Vi sono artisti che danno l’impressione di essere arrivati sulla terra proprio nel luogo e nel momento ad essi congeniali;
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L’armistizio del 4 novembre 1918 raccontato da Solmi, Montale e Bacchelli. Bello sì ma dopo?
di Manlio Cancogni [da “La fiera letteraria”, numero 45, giovedì, 7 novembre 1968] • Sergio Solmi come quasi tutti quelli della sua classe, il ’99, era stato richiamato nella primavera del ’17.
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La dinastia dei Dumas
di Carlo Bo [da: “La religione di Serra”, Vallecchi, 1967] Due anni fa Henri Clouard aveva tentato il primo grande ritratto moderno di Dumas padre,
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Gli oracoli di un matto anonimo
di Riccardo Bacchelli [dal “Corriere della Sera”, giovedì 27 novembre 1969] Data del timbro postale, decifrabile una volta tanto: Verona, 29-IV-1949, ebbi una lettera anonima,
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Le scarpe da tennis
di Giorgio Bassani [dal “Corriere della Sera”, domenica 3 maggio 1970] Mi telefona la giovane amica dalle calze rosse e dalla coda di cavallo,
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Lo scandalo
di Alberto Bevilacqua [dal “Corriere della Sera”, martedì 3 marzo 1970] Che può aspettarsi, moral mente e civilmente, una socie tà come la nostra che, pur assetata di scandalo, ha per duto ogni potere di scanda lizzarsi?
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Bach organista tra Weimar e Lipsia
di Lionello Cammarota [da “La Fiera Letteraria”, numero 10, giovedì 9 marzo 1967] Giovanni Sebastiano Bach contava appena diciotto anni quando nel 1703 eb be ad Arnstadt il suo primo impiego.
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Il delitto Matteotti tra Viminale e Aventino
di Renzo De Felice [da “La FieraLetteraria, numero 1, giovedì 5 gennaio 1967] L’11 febbraio 1947, mentre il rinnovato pro cesso per l’uccisione di Giacomo Matteotti si trascinava stancamente in Corte d’Assise,
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Il fanciullo onnipotente
di Giorgio Celli [da “Quindici”, numero 19, agosto 1969] Alfred Jarry, «Opere », 3 voll., Adelphi, 1969, pp. 720 L- 8.000.
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Affetti umani spaziali
di Riccardo Bacchelli [dal “Corriere della Sera”, martedì 7 gennaio 1969] A grandi fatti, scusandomi dell’indecente ma efficacissi ma locuzione toscana, bischerate grandi:
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Bigiaretti e Prisco
di Carlo Bo [dal “Corriere della Sera”, giovedì 16 aprile 1970] Il genere del racconto non sembra trovare â— almeno da noi â— molti lettori,
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La favola amara di Ada Negri
di Vittore Branca [dal “Corriere della Sera”, martedì 14 luglio 1970] La figura del maestro â— non quello con la presuntuosa ini ziale maiuscola ma quello vero e autentico delle elementari â— è al centro della vita sociale italiana fra Ottocento e Nove cento.
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Gauguin: Suoi scritti
a cura di G. M. Sugana [Classici dell’arte, Rizzoli, 1972] Se non è raro il caso di un pittore che abbia spiegato con il corollario di scritti gli intendimenti dei suoi dipinti,
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Diario intimo e racconto
di Maurice Blanchot [da “Il libro a venire”, 1959] II diario intimo, che pare così sciolto dalle forme, così docile ai moti della vita e capace di tutte le libertà,
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Marcel Aymé: Umorismo pudico e feroce
di Lorenzo Bocchi [dal “Corriere della sera”, 16 ottobre 1967] Parigi 15 ottobre. Lo si vedeva qualche volta alle «prime » teatrali, tacitur no, lento, imbronciato, il capo sempre piegato all’indietro per ché riusciva ad alzare a fati ca le palpebre.