Archivio blog
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Il pretesto Bondi
Quando ieri leggevo dell’accanimento della magistratura nei confronti di Bruno Contrada, mi è venuto in mente il caso di Sandro Bondi.
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Belpietro e Feltri
A Belpietro va il merito di aver portato il quotidiano Libero all’attenzione dei cittadini. Con la sua direzione esso ha acquistato visibilità. Più di quanto era accaduto con la direzione di Vittorio Feltri, che pure l’aveva fondato, quando abbandonò per la prima volta il Giornale. Non so che fine avrebbe fatto la notorietà di Feltri…
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L’opposizione ridotta a metter zizzania
Il Pd in modo particolare non ha mai camminato con le sue gambe. Fino al novembre del 1989, data della caduta del muro di Berlino, il suo punto di riferimento era l’URSS di Stalin e di Breznev. Già Kruscev cominciava a impensierirlo. L’URSS era un punto di riferimento poiché da Mosca partivano le istruzioni e…
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Feltri contagiato da Fini?
Quando all’improvviso Fini cominciò a dare i numeri, ci si domandò che cosa gli fosse successo. La nuova compagna? L’ambizione? I poteri forti che puntavano su di lui per mandare a casa Berlusconi? Insomma, ancora non sappiamo le segrete ragioni che hanno portato al tradimento di Fini. Chi sa se le scopriremo mai.
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Montecchi e Capuleti
La storia di Giulietta Capuleti e di Romeo Montecchi si potrebbe celebrare quest’anno in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Come augurio, come auspicio. Ciò che sbocciò secoli fa a Verona, piccola città di un’Italia che allora indossava il vestito di Arlecchino, potrebbe rinnovarsi oggi?
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Elezioni sì, elezioni no
Qui troverete il calendario delle prossime corse ad ostacoli che il governo dovrà affrontare.
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Carla Bruni in Sarkozy
L’Italia ha tante belle donne. Sarà il clima, saranno le bellezze naturali che la circondano, sarà la cucina mediterranea conosciuta e apprezzata dappertutto, fatto sta che noi vantiamo donne tra le più belle del mondo.
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Il ritorno di Oriana Fallaci
L’estremismo mussulmano esploso da ultimo nelle strade di Alessandria d’Egitto ha reso di attualità il pensiero di Oriana Fallaci che in un celebre articolo pubblicato sul Corriere della Sera lanciò per prima l’allarme in Occidente. Qui un altro articolo del 2006, sempre sul Corriere della Sera.
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Tre comportamenti discutibili
In attesa che la politica riprenda il suo corso e che a breve si possa sapere se la legislatura ci porterà le riforme tanto auspicate, o dovremo tornare al voto affinché siano gli elettori a riprendersi la barra della nostra sgangherata nave, ieri ho parlato di alcuni miti che il 2010 ha fatto precipitare dal…
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I falsi miti: Lula, Agnelli, Scalfaro, Ciampi
La decisione dell’ex presidente brasiliano Lula di non estradare il terrorista pluriomicida Battisti sfascia in un sol colpo tutta la leggenda che si era costruita su di lui sin dalla sua elezione.
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Ci aspettano le prime settimane del 2011
Quasi un anno fa, il giorno del mio compleanno, il 14 gennaio 2010, scrivevo questo articolo sul mio blog e su Legno Storto, il cui titolo era: “Oggi in Italia è la destra il partito del rinnovamento”. Seguivano altri articoli sullo stesso tema (ad esempio: qui, qui e qui).
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Fini ha già risposto di no
Poi uno dice che Fini è super partes… Siccome si tratta di discutere sulla sua mancata terzietà nell’agone politico, Fini si chiude a riccio e da monarca assoluto decide, rispondendo alla richiesta della Lega Nord, che su di lui non si ha il diritto di discutere.
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Dibattito alla Camera su Fini?
Era ora che qualcuno si svegliasse. Ho consumato molti articoli per condannare l’offesa che Fini sta facendo alle Istituzioni. Senza precedenti per gravità e perseveranza. L’opposizione, per ragioni di convenienza, ci è passata sopra e soltanto l’altro giorno Francesco Piccolo sull’Unità ha preso le distanze da questo colpevole silenzio.
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Ancora sulle assurdità di Fini
Non ho colpa se la mia attenzione su Fini persiste. Del resto, è lui che è voluto salire alla ribalta e non cessa di chiedere le luci tutte su di sé, come una primadonna.
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Gli effetti del voto di fiducia
Chi aveva cercato di attribuire al voto di fiducia del 14 dicembre scorso un valore puramente numerico (Fini tra questi), se ancora non si è reso conto che quel voto aveva ed ha un valore soprattutto politico, oggi ha modo di rivedere le proprie anche troppo affrettate e improvvide conclusioni.
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Casini sta peggio di Berlusconi
Come peggio di Berlusconi stanno sicuramente Scalfaro e Ciampi a proposito della trattativa tra Stato e mafia. Vi ricordate quante volte Berlusconi è stato accusato dall’opposizione e dai magistrati in forza di quell’astruso teorema che, essendo a capo di un’azienda, “non poteva non sapere”?
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Poi ci si domanda perché tanta violenza
Il linguaggio sguaiato e folle della politica è il maggior responsabile di ciò che sta succedendo. Non ci voleva molto per capire che l’antiberlusconismo a mano a mano che proseguiva il suo processo avrebbe sostituito l’odio al confronto rispettoso e democratico.
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Fini non può che andare a sinistra
Fini ha dimostrato di essere un pericolo. Per le Istituzioni, ovviamente. E forse anche per la fondazione di An, stando alla svendita della casa di Montecarlo finita al cognato. E forse anche per il tentativo di utilizzare un’auto fatta acquistare per sé dalla stessa fondazione nella primavera scorsa.
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Quando forze dell’ordine e magistratura confliggono
Da qualche anno, se si ha occasione di parlare con uomini che fanno parte delle forze dell’ordine, ci si sente rispondere: Noi arrestiamo i malfattori, ma la magistratura il giorno dopo li fa uscire, e i malfattori ci fanno marameo.
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Se questo è il Terzo Polo
Si legge: “Intanto finiani e centristi replicano al premier ufficializzando la nascita del terzo Polo e sperando così di arginare l’emorragia di deputati richiamati dalle sirene berlusconiane. «Da oggi queste forze si uniscono in un unico polo », ha detto Adolfo Urso annunciando fin da subito un’azione comune di Fli, Udc, Api e Mpa.”
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Fini: dimissioni obbligate
Se leggiamo le dichiarazioni e i propositi del giorno dopo espressi dal presidente della Camera, non possiamo non domandarci se non siano diventate obbligatorie le sue dimissioni.
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Alla Camera tre voti in più: eccome se sono importanti!
Ora sta passando lo slogan di sinistra e finiano secondo il quale i tre voti ottenuti in più dalla maggioranza non fanno la differenza. Potevano essere anche tre voti in meno. Non avrebbe cambiato le cose. Eh no, andiamoci piano. Questa è, ancora una volta, ipocrisia.
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Avviciniamo quelli del Fli che ci stanno
La votazione tanto al Senato che alla Camera ha reso evidente a tutti che nel Fli ci sono alcuni finiani che non se la sentono di sfiduciare il governo Berlusconi e soprattutto che stanno ancora riflettendo sull’uscita dal Pdl, che li ha condotti in un vicolo cieco, senza futuro e senza ruolo.
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Fini sfiduciato
In questi due giorni di dibattito parlamentare sulla fiducia al governo ciò che è apparso chiaro è che Fini è risultato sfiduciato almeno da un ramo del parlamento, quello che presiede.
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Popolo bue o popolo sovrano?
Come il capo dello Stato, anch’io non ho la sfera di cristallo. Ma non ci sarà da attendere molto. In tarda mattinata sapremo i risultati, prima quelli del Senato e subito dopo quelli della Camera.
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Le ambiguità del Pd
Il dibattito sulla fiducia svoltosi stamani al Senato è stato illuminante. Delle ambiguità che caratterizzano la sinistra italiana ho sempre saputo, ed è proprio per questo che non riesco a sopportarla. Usa due pesi e due misure, sempre pro domo sua.
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I dieci voti per dimissionare Fini
È vero che Fini aveva già fatta una promessa analoga quando scoppiò lo scandalo della casa di Montecarlo.
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La vigilia
Ci siamo. Domani si apre ufficialmente la competizione tra il vecchio e il nuovo. Tutte le scaramucce che si sono avute in questi ultimi mesi hanno preparato il campo della disfida. Una disfida feroce, senza risparmio di colpi, anche quelli sotto la cintola.
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Intimidazioni attraverso la magistratura
Ci siamo già passati al tempo delle elezioni regionali. Per ostacolare la maggioranza si fece di tutto per lasciarla addirittura fuori dalla competizione. Cosa mai vista. Un’esperienza devastante. Senza avversari l’opposizione avrebbe fatto in Lombardia e a Roma cappotto su tutta la linea.
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C’è nuova aria in giro
C’è chi comincia a credere che il 14 dicembre possa registrare in qualche modo una vittoria di Berlusconi, anche se risultasse sfiduciato alla Camera. In realtà si pensa che anche alla Camera riuscirà a strappare una maggioranza, sia pure risicata.