Archivio blog
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Forza, vendete (e giù le tasse)
di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi (dal “Corriere della Sera”, 5 novembre 2013) Ciò che ci impedisce di ridurre le tasse – aumenteranno di 1,2 miliardi di euro nel 2014 –
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I casi Berlusconi e Cancellieri sono uguali!
Devo ritornare sull’argomento poiché di nuovo l’ipocrisia e il doppiopesismo sono di scena e inquinano le coscienze, o almeno tentano di farlo.
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Inizia una nuova stagione
di Marcello Sorgi (da “La Stampa”, 4 novembre 2013) La toppa che domani sarà messa, in un modo o nell’altro, al caso Cancellieri, purtroppo non servirà a riportare il governo in carreggiata.
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Cancellieri-Berlusconi. È un caso di ingiustizia
Ormai sappiamo che grazie alla blindatura protettiva offerta da Napolitano, dal governo, dal Pdl e da metà del Pd, la Cancellieri salverà la poltrona di ministro,
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La memoria della Repubblica
di Ernesto Galli della Loggia (dal “Corriere della Sera”, 3 novembre 2013) Tra i partiti oggi esistenti solo il Partito democratico (se si esclude la microscopica Udc) può essere considerato in qualche modo erede della Prima Repubblica:
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Letta difende la Cancellieri. E Alfano e Quagliariello?
Mi dispiace per la Cancellieri, poiché ritengo esagerata la tempesta mediatica che si sta abbattendo su di lei per quella telefonata,
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Il ministro non vuole lasciare. “Sono a posto con la mia coscienza”
di Liana Milella (da “la Repubblica”, 2 novembre 2013) ROMA â— Dimissioni? Anna Maria Cancellieri, quasi la storia non riguardasse lei,
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Ancora sul caso Cancellieri
Non so che cosa scriverà domani nella sua omelia domenicale l’amico di Papa Francesco, Eugenio Scalfari.
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Facciano pure il bello e il cattivo tempo, ma prima o poi dovranno passare da noi
Ci resta solo questa speranza, a noi moderati. Solo che riusciamo a formare una forte unità di combattimento.
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Il saliscendi delle regole
di Michele Ainis (dal “Corriere della Sera”, 1 novembre 2013) Uno vince, l’altro perde: è la vita. Ma nella vita politica può succedere che perdano tutti,
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Cancellieri e Berlusconi. Cosa farà la magistratura?
Ci si sta concentrando, e giustamente, sull’intervento che il ministro Annamaria Cancellieri fece in favore di Maria Giulia Ligresti
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Le sciocchezze di Quagliariello
Quando si vuole restare attaccati alla poltrona non si pensa a quel che si dice,
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Costumi decaduti
di Antonio Polito (dal “Corriere della Sera”, 31 ottobre 2013) Non c’è bisogno di essere esperti di regolamenti parlamentari per capire che
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Ma quando si apriranno gli occhi?
Le reazioni negative alla decisione di ieri della Giunta che ha deliberato di applicare il voto palese
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Decadenza, la Giunta per il voto palese. Palma: “Stabilità a rischio”
di Sergio Rame (da “il Giornale”, 30 0ttobre 2013) Il Senato voterà con voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.
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Marcello Pera non crede ai nuovi democristiani
Il mio conterraneo Marcello Pera, a cui rimprovero di aver ostacolato un uomo del fare della mia città di Lucca, l’ex sindaco Pietro Fazzi,
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Il sindaco e il Cavaliere: due destini incrociati
di Ilvo Diamanti (da “la Repubblica”, 29 ottobre 2013) Non è un caso che Berlusconi abbia sciolto il Pdl e rilanciato Forza Italia in coincidenza con la Leopolda.
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Comincerà il tanto atteso percorso di cambiamento?
Credo di sì. A partire dal pomeriggio di oggi quando si deciderà se andare al senato con il voto palese o segreto per decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi.
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Il peccato nazionale
di Ernesto Galli della Loggia (dal “Corriere della Sera”, 28 ottobre 2013) «Non è mica colpa nostra! È lui, sono loro (a piacere Berlusconi, Prodi, la Sinistra, la Destra) che hanno ridotto il Paese così ».
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Brunetta duro: nessuna alternativa al Cavaliere
di Aldo Cazzullo (dal “Corriere della Sera”, 27 ottobre 2013) ROMAâ—«O Letta e il Pd cambiano profondamente la legge di Stabilità ed evitano la decadenza di Berlusconi, o le larghe intese sono finite, e si va a votare ».
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Il volemose bene di Belpietro
Sono posizioni sibilline come quelle che Belpietro va prendendo da qualche tempo (un po’ democristiane, alla Gianni Letta)
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Mastella: “De Gregorio racconta favole. Vi dico io perché cadde Prodi”
di Paolo Bracalini (da “il Giornale”, 26 ottobre 2013) «Sulla vicenda giudiziaria di De Gregorio non so nulla né mi interessa. Io faccio un’analisi politica.
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La tragedia di Katyn analizzata alla luce di quanto accade in casa nostra
Se andate a leggere gli articoli che hanno fatto e fanno chiarezza sull’eccidio di Katyn, una località della Russia nei pressi di Smolensk,
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Finalmente un po’ di chiarezza
L’Ufficio di presidenza del Pdl si doveva fare e si è fatto, gli incarichi sono stati azzerati e tutto potrà ricominciare impostando la strategia del partito su basi di lealtà e di trasparenza.
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Caso Berlusconi e democrazia deviata
di Arturo Diaconale (da “L’Opinione”, 25 ottobre 2013) Il caso Berlusconi costituisce un evidente fenomeno di distorsione violenta e incontrollata dello stato di diritto.
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Berlusconi rifiuti i compromessi
Non so se oggi pomeriggio ci sarà o meno l’ufficio di presidenza del Pdl, e se, come si legge sui quotidiani, sia posta all’ordine del giorno la questione dell’azzeramento degli incarichi e del passaggio definitivo alla nuova Forza Italia.
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Così Lavitola ricattò Berlusconi. «Ruolo chiave da uomo di Stato in incognito »
di Fiorenza Sarzanini (dal “Corriere della Sera”, 24 ottobre 2013) ROMAâ—È Valter Lavitola l’uomo chiave della compravendita dei senatori che sarebbe stata ordinata da Silvio Berlusconi.
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Perché nel 2008 cadde il governo Prodi
Ci troviamo di fronte ad un altro pietoso tentativo di impiegare la giustizia per finalità politica,
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Con lo sguardo all’indietro
di Piero Ostellino (dal “Corriere della Sera”, 23 ottobre 2013) (Mi fa piacere ritrovare Piero Ostellino come editorialista, da tempo emarginato dal Corriere. bdm) Un Paese nel quale il pensiero, le opinioni, le parole devono ubbidire a una certa Ortodossia pubblica, imposta per legge, non è un Paese libero.
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Il fascismo rosso fa un altro passo avanti
Ne scrivevo già l’8 marzo 2010, qui, e gli avvenimenti successivi, peraltro via via sempre di più spudoratamente marcati, non hanno fatto altro che corroborare la mia preoccupazione.